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Arcangelo Dandini si è costruito il successo e la fama ricetta su ricetta, supplì su supplì in tanti anni di duro lavoro. E’ anche intelligente e, fiutando l’aria e dovendo rinnovare il locale, si è riposizionato su un (apparente) livello in tono minore, mirando a non intaccare la sostanza. E’ giustamente considerato il massimo interprete della cucina romana, una cucina regionale che negli ultimi decenni ha conosciuto successo mondiale, e sull’onda di questo successo può ormai contare su un pubblico di affezionati gourmet (anche venuti da lontano) fedele e plaudente.
Siamo nell’ albergo forse più bello, il Ritz Carlton e al ristorante Tosca una clientela elegante, la Cina del domani (che ad HK e la Cina d’oggi) assaggia i piatti di Vittorio Lucariello, chef resident, e Oliver Glowig, chef guest e poi in giro, allo Shangri-la dove troviamo Marco Medaglia e Andrea Berton, e al’ incredibile MesSina con Francesco Greco e Riccardo di Giacinto. Il Summit e’ in pieno svolgimento
Parte il Summit con la cena di gala preparata da Vittorio Lucariello, resident chef del bellissimo ristorante Tosca del Ritz Carlton e Pino Lavarra del Rossellini di Ravello. una ventina gli chef arrivati da tutto il mondo, tra i quali Glowig, Berton, Caputo, Sacco, D’Amato, Raschi, Di Giacinto, Zito, Di Benedetto, Masanti e altri ancora. anche Diego Rigotti miglior chef emergente 2012 e’ giunto a Hongkong
Bella serata ieri sera al Joia di Hongkong , nella grande piazza di Elements. Merito di tanti: la bella location, la cucina di Alessandro Angelini chef conosciuto tanti anni fa in Riviera ed ora maturo ed estroso ma con misura, la compagnia piacevole di Alessandro Mori (brunello Marroneto) e di Marco Bianchi, small vineyards residente qui ad Hongkong . Se Alessandro non ci ha fatto rimpiangere la cucina italiana, Marco ci ha abbinato due ottime bottiglie, la riserva di Balter e il Quintodecimo di Moio.
Oltre duecentomila persone , quasi tutti giovanissimi, con tanta voglia di conoscere, assaggiare e domandare. E qui nulla viene offerto gratis, ma tutto si paga e ci sono le file per un bicchiere di vino o per un trancio di pizza. Quello che hanno faticato i pizzaioli italiani presenti, Barbasso e Tirabassi, o chef del calibro di Simonato, Vineis, Rongoni e tanti altri che hanno cucinato, e’ difficile dirlo. Tutti si sono prestati con tanta abnegazione. Come anche Francesca D’Orazio nella conduzione del Cooking Show.
Salone del Gusto 2012: un pò come il Vinitaly, sempre più criticato, ma sempre più seguito dal grande pubblico e dagli operatori. Un gran casino, un gran mercato, ma ci si ritrovano poi tutti. E’ tempo di crisi, calano i consumi, ma qui tutti hanno venduto e in misura maggiore dello scorso anno, un segnale che in Italia si può stringere la cinghia ma non si rinuncia ormai alal qualità della tavola.
