La zuppiera esiste ancora! Ne avevamo dimenticato la funzionalità in quanto sempre riposare in una vetrina o un mobile come ornamento e non certo per essere poi utilizzata. A riportarla sulla tavola ci hanno pensato Savio Bina e Cristina Aromando nel loro pranzo à l’ancienne che ogni domenica prepara in questo nuovo bistrot.
Porzioni Cremona
Le insalate non solo sono tornate (grazie a Michel Bras) nell’alta ristorazione, ma sono anche diventate più spettacolari come questa firmata Alfio Ghezzi, chef della Locanda Margon. Ad Alfio non manca l’inventiva e la predisposizione per l’effetto speciale, ma grazie a Dio ci offre anche buona sostanza. Una cucina che per eleganza punta verso l’alto senza tradire le umili radici della cucina locale,e infatti nella lunga serie di assaggi ci è arrivata una bella variazione di ingredienti perlopiù “poveri”.
Enomatic firmata Cavalli, il noto stilista fiorentino. Anche l’Enomatic proviene da lì e i due Tommaso, Cavalli figlio di Roberto e Bencistà Falorni sono giovani e amici. Da qui l’idea di fare una versione insieme, che ovviamente contiene le bottiglie dei loro vini. Vista all’Enoteca milanese N’Ombra de Vin.
Shizen a Torino, che fusion!
Anni fa c’era una trattoria tradizionale, il Passatempo, poi quattro anni fa è arrivato questo ristorante di cucina giapponese diciamo normale. Il salto con l’arrivo di Ang Lye Hock chef di Singapore che sotto gli stimoli dell’infaticabile titolare, Valeria Pramaggiore, ha ravvivato il menù con una serie di ricette occidentalizzate non banali e alcune decisamente interessanti. Il locale sorprende anche per il ritmo spedito della cucina (ben 10 elementi dei quali 4 al sushi bar) e per la qualità dell’attraente e giovane clientela. Shizen a Torino, zona collina. Assolutamente consigliabile per assaggiare qualcosa di intrigante e differente.
Contesto Alimentare a Torino
Un locale moderno, quasi asettico, ma non freddo. A dargli l’anima sono in due, Francesca Sgandurra appena 30 anni, in cucina e Matteo Fabbri in sala, una coppia giovane, piacevole e ben assortita. Il locale è semplice, piccolissimo, ma con il soffitto molto alto che dà respiro all’ambiente. La cucina è senza pretese, ma anch’essa pulita e piacevole, merito della giovane autodidatta che con giudizio non osa più di tanto. Il prezzo è conveniente e invita al ritorno. Contesto alimentare a Torino (zona piazza Cavour).
Pur essendo bellissimo questo è il piatto che ci è piaciuto di meno, l’animella poco croccante e un pò coperta dalla salsa alle castagne. Difficile dire quale è stato il migliore in una serie indubbiamente divertente ed interessante di assaggi. A gran ritmo, nonostante il ristorante pieno (il che dimostra un’ottima organizzazione in brigata), i piatti non stancano per varietà, presentazione e gusto. Colpisce l’allegria che i piatti trasmettono (ed è un ottimo segnale), la ricerca del trompe d’oeil non solo per l’effetto, ma anche per l’idea di giocosità che porta con sè.
Ecco don Enrico Feroci, direttore della Caritas di Roma, con la signora Todini, Renata Polverini, Gianni Alemanno inaugurare la nuova strada che porta all’ ostello di Villa Glori. E’ stato il momento iniziale della serata che è poi continuata nella grande sala dell’ostello e che ha visto i cuochi cucinare per quasi 200 persone: i benefattore e gli ospiti dell’Ostello. Decine di volontari hanno effettuato il servizio, numerosi gli sponsor della serata a cominciare dalle aziende che hanno fornito gratuitamente il vino. Ringraziamo tutti per l’adesione che ha permesso agli Amici della Caritas di raccogliere oltre 40000 euro.
Quinta edizione della Cena per la Caritas organizzata dagli Amici della Caritas con la collaborazione della Diocesi di Roma e di tanti altri volontari. Come sempre Witaly ha curato i contenuti gastronomici coinvolgendo chef famosi Gennaro Esposito, Oliver Glowig e Riccardo Di Giacinto) con i giovani della FIC (responsabile Alessandro Circiello) e Davide Del Duca, un bravo emergente chef della Capitale.
Il nome, Castello del Nero, evoca un immaginario guerriero e avventuroso; il paesaggio (qui sopra) i quadri rinascimentali. E’ una struttura tutta da godere, complessa e articolata con boschi casali vigne e oliveti sparsi nei 300 ettari della tenuta. Nel corpo principale c’è un centro benessere di prestigio e una piscina bellissima, che fanno di contorno alla sostanza: 50 camere e suite di ottimo livello, e una ristorazione di rispetto.
