A poca distanza da Saturnia un’ospitalità semplice, un agriturismo abbastanza vero, nascosto nel boschetto sopra un colle, comodo da raggiungere, con la struttura originale antica e piena di fascino, offre poche camere in una moderna costruzione che si inserisce abbastanza bene nel paesaggio. Il tutto è comodo e conveniente, la prima colazione spartana e migliorabile, in produzione olio, orto, animali da cortile e hanno pure i cavalli. In estate una bella piscina e un piccolo centro benessere. Poggio di Teo a Manciano
Porzioni Cremona
Da tanti anni Annarita e Sergio Ciampani offrono una più semplice ma sempre valida alternativa a Caino. Sono in una piacevole casa di campagna con dietro l’albergo della sorella (7 confortevoli camere), hanno un orto eccezionale, una clientela collaudata e fedele che ritorna volentieri. La cucina è di territorio e tradizionale, ma fatta con cura e attenzione, offerta con semplicità senza proclami e ambizioni particolari, per questo si apprezza maggiormente. Curiosità, in estate, le cene nell’orto che hanno un notevole seguito. La Verdiana a Montemerano di Manciano.
Questi gli Chef che saranno protagonisti stasera della ormai tradizionale serata “AMICI DELLA CARITAS”
E meno male che siamo in crisi e che lo shopping natalizio è un flop. Roma non sembra accorgersene ed è un fiorire di nuovi locali, ambiziosi come il Vivavoce dei Iaccarino inaugurato la settimana scorsa, enorme come questo Portofluviale che si apre ufficialmente domani. Posto a metà strada tra il Gambero Rosso e Eataly sembra voglia confermare che il futuro del Food romano sarà nel quartiere Ostiense.
Metamorfosi sempre più in alto
Dobbiamo a Roy Caceres una delle migliori cene dell’anno che si sta chiudendo. Ha avuto buoni maestri, non ultimo Bruno Barbieri alla Solarola, dove l’abbiamo conosciuto tanti anni fa, però è cresciuto quasi da solo, senza il peso delle a volte ingombranti (ma dovute) radici che frenano qualche nostra bella speranza, e ora ci offre una delle cucine più interessanti della Capitale e non solo. Ha forse innata la giusta predisposizione all’equilibrio e alla pulizia del piatto, evita il superfluo e non sconfina nel rarefatto. C’è precisione e gusto, manca ancora qualcosa nell’area “primi piatti” che vorremmo ancora più convincente e con meno ridondanze. Ma è da seguire e , per chi ancora non lo conosce, da visitare. Metamorfosi a Roma, zona Parioli.
Chef rinomati, prodotti d’eccellenza e solidarietà: una combinazione perfetta per la cena speciale voluta e organizzata dall’Associazione Amici della Caritas di Roma martedì 11 dicembre a Villa Glori.
Al fianco dell’associazione e del suo Presidente Renato De Silva, il contributo del critico Luigi Cremona e la puntuale partecipazione della casa editrice Witaly faranno sì che, anche quest’anno, l’evento si trasformi in un’importante occasione di festa e di riflessione. La maestria dei cinque chef presenti, che si alterneranno nella realizzazione delle portate, dall’ aperitivo al dessert, sarà esaltata dalla preziosa collaborazione di grandi aziende vinicole che hanno scelto di sposare l’importante causa.
La giornata era gelida, ma le idee non sono mancate. Richard Harris, inglese innamorato della Maremma e residente a Manciano, ha dato vita ad una rivista, La Spia della Maremma, che vuole essere un crogiolo di culture diverse e ha organizzato ieri e oggi una serie di incontri a Manciano radunando giornalisti, imprenditori, politici, ambientalisti ecc.. per confrontarsi su vari Temi: Territorio, Tribù, Tecnologia, Tomorrow. A gruppi di 4 sul palco e a me non poteva andare meglio, capitato con Andrea Giacomelli, ingegnere ambientale, Sergio Rizzo, famoso giornalista del Corriere della Sera e Cinzia Fanciulli, cara amica e ora direttrice dell’Hotel Terme di Saturnia.
Torniamo dopo pochi mesi da Pipero al Rex. Lui è sulla cresta dell’onda, popolare per le sue battute, autoironico, efficace nei dibattiti, ermetico nell’estemporaneità. Un vero professionista della sala che, si sa, è piuttosto avara di personaggi. E di sicuro lui detta anche la linea di cucina, per altro sempre affidata al volenteroso giovane e bravo Luciano Monosilio. E’ una cucina che osa senza strafare (bene!), che a volte copia qualcosa (ma chi non lo fa?), ma che offre anche spunti originali e intriganti.
30 anni fa un pimpante Angelo Molinari aprì questo bellissimo locale in riva al mare di Chiavari, portando in riviera un pizzico di cultura inglese (grazie anche alla moglie british Ruth), il bere miscelato, le buone maniere e un servizio inappuntabile ad una clientela rampante che aveva voglia di spendere e divertirsi. Oggi Angelo non c’è più e il figlio Alex deve confrontarsi con una clientela sicuramente molto meno ottimista di allora, ma anche lui è testa dura (in senso buono) un pò come il padre e non demorde.
Nuovamente a Roma e sempre in un albergo, una sistemazione che oggi dà sicuramente maggior fiducia e garantisce comunque uno zoccolo duro di clientela. Il Viva Voce del Gran Melià funziona già da qualche tempo ma ieri sera c’è stata l’inaugurazione con la famiglia Iaccarino al gran completo, tanta gente che si è accalcata dentro non potendo usufruire della veranda esterna.
