Stessa famiglia di Urbana 47, con un pizzico di creatività in più. Siamo vicini a Ponte Sisto, in via delle Zoccolette, donde il nome: Zoc. Anche qui la lunga mano di Angelo Troiani e Giulio Terinoni in cucina, ma il progetto è ancora in gestazione, mentre l’ ambiente direi di no: vario, piacevole, casalingo, sicuramente riuscito e la formula è sempre la stessa: tutto è in vendita. La qualità dei prodotti analoga e i prezzi contenuti.
Ristorazione&Ospitalità
Ogni tanto Mary Ferrara fa un giro gastronomico in qualche parte d’Italia e torna con la borsa piena. Questa volta è andata in trentino e ha fatto un bel pieno di specialità alpine. Da qui l’idea di un menù dedicato alla montagna, tema di Cooking for Art, da domani (ore 17-23) in scena al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Open Colonna. Menù ovviamente abbinato alle bollicine di montagna del Trentodoc. Enoteca Ferrara, Roma.
Ad oltre un anno dall’apertura l’Hotel ViaVeneto, un mega5stellelusso della Capitale, sembra aver deciso di puntare anche sulla ristorazione. In attesa del ristorante gourmet che prevede la piena responsabilità di Noda Kotaro (giovane e bravo chef nippoitaliano ex Torre di Viterbo), apre il bistrot Time con l’intento di offrire una cucina fusion di livello. Ed infatti negli assaggi proposti il pesce del mediterraneo viene coniugato con coriandolo, miso e alghe a tutto spiano, però stranamente manca la carne, la pasta e il pane (almeno per ora) per avere una fusion più interessante e varia. Vedremo come evolve in attesa della discesa di Noda a tutto campo.
Questa donna, straordinaria, è Renate Ortner, bella, solare e simpatica, gestisce con classe un posto che non è da meno: Villa Berghofer ad Aldino, frazione Redagno (BZ). Posto che racchiude secondo noi un pò tutto quello che vorremmo avere dalla Montagna. E questa idea di Montagna cercheremo anche di portarla a Roma a Cooking for Wine il 22 e il 23 prossimi.
La Capitale attraversa un buon momento. Questa Osteria Fernanda ad esempio offre un menù interessante a meno di 40 euro e anche alla carta si spende poco di più.
Via Urbana (e dintorni) è ormai diventata un punto classico del golavagando romano. Merito soprattutto di Tricolore, bar sfizioso e scuola di cucina, e di questo locale che ha acquisito subito fama per via dell’originale arredo (tutto è in vendita). Poi negli ultimi tempi, grazie soprattutto alla consulenza di Angelo Troiani e Giulio Terinoni, anche la cucina è migliorata.
Il sogno di ogni gourmet è di avere il cuoco che cucina solo per lui. Il nostro sogno si è realizzato quando, in occasione della presentazione di un prodotto particolare (lo spaghettone di Felicetti), l’aereo ci ha fatto arrivare con largo anticipo nel posto convenuto: il Combalzero di Scabin. E visto che il gruppo degli altri giornalisti provenienti da Milano era in ritardo, Davide Scabin ha pensato bene di intrattenerci non con le chiacchere, ma con i fatti, cioè le sue ricette.
