Il centro storico di Ostuni è coinvolgente come pochi. Un dedalo di viuzze tra case bianche, pavimentazione in pietra e luci diffuse, pulizia e semplicità di altri tempi che ti accompagnano lungo il girovagare. Sta spuntando qualche bed&breakfast carino, ma certo è che in fatto di ospitalità pochi possono competere con questo straordinario albergo, la Sommità, di poche suite, ognuna diversa dall’ altra e ognuna ricavata dal recupero di antichi spazi. La vista sulla costa e sugli uliveti completa il benessere.
Ristorazione&Ospitalità
Il menù è lo stesso, ma si può scegliere tra l’atmosfera fin troppo coinvolgente dei tre trulli o quella più dispersiva della grande sala. Siamo nel regno della famiglia Bellanova, 4 fratelli con Giovanni in cucina, a Ceglie, www.tretrulli.it, un locale extralarge che ci ricorda Nonna Sceppa a Paestum: come lì tanta voglia di fare, una bella famiglia operosa, però nonostante tutti gli sforzi la quantità non si riesce a coniugare con la qualità.
Si può giudicare un ristorante che offre il suo menù bandiera solo la sera, da qualche piatto assaggiato a pranzo dove invece viene proposto un altro menù meno accattivante e più breve? Certo che no! Però ci domandiamo se non sarebbe meglio allora chiudere e aprire solo la sera piuttosto che servire un polpo banale, un pane troppo salato, un tortino salatissimo, una tagliata immangiabile e uno sgombro rinsecchito al cliente di passaggio al lunch. Tutto questo ad Enocratia, ristorante acclamatissimo di Milano, guidato da Eugenio Boer.
Avevamo lasciato Andrea Aprea a Napoli, lo ritroviamo a Milano in un altro albergo, il Park Hyatt con un direttore di lungo corso ed esperto come Claudio Ceccherelli. Un passo lungo e impegnativo che lo ha sicuramente maturato. La sua cucina , un tempo affascinante ma avventurosa e non sempre equilibrata, ora sembra farsi più riflessiva e puntare alla sostanza.
Le due grandi colonne segnano la fine della via Appia, la via romana per eccellenza e proprio alla fine troviamo il Buena Vista, con la sua cucina tradizionale e ben fatta, come quella di Pantagruele, il ristorante più affidabile e continuo della città. Nuovo è l’ Acqua Pazza, con il suo ambiente moderno e la cucina di pesce un filo più creativa.
Quando venivamo dal Nebraska a Camaiore (storica enoteca versiliana), ci fermavamo in questa bella bottega gastronomica che già allora mostrava segni di futura gloria (sfoglia stratosferica, cantucci da sballo e Yquem in parata). E abbiamo visto crescere la bottega, la cucina sul retro, la saletta accanto e soprattutto Angelo Torciglioni, che ben alimentato da mamma Romana, ha alimentato anche la sua passione per i buoni prodotti e per la buona cucina. Per poi passare alla pratica.
Ernesto Palma ha da poco lasciato il Menhir, per gestire questo affascinante locale sul porto di Brindisi. Il piano terra è volutamente rustico e caratterizzato dalle volte altissime in tufo, un bel piano nobile offre un’alternativa più elegante e salottiera, e sopra ancora un luogo conviviale che trova la sua migliore espressione in estate quando può approfittare della bella terrazza con vista sul porto. Cucina di mare senza particolari squilli e da mettere meglio a fuoco come il locale merita. Ma Ernesto sta per l’ appunto ancora mettendo in piedi la giusta brigata. La Sciabica in via Sciabiche 60 a Brindisi, www.lasciabica.com
L’ex ragazzo prodigio è ormai uno chef maturo e adulto, un professionista capace, un manager che sovraintende varie attività. Tutto questo mantenendo un piglio giovanile e un carisma notevole presso i giovani (sia clienti che colleghi), e mantenendo alto il livello dell’offerta, anzi migliorandolo pure.
