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  • 09 Jun 2026
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    Luigi Cremona

    Luigi Cremona

    Sintesi ad Ariccia
    Ristorazione&Ospitalità

    Sintesi ad Ariccia

    Di Luigi Cremona 15 Giugno 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Hanno appena aperto e fanno subito centro. Meno di 80 anni in 3 con Sara e Matteo in cucina e Carla in sala, tra giovani da seguire con attenzione. Sara e Matteo si sono conosciuti da Caino e poi sono andati un pò in giro per cucine famose (citiamo almeno il Noma e il Geranium). Hanno aperto subito prima del lockdown, richiuso e riaperto grazie a Dio per darci una “sintesi” di quello che significa “cucina contemporanea” fatta con il buon senso. Pochi ingredienti, tutti in genere centrati, con sapori non sballati o confusi, ma precisi, con cotture perfette, con il giusto risalto delle materie prime. Una cucina tecnica che piace anche al palato comune, una cucina da lode soprattutto per dei ragazzi che si devono fare strada e che quindi non possono e non devono azzardare più di tanto. Pensiamo alla tartelletta che è un soffio, ai deliziosi antipastini, ai sapori più decisi dei ravioli di bieta e dell’orata. L’unica piccola delusione arriva dai due primi, non così precisi al palato e forse anche i dessert lasciano spazio ad una ulteriore crescita, ma quanto visto e assaggiato merita il viaggio da Roma e anche da più lontano. E pensare che siamo alle prime battute! Completa una sala sorridente (sotto la mascherina), semplice e fine in perfetta linea con i piatti e l’ambiente curato caratterizzato da una vistosa e bellissima fascia verde di orto verticale.

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    15 Giugno 2020 0 commento
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    Ripartire alla grande: La Trota
    Ristorazione&Ospitalità

    Ripartire alla grande: La Trota

    Di Luigi Cremona 12 Giugno 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Come ritirare su il morale dopo la pandemia? Seguite il nostro consiglio e andate alla Trota. Se siete fortunati con il tempo sarà una giornata bellissima, perchè potrete anche godervi il parco e la sorgente adiacente. Ma anche se dovesse piovere basta da sola la sosta alla loro tavola per rimettersi in sesto. Una carrellata di ricette note (ma rielaborate e ancora più eleganti) e alcune nuove, che hanno il merito di andare diritte al palato, senza troppi virtuosismi, (ma comunque di buon contenuto tecnico), eleganti e piacevoli, prive di svolazzi inutili e tonalità dissonanti. E se a questo aggiungiamo una sala che permette un distanziamento sociale almeno il triplo del dovuto, un servizio puntuale grazie ai due giovani Amedeo e Michele (li vorremmo però più sciolti) e al fedelissimo Sandro Lucidi, una cantina che riserba sempre sorprese. Da citare come piatto meno riuscito (l’unico della serie) i tortelli poco decisi, mentre l’imbarazzo è citare il migliore. Non considerando i dessert (che sono comunque buonissimi) premiamo questa volta i piccoli canederli al pollo.

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    12 Giugno 2020 0 commento
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    La Foresta a Rieti
    Ristorazione&Ospitalità

    La Foresta a Rieti

    Di Luigi Cremona 9 Giugno 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Vicino al bel santuario francescano, e ad un golf sospeso sulla collina, nel verde intenso che dà nome anche al locale, c’è questo storico ristorante che non a caso fa anche parte dei Ristoranti del Buon Ricordo. Come tanti nati probabilmente per fare solo banchetti e cerimonie, a questi poteva limitarsi, e invece si avverte uno sforzo per la ricerca della qualità. La sala è ampia e spaziosa, i tavoli ben distanziati non temono le imposizioni del dopovirus, e due generazioni di famiglia Di Carlo sono lì pronte ad accogliere e a servire con discrezione e puntualità. La cucina si sforza ma fa fatica a far dimenticare che nasce per far numeri, appaga con le sue generose e ridondanti porzioni di ricette proposte in un menù sterminato che cerca di accontentare qualsiasi esigenza, ma che finisce per annacquare l’anima tradizionale del posto. La curiosità interessante è la cantina: non solo ben fornita, ma scopriamo che il vino se lo fanno anche in casa grazie alle loro vigne che sono ancora più in alto. Ben 8 etichette, che stanno affinando e crescendo, e che spaziano dal riesling alla malvasia puntinata.

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    9 Giugno 2020 0 commento
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    Ripartiamo da Retrobottega
    Ristorazione&Ospitalità

    Ripartiamo da Retrobottega

    Di Luigi Cremona 8 Giugno 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Ripartiamo dopo il lungo blocco, dopo mesi di rispetto e silenzio per i tanti lutti che hanno colpito l’Italia e non solo. Ma la vita giustamente continua e anche la ristorazione e l’ospitalità cercano di riprendere il loro ritmo. Non sarà di certo facile. Con il virus dobbiamo convivere e un esempio riuscito ci arriva proprio dal centro di Roma grazie ai ragazzi di Retrobottega che non hanno mai effettivamente chiuso. Hanno affiancato Retrovino e Retropasta diventando anche bottega di asporto e delivery. Retrobottega vero e proprio riprenderà a settembre, ma già ora la bella sala (minimalista, raffinata ed elegante) è a disposizione per un menù più semplice imperniato sulla pasta e sulla pizza, buonissima, come quella che assaggiamo dalle mani di Giuseppe Lo Iudice che con Alessandro Miocchi guida con intelligenza questo locale.

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    8 Giugno 2020 0 commento
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    Piero Pompili al Cambio
    Ristorazione&Ospitalità

    Piero Pompili al Cambio

    Di Luigi Cremona 28 Maggio 202025 Maggio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Questo articolo è stato redatto antecedentemente al blocco delle attività ristorative dovute al Covid-19.

    La posizione è defilata ma comodissima per chi viene in auto: vicino al casello della tangenziale, con comodo parcheggio. Ed è forse anche per questo che esiste da anni e si è sempre mangiato bene. L’ambiente è tranquillo, quasi vintage, vecchi cimeli alle pareti, tutti segnali che richiamano la tradizione, un po’ come la lista delle vivande che ripercorre fedelmente i grandi classici della cucina bolognese. Però poi, anche per chi è non del settore, ti accorgi che c’è qualcosa che fa la differenza: il ritmo della sala, l’attenzione al dettaglio, la stupenda mortadella che subito arriva al tavolo quando ti siedi, la bottiglia giusta alla giusta temperatura, l’efficienza del contesto. In parte i meriti sono della cucina, Armando Martini sotto la guida dell’ottimo Massimiliano Poggi, con piatti più che corretti (e tortellini da portarseli a casa!), e soprattutto vanno a Piero Pompili, grande personaggio di sala. La ristorazione ce l’ha nel sangue, e la pratica da tanti anni, ma indubbiamente è cresciuto grazie alla sua curiosità, al suo carattere determinato, al suo spirito innovativo. In una Bologna di grandissima tradizione ma un po’ addormentata, è uno dei pochi a porsi dei traguardi, a cercare alternative, a mettersi in gioco, non scordando che comunque alla fine il ristorante bisogna riempirlo, e qui al Cambio se non prenotate sarà difficile trovare un posto.

    Piero Pompili al CambioPiero Pompili al CambioPiero Pompili al CambioPiero Pompili al CambioPiero Pompili al CambioPiero Pompili al CambioPiero Pompili al CambioPiero Pompili al CambioPiero Pompili al CambioPiero Pompili al CambioPiero Pompili al CambioPiero Pompili al CambioPiero Pompili al CambioPiero Pompili al Cambio
    28 Maggio 202025 Maggio 2020 0 commento
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    Cascina Vittoria a Rognano
    Ristorazione&Ospitalità

    Cascina Vittoria a Rognano

    Di Luigi Cremona 27 Maggio 202025 Maggio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    L’articolo è stato scritto prima dello stop delle attività ristorative dovuto al Covid-19.

    A mamma Vittoria è dedicata la Cascina ed è Lei, donna del sapiente sud, a tener unita la squadra familiare, tutta al maschile, da papà Giuseppe che segue la corte e che ha avviato l’azienda, all’instancabile Marco che dirige e coordina la ristorazione oltre ad essere il maitre di sala, al fratello Alessandro che aiuta e tiene i conti, e segue anche la griglia, ed infine al più giovane, non ancora trentenne, Alessandro, che ha preferito girare per cucine famose (Cannavacciuolo, Oldani ecc..) più che andare per discoteche; e se proprio si vuole divertire eccolo là a rinvigorire il lievito madre e a pensare a nuove tipologie di pane e dolci lievitati. Sono attivissimi ed il riscontro quindi non manca, merito degli ottimi ingredienti adoperati e di Giovanni che ce la mette tutta per fare bella figura e dare una marcia in più alla cucina che ci si aspetterebbe in un locale fuori porta in ambiente rurale. Sensazionali ci sono parsi gli spaghettoni burro ed alici, ed interessante anche il piccione (abusatissimo in tutta la nostra ristorazione) ma qui presentato in versione decisamente originale. Poi qua e là le sbavature non mancano (troppo parmigiano nella parmigiana, troppo mantecati il plin, troppa liquirizia nel risotto, il dessert un po’ banale, la pasticceria un po’ rozza). Ma nel complesso si avverte come in pochi altri posti la voglia di mettercela tutta e di emergere, la passione di tentare e ritentare, il desiderio di migliorare. Sono anche tanti e coesi, Giovanni è poi veramente ancora giovane, ed è facile prevederne una importante crescita.

    Cascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a RognanoCascina Vittoria a Rognano
    27 Maggio 202025 Maggio 2020 0 commento
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    I vini di Tolaini all’Asinello
    Prodotti&Vini

    I vini di Tolaini all’Asinello

    Di Luigi Cremona 26 Maggio 202025 Maggio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Questo articolo è stato redatto prima dello stop delle attività ristorative dovute al Covid-19.

    Non andavamo da anni, e poi capita che ci si ritorni due volte in breve tempo! Ma è un piacere quando trattasi di locali come l’Asinello dove l’accoglienza ti fa sentire un po’ come a casa. L’invito è di Tolaini e il bravo Alberto Fusi, direttore dell’azienda, ci tiene compagnia e con lui assaggiamo alcuni vini, i due chianti e Al Passo, una serie gradevole con il Gran Selezione che spicca per complessità e persistenza. E Senio ci manda alcuni assaggi, al top le ruvide ma buone pappardelle al ragù di lepre e i due secondi, meno convincenti l’animella e i pici un po’ troppo conditi. Però anche Lui si conferma chef di rango e forse con maggiore intraprendenza e sicurezza dei propri mezzi potrebbe ancora migliorare.

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    26 Maggio 202025 Maggio 2020 0 commento
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    La Pergola
    Ristorazione&Ospitalità

    La Pergola

    Di Luigi Cremona 25 Maggio 202025 Maggio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Ecco un altro articolo scritto precedentemente al blocco delle attività ristorative dovuto al Covid-19.

    E’ un pò, ce ne scusiamo con il Pontefice per il paragone, come l’udienza papale. Ci si va con susseguo, vestiti a festa, preparati per l’emozione, rispettando la sacralità del luogo. Heinz Beck in effetti è un po’ il Pontefice della ristorazione romana e si permette pure di guardare dall’alto della sua Pergola il Pontefice, quello vero. Diciamo questo con assoluto rispetto alla sua persona e professionalità. Roma, e non solo, gli deve molto, la ristorazione d’albergo ancora di più in quanto lui è stato il primo tanti anni fa a rompere il tabù che negli alberghi si mangiava male. Ovviamente i meriti non sono tutti suoi. Pensiamo al geniale Hans Friz che volle creare questo gioiello, a Umberto Giraudo che ha creato la formidabile squadra di sala con Simone Pinoli e Marco Reitano (questi ultimi due ancora presenti). Ma indubbiamente non è facile gestire per tanti anni ad altissimi livelli una brigata così numerosa come quella che si muove dietro le quinte della bella sala (per la precisione sono tre salette e in estate la terrazza panoramica). Heinz ha portato, in una città spesso approssimativa, professionalità e rigore. In compenso ha scoperto tantissimi ingredienti e tradizioni che poi ha saputo gestire al meglio. Dopo tanti anni ci si mangia sempre bene, con un valore aggiunto: quello della leggerezza che è il pallino maniacale dello chef. Qui non ci sono fondi, fumetti, riduzioni. Se ci sono ci pensa la centrifuga ad eliminare i residui pesanti e sul piatto arrivano brodi e succhi profumati e digeribili. Sorprende, conoscendolo, che i due primi (tortelli e maccheroncini al pettine) siano risultati piuttosto sapidi. Ma per il resto lodi alla bellezza e leggerezza degli stuzzichini e del benvenuto dello chef, ottimi gli antipasti vari e tecnici. Leggermente coperti i due secondi pesce dal forse eccessivo contesto, ma di gran sapore i due classici secondi di carne per finire con una notevolissima pasticceria. Della sala si è detto sempre tanto e bene, Lorenza ha provato a cogliere in fallo il più giovane sul carrello dei formaggi: invano, ne ha ricevuto indietro un’attenta descrizione. Simone e Marco non solo sono bravissimi, ma sanno allevare i loro collaboratori.

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    25 Maggio 202025 Maggio 2020 0 commento
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    Ecru crudo e vegano
    Ristorazione&Ospitalità

    Ecru crudo e vegano

    Di Luigi Cremona 20 Maggio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Ecco un altro articolo che è stato scritto prima dello stop dell’attività ristorativa dovuto al Covid-19.

    Piccolissimo locale che tiene alta la bandiera del crudo e del vegano, come dire una specializzazione estrema che però viene qui portata senza furia talebana e con grande garbo. Un locale pensato e voluto da Katia Montoneri e il tocco femminile si estende al personale, all’attenzione per la leggerezza delle ricette, al pubblico quasi tutto in rosa. Ricette preparate al momento con ingredienti freschi, e con molti ingredienti (anche il tofu, che è buonissimo) di origine laziale, il che aggiunge una nota di autenticità e freschezza che non ci aspettavamo. Tra le cose assaggiate in alto il Qui Fu con quinoa e tofu e la delicata crepes a freddo, buoni ma meno convincenti un tortino di hummus (poco contrastato nelle consistenze) e un’insalata con foglie di spinaci troppo grandi.

    Ecru crudo e veganoEcru crudo e veganoEcru crudo e veganoEcru crudo e veganoEcru crudo e veganoEcru crudo e veganoEcru crudo e veganoEcru crudo e veganoEcru crudo e veganoEcru crudo e veganoEcru crudo e veganoEcru crudo e veganoEcru crudo e veganoEcru crudo e veganoEcru crudo e veganoEcru crudo e veganoEcru crudo e veganoEcru crudo e veganoEcru crudo e veganoEcru crudo e veganoEcru crudo e veganoEcru crudo e vegano
    20 Maggio 2020 0 commento
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    Mimì alla Ferrovia
    Ristorazione&Ospitalità

    Mimì alla Ferrovia

    Di Luigi Cremona 19 Maggio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Questo articolo  è stato scritto prima dello stop delle attività ristorative dovuto al Covid-19.

    Domenico Giugliano (Mimì) aprì il locale nel 1941. Non erano tempi felici e ci voleva di sicuro un po’ di ottimismo. Ma di fronte c’era la Stazione a pochi passi (poi negli anni cinquanta è stata spostata molto più indietro creando l’attuale grande piazza Garibaldi) che assicurava un buon viavai di gente. C’era anche l’Odeon, il teatro di avanspettacolo, dove Totò provava le sue farse teatrali e dove Mimì gli mandava un piatto di pasta a mezzogiorno. Ed è proprio con Totò che è decollata la fama di Mimì alla Ferrovia, cresciuta poi con una serie infinita di noti personaggi che con le loro foto e ricordi riempiono le pareti del locale. Michele, figlio di Mimì, ne ha proseguito l’opera e oggi la terza generazione (soprattutto Ida, figlia di Michele, e Salvatore, suo cugino) porta avanti con straordinaria continuità la fama di Mimì. Ci veniamo dai primi anni ottanta, e quasi non sembra passato il tempo. Michele ci apre la porta, sempre uguale, sempre gentile e sorridente, e anche il resto scorre tra ricordi e tradizioni che qui ovviamente devono essere mantenute e celebrate. Qualche spunto nuovo c’è, anche perché in cucina è il giovane Salvatore che con passione è andato in giro in qualche famosa cucina. E i sapori ci sono tutti, a volte fin troppo, ma c’è anche da dire che la fidelizzata clientela questo vuole.

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    19 Maggio 2020 0 commento
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