Di Redazione Witaly

Emergente Sud, i giovani chef della Campania

Sono 4 , ma potevano essere anche 20. La Campania ogni anno offre una schiera nutrita di cuochi giovani, capaci e volenterosi.

Sono 4 , ma potevano essere anche 20. La Campania ogni anno offre una schiera nutrita di cuochi giovani, capaci e volenterosi. Orientarsi in questa abbondanza non è facile, e anche al termine delle votazioni dei tanti esperti interpellati, alla fine i voti di molti erano vicini e la scelta è stata fatta al fotofinish. Eccoli i 4 che difenderanno i colori della Campania, che l’anno scorso ha vinto con Angelo d’Amico.Quest’anno chi vincerà? Venite a vederci da vicino e a vivere con noi l’ evento: lunedì 23 maggio ore 12-20 Circolo Savoia a Castel dell’Ovo, martedì la finalissima ore 12-17.

CIRO SIMEOLI

Già a tredici anni, Ciro Simeoli, napoletano ventisettenne, aveva capito che il suo futuro lavoro sarebbe stato tra i fornelli. E’ Executive Chef del ristorante dell’ “Acquapetra Resort” & Spa , a Telese Terme (BN). Si è diplomato all’Istituto Alberghiero, a Napoli, in cui ha avuto la fortuna di incontrare grandi maestri di cucina, che oltre ad insegnargli le tecniche culinarie, lo notano, inserendolo subito nel mondo della ritorazione. Durante le vacanze estive Ciro inizia i vari stage, per affinare il suo talento. La passione per la cucina e la voglia di migliorare diventano sempre più forti, tant’è che le sue esperienze professionali lo portano nelle cucine di grandi hotel sia sulla costiera amalfitana, al ristorante di Faro di Capo D’Orso sia sull’isola di Capri, al ristorante del  Quisisana. A soli ventiquattro anni Ciro diventa Executive chef dell’Aquapetra, a cui dedica corpo e anima, cercando di mettersi sempre in gioco e migliorando le sue tecniche. Aperto alla ricerca creativa, senza troppi eccessi, sostiene l’importanza di un dialogo continuo con la tradizione, soprattutto la valorizzazione della materia prima del territorio, come nella Minestra maritata e negli Asparagi con finto uovo. Paste e Patane gratinate con provola e Pane e Peperoncini. Oltre la cucina le sue passioni sono i motori, la musica e  la conoscenza del vino e dei distillati.

GIUSEPPE RUOTOLO

Cucina “per il piacere di far piacere”, questo è il motto del trentenne napoletano Giuseppe Ruotolo, Executive Chef dello “Yacht Club di Marina di Stabia”, a Castellammare di Stabia (NA). Dopo il diploma presso l’IPSSAR di Napoli, impara in fretta il mestiere, inizia a fare tante esperienze in vari ristoranti campani, conoscendo il suo padre gastronomico, l’eccellente chef figlio d’arte, infatti il suo maestro è un chef eccellente, Enrico Cosentino, che gli ha insegnato i segreti culinari più importanti e lo guida nelle sue scelte. Venuto a Roma per migliorarsi, nel ristorante presso il quale lavora, un autore della “ La Prova del Cuoco” lo nota, dandogli la possibilità di partecipare alla trasmissione, entrando a far parte del cast per le 2 edizioni successive. Nel 2007 il ristorante “Ziro”, sempre a Roma, ed è in  questo periodo l’invenzione di un insolito formato di pasta “L’Accartocciato”, elaborato da un quadro di sfoglia dello stesso impasto degli scialatielli (in onore allo chef Enrico Cosentino) e per l’appunto accartocciato come una carta da voler buttare, il quale in cottura si apre leggermente e tutte le pieghe fungono da contenitore per qualsiasi tipo di sugo anticipando la mantecazione .  Nel 2009 si mette in proprio e con un socio decide di aprire un piccolo locale a Cava de Tirreni, appunto “L’Accartocciato”. I suoi piatti sono espressione della sua terra, rinnovati per renderli più contemporanei, come Ndunderi  seppie capperi e limone L’alleanza del verde e le sue tonalità  Accartocciati vongole arancio e asparagi, Il multicolore.

MARIO CINQUE

 

Mario Cinque, giovane ed appassionato chef campano, nasce a Vico Equense il 2 dicembre 1985. Diplomato all’Istituto Scuola Alberghiera della sua città, il suo amore per la conoscenza lo ha portato a viaggiare per la penisola confrontandosi con le differenti cucine regionali. Nonostante la sua giovane età Mario vanta un curriculum importante avendo frequentato alcune delle cucine più prestigiose d’Italia. Ma è la Campania che lo ha ispirato permettendogli di vivere esperienze altamente formative, come l’incontro con lo Chef stellato Giuseppe Guida. Dal 2004 lavora infatti presso l’Osteria Nonna Rosa di Vico Equense, luogo in cui ogni giorno si confronta e reiventa ricette della tradizione sorrentina come Spaghetti alle acciughe sott’olio, peperoncino dolce e pecorino di Laticauda, Hamburger di seppie e piselli in fiore, Baccalà orto verde e salsa di peperone, Battuto di palamita e giardino di primavera, ricotta e mandarini tardivi. Ha una grande passione per il calcio e gioca nella squadra del suo paese nativo. E’ un collezionista di libri di cucina cui ha dedicato un’intera stanza.Fidanzato da sempre con Iolanda, quest’anno, a fine stagione, ha annunciato il loro matrimonio e lo staff dell’Osteria Nonna Rosa non vede l’ora di organizzargli una grande festa.

GIUSEPPE RUOTOLO

Cucina “per il piacere di far piacere”, questo è il motto del trentenne napoletano Giuseppe Ruotolo, Executive Chef dello “Yacht Club di Marina di Stabia”, a Castellammare di Stabia (NA). Dopo il diploma presso l’IPSSAR di Napoli, impara in fretta il mestiere, inizia a fare tante esperienze in vari ristoranti campani, conoscendo il suo padre gastronomico, l’eccellente chef figlio d’arte, infatti il suo maestro è un chef eccellente, Enrico Cosentino, che gli ha insegnato i segreti culinari più importanti e lo guida nelle sue scelte. Venuto a Roma per migliorarsi, nel ristorante presso il quale lavora, un autore della “ La Prova del Cuoco” lo nota, dandogli la possibilità di partecipare alla trasmissione, entrando a far parte del cast per le 2 edizioni successive. Nel 2007 il ristorante “Ziro”, sempre a Roma, ed è in  questo periodo l’invenzione di un insolito formato di pasta “L’Accartocciato”, elaborato da un quadro di sfoglia dello stesso impasto degli scialatielli (in onore allo chef Enrico Cosentino) e per l’appunto accartocciato come una carta da voler buttare, il quale in cottura si apre leggermente e tutte le pieghe fungono da contenitore per qualsiasi tipo di sugo anticipando la mantecazione .  Nel 2009 si mette in proprio e con un socio decide di aprire un piccolo locale a Cava de Tirreni, appunto “L’Accartocciato”. I suoi piatti sono espressione della sua terra, rinnovati per renderli più contemporanei, come Ndunderi  seppie capperi e limone L’alleanza del verde e le sue tonalità  Accartocciati vongole arancio e asparagi, Il multicolore.

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