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    CASTELLO LA LECCIA, STORICA DIMORA E OTTIMI VINI
    Porzioni Cremona

    CASTELLO LA LECCIA, STORICA DIMORA E OTTIMI VINI

    Di Redazione Witaly 10 Giugno 202010 Giugno 2020
    scritto da Redazione Witaly

    Ancora ci dobbiamo andare, ma per quello che si capisce dalle immagini il Castello la Leccia è una vera gemma ancora poco nota, nel centro del Chianti in quel versante che scende dal Borgo di Castellina verso lo Scalo. Una proprietà ragguardevole (dell’imprenditore svizzero Rolf Sonderegger), con solo una piccola frazione, poco più di una dozzina di ettari, dedicati alla vigne e soprattutto al Sangiovese per un totale di 50000 bottiglie e 4 etichette. Ne abbiamo assaggiate 3 in una degustazione via web, come ormai si usa, particolarmente riuscita secondo noi e ringraziamo Riccardo Gabriele per averla così bene organizzata. I vini sono stati presentati dal direttore, l’esperto Guido Orzalesi e ci sono parsi interessanti e soprattutto con un ottimo potenziale. Un limite comune è l’eccessivo grado alcolico sul quale stanno lavorando per ridurne l’impatto, grazie anche al differente impianto di allevamento delle nuove vigne. I tre vini: il Vivaio del Cavaliere 2018, un IGT dalla polpa succosa ed invitante di frutta rossa matura è il vino base (sangiovese con syrah e malvasia nera). Poi ecco il Chianti classico 2017 più speziato e vario, con un finale leggermente chiuso ed amaro dovuto ad un’annata non molto felice, ma che comunque si fa apprezzare per la sua complessità. Infine il vino più interessante e di pregio, il Chianti Gran Selezione vigneto Bruciagna 2015 di bella struttura ampia e setosa, profondo con note di liquirizia e cuoio.

    10 Giugno 202010 Giugno 2020 0 commento
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    La Foresta a Rieti
    Ristorazione&Ospitalità

    La Foresta a Rieti

    Di Luigi Cremona 9 Giugno 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Vicino al bel santuario francescano, e ad un golf sospeso sulla collina, nel verde intenso che dà nome anche al locale, c’è questo storico ristorante che non a caso fa anche parte dei Ristoranti del Buon Ricordo. Come tanti nati probabilmente per fare solo banchetti e cerimonie, a questi poteva limitarsi, e invece si avverte uno sforzo per la ricerca della qualità. La sala è ampia e spaziosa, i tavoli ben distanziati non temono le imposizioni del dopovirus, e due generazioni di famiglia Di Carlo sono lì pronte ad accogliere e a servire con discrezione e puntualità. La cucina si sforza ma fa fatica a far dimenticare che nasce per far numeri, appaga con le sue generose e ridondanti porzioni di ricette proposte in un menù sterminato che cerca di accontentare qualsiasi esigenza, ma che finisce per annacquare l’anima tradizionale del posto. La curiosità interessante è la cantina: non solo ben fornita, ma scopriamo che il vino se lo fanno anche in casa grazie alle loro vigne che sono ancora più in alto. Ben 8 etichette, che stanno affinando e crescendo, e che spaziano dal riesling alla malvasia puntinata.

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    9 Giugno 2020 0 commento
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    Ripartiamo da Retrobottega
    Ristorazione&Ospitalità

    Ripartiamo da Retrobottega

    Di Luigi Cremona 8 Giugno 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Ripartiamo dopo il lungo blocco, dopo mesi di rispetto e silenzio per i tanti lutti che hanno colpito l’Italia e non solo. Ma la vita giustamente continua e anche la ristorazione e l’ospitalità cercano di riprendere il loro ritmo. Non sarà di certo facile. Con il virus dobbiamo convivere e un esempio riuscito ci arriva proprio dal centro di Roma grazie ai ragazzi di Retrobottega che non hanno mai effettivamente chiuso. Hanno affiancato Retrovino e Retropasta diventando anche bottega di asporto e delivery. Retrobottega vero e proprio riprenderà a settembre, ma già ora la bella sala (minimalista, raffinata ed elegante) è a disposizione per un menù più semplice imperniato sulla pasta e sulla pizza, buonissima, come quella che assaggiamo dalle mani di Giuseppe Lo Iudice che con Alessandro Miocchi guida con intelligenza questo locale.

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    8 Giugno 2020 0 commento
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    Piero Pompili al Cambio
    Ristorazione&Ospitalità

    Piero Pompili al Cambio

    Di Luigi Cremona 28 Maggio 202025 Maggio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Questo articolo è stato redatto antecedentemente al blocco delle attività ristorative dovute al Covid-19.

    La posizione è defilata ma comodissima per chi viene in auto: vicino al casello della tangenziale, con comodo parcheggio. Ed è forse anche per questo che esiste da anni e si è sempre mangiato bene. L’ambiente è tranquillo, quasi vintage, vecchi cimeli alle pareti, tutti segnali che richiamano la tradizione, un po’ come la lista delle vivande che ripercorre fedelmente i grandi classici della cucina bolognese. Però poi, anche per chi è non del settore, ti accorgi che c’è qualcosa che fa la differenza: il ritmo della sala, l’attenzione al dettaglio, la stupenda mortadella che subito arriva al tavolo quando ti siedi, la bottiglia giusta alla giusta temperatura, l’efficienza del contesto. In parte i meriti sono della cucina, Armando Martini sotto la guida dell’ottimo Massimiliano Poggi, con piatti più che corretti (e tortellini da portarseli a casa!), e soprattutto vanno a Piero Pompili, grande personaggio di sala. La ristorazione ce l’ha nel sangue, e la pratica da tanti anni, ma indubbiamente è cresciuto grazie alla sua curiosità, al suo carattere determinato, al suo spirito innovativo. In una Bologna di grandissima tradizione ma un po’ addormentata, è uno dei pochi a porsi dei traguardi, a cercare alternative, a mettersi in gioco, non scordando che comunque alla fine il ristorante bisogna riempirlo, e qui al Cambio se non prenotate sarà difficile trovare un posto.

    Piero Pompili al CambioPiero Pompili al CambioPiero Pompili al CambioPiero Pompili al CambioPiero Pompili al CambioPiero Pompili al CambioPiero Pompili al CambioPiero Pompili al CambioPiero Pompili al CambioPiero Pompili al CambioPiero Pompili al CambioPiero Pompili al CambioPiero Pompili al CambioPiero Pompili al Cambio
    28 Maggio 202025 Maggio 2020 0 commento
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    Cascina Vittoria a Rognano
    Ristorazione&Ospitalità

    Cascina Vittoria a Rognano

    Di Luigi Cremona 27 Maggio 202025 Maggio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    L’articolo è stato scritto prima dello stop delle attività ristorative dovuto al Covid-19.

    A mamma Vittoria è dedicata la Cascina ed è Lei, donna del sapiente sud, a tener unita la squadra familiare, tutta al maschile, da papà Giuseppe che segue la corte e che ha avviato l’azienda, all’instancabile Marco che dirige e coordina la ristorazione oltre ad essere il maitre di sala, al fratello Alessandro che aiuta e tiene i conti, e segue anche la griglia, ed infine al più giovane, non ancora trentenne, Alessandro, che ha preferito girare per cucine famose (Cannavacciuolo, Oldani ecc..) più che andare per discoteche; e se proprio si vuole divertire eccolo là a rinvigorire il lievito madre e a pensare a nuove tipologie di pane e dolci lievitati. Sono attivissimi ed il riscontro quindi non manca, merito degli ottimi ingredienti adoperati e di Giovanni che ce la mette tutta per fare bella figura e dare una marcia in più alla cucina che ci si aspetterebbe in un locale fuori porta in ambiente rurale. Sensazionali ci sono parsi gli spaghettoni burro ed alici, ed interessante anche il piccione (abusatissimo in tutta la nostra ristorazione) ma qui presentato in versione decisamente originale. Poi qua e là le sbavature non mancano (troppo parmigiano nella parmigiana, troppo mantecati il plin, troppa liquirizia nel risotto, il dessert un po’ banale, la pasticceria un po’ rozza). Ma nel complesso si avverte come in pochi altri posti la voglia di mettercela tutta e di emergere, la passione di tentare e ritentare, il desiderio di migliorare. Sono anche tanti e coesi, Giovanni è poi veramente ancora giovane, ed è facile prevederne una importante crescita.

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    27 Maggio 202025 Maggio 2020 0 commento
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    I vini di Tolaini all’Asinello
    Prodotti&Vini

    I vini di Tolaini all’Asinello

    Di Luigi Cremona 26 Maggio 202025 Maggio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Questo articolo è stato redatto prima dello stop delle attività ristorative dovute al Covid-19.

    Non andavamo da anni, e poi capita che ci si ritorni due volte in breve tempo! Ma è un piacere quando trattasi di locali come l’Asinello dove l’accoglienza ti fa sentire un po’ come a casa. L’invito è di Tolaini e il bravo Alberto Fusi, direttore dell’azienda, ci tiene compagnia e con lui assaggiamo alcuni vini, i due chianti e Al Passo, una serie gradevole con il Gran Selezione che spicca per complessità e persistenza. E Senio ci manda alcuni assaggi, al top le ruvide ma buone pappardelle al ragù di lepre e i due secondi, meno convincenti l’animella e i pici un po’ troppo conditi. Però anche Lui si conferma chef di rango e forse con maggiore intraprendenza e sicurezza dei propri mezzi potrebbe ancora migliorare.

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    26 Maggio 202025 Maggio 2020 0 commento
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    La Pergola
    Ristorazione&Ospitalità

    La Pergola

    Di Luigi Cremona 25 Maggio 202025 Maggio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Ecco un altro articolo scritto precedentemente al blocco delle attività ristorative dovuto al Covid-19.

    E’ un pò, ce ne scusiamo con il Pontefice per il paragone, come l’udienza papale. Ci si va con susseguo, vestiti a festa, preparati per l’emozione, rispettando la sacralità del luogo. Heinz Beck in effetti è un po’ il Pontefice della ristorazione romana e si permette pure di guardare dall’alto della sua Pergola il Pontefice, quello vero. Diciamo questo con assoluto rispetto alla sua persona e professionalità. Roma, e non solo, gli deve molto, la ristorazione d’albergo ancora di più in quanto lui è stato il primo tanti anni fa a rompere il tabù che negli alberghi si mangiava male. Ovviamente i meriti non sono tutti suoi. Pensiamo al geniale Hans Friz che volle creare questo gioiello, a Umberto Giraudo che ha creato la formidabile squadra di sala con Simone Pinoli e Marco Reitano (questi ultimi due ancora presenti). Ma indubbiamente non è facile gestire per tanti anni ad altissimi livelli una brigata così numerosa come quella che si muove dietro le quinte della bella sala (per la precisione sono tre salette e in estate la terrazza panoramica). Heinz ha portato, in una città spesso approssimativa, professionalità e rigore. In compenso ha scoperto tantissimi ingredienti e tradizioni che poi ha saputo gestire al meglio. Dopo tanti anni ci si mangia sempre bene, con un valore aggiunto: quello della leggerezza che è il pallino maniacale dello chef. Qui non ci sono fondi, fumetti, riduzioni. Se ci sono ci pensa la centrifuga ad eliminare i residui pesanti e sul piatto arrivano brodi e succhi profumati e digeribili. Sorprende, conoscendolo, che i due primi (tortelli e maccheroncini al pettine) siano risultati piuttosto sapidi. Ma per il resto lodi alla bellezza e leggerezza degli stuzzichini e del benvenuto dello chef, ottimi gli antipasti vari e tecnici. Leggermente coperti i due secondi pesce dal forse eccessivo contesto, ma di gran sapore i due classici secondi di carne per finire con una notevolissima pasticceria. Della sala si è detto sempre tanto e bene, Lorenza ha provato a cogliere in fallo il più giovane sul carrello dei formaggi: invano, ne ha ricevuto indietro un’attenta descrizione. Simone e Marco non solo sono bravissimi, ma sanno allevare i loro collaboratori.

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    25 Maggio 202025 Maggio 2020 0 commento
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    Ecru crudo e vegano
    Ristorazione&Ospitalità

    Ecru crudo e vegano

    Di Luigi Cremona 20 Maggio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Ecco un altro articolo che è stato scritto prima dello stop dell’attività ristorativa dovuto al Covid-19.

    Piccolissimo locale che tiene alta la bandiera del crudo e del vegano, come dire una specializzazione estrema che però viene qui portata senza furia talebana e con grande garbo. Un locale pensato e voluto da Katia Montoneri e il tocco femminile si estende al personale, all’attenzione per la leggerezza delle ricette, al pubblico quasi tutto in rosa. Ricette preparate al momento con ingredienti freschi, e con molti ingredienti (anche il tofu, che è buonissimo) di origine laziale, il che aggiunge una nota di autenticità e freschezza che non ci aspettavamo. Tra le cose assaggiate in alto il Qui Fu con quinoa e tofu e la delicata crepes a freddo, buoni ma meno convincenti un tortino di hummus (poco contrastato nelle consistenze) e un’insalata con foglie di spinaci troppo grandi.

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    20 Maggio 2020 0 commento
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    Mimì alla Ferrovia
    Ristorazione&Ospitalità

    Mimì alla Ferrovia

    Di Luigi Cremona 19 Maggio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Questo articolo  è stato scritto prima dello stop delle attività ristorative dovuto al Covid-19.

    Domenico Giugliano (Mimì) aprì il locale nel 1941. Non erano tempi felici e ci voleva di sicuro un po’ di ottimismo. Ma di fronte c’era la Stazione a pochi passi (poi negli anni cinquanta è stata spostata molto più indietro creando l’attuale grande piazza Garibaldi) che assicurava un buon viavai di gente. C’era anche l’Odeon, il teatro di avanspettacolo, dove Totò provava le sue farse teatrali e dove Mimì gli mandava un piatto di pasta a mezzogiorno. Ed è proprio con Totò che è decollata la fama di Mimì alla Ferrovia, cresciuta poi con una serie infinita di noti personaggi che con le loro foto e ricordi riempiono le pareti del locale. Michele, figlio di Mimì, ne ha proseguito l’opera e oggi la terza generazione (soprattutto Ida, figlia di Michele, e Salvatore, suo cugino) porta avanti con straordinaria continuità la fama di Mimì. Ci veniamo dai primi anni ottanta, e quasi non sembra passato il tempo. Michele ci apre la porta, sempre uguale, sempre gentile e sorridente, e anche il resto scorre tra ricordi e tradizioni che qui ovviamente devono essere mantenute e celebrate. Qualche spunto nuovo c’è, anche perché in cucina è il giovane Salvatore che con passione è andato in giro in qualche famosa cucina. E i sapori ci sono tutti, a volte fin troppo, ma c’è anche da dire che la fidelizzata clientela questo vuole.

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    19 Maggio 2020 0 commento
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    L’Osticcio a Montalcino
    Ristorazione&Ospitalità

    L’Osticcio a Montalcino

    Di Luigi Cremona 18 Maggio 202018 Maggio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Ecco uno tra gli articoli scritti prima della sospensione dell’attività ristorativa dovuta al Covid-19.

    Il locale da poco è stato rinnovato ed ora consente un affaccio fenomenale sulle pendici di Montalcino sia dalla sala a livello, sia dalla sottostante cantina che in fondo ospita un altro bel tavolo. Si respira aria professionale grazie all’accoglienza di Alberto Ponziani, giovane ma esperto professionista già incontrato all’Atman, e alla cucina di Ronald Bukri, anche lui incontrato giovanissimo nella bella brigata di Lopriore al Canto di Siena. Nonostante l’appartenenza ad una Cantina (Rinaldi) la selezione è ampia e soddisfa gli esigenti palati in visita nella famosa città del vino e la cucina mostra pure lei indubbie ambizioni con qualche lentezza nel ritmo (lunga l’attesa per il secondo giro), alternando cose ottime a qualche incertezza. Ma nel bilancio le prime prevalgono: ottimo l’innovativo cibreo come in genere i piatti di carne (il capriolo e il topinambur). Gli spaghetti burro e parmigiano e il calamaro sono belli e attraenti, ma la paprika non bilancia l’acidità necessaria nel primo e anche nel secondo manca un po’ d’equilibrio. E’ un locale molto gradevole, allegro, ben frequentato, che invita al ritorno e fa presagire una buona evoluzione.

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    18 Maggio 202018 Maggio 2020 0 commento
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