Ornella Venica, signora in rosso per una sera, per presentare appunto le etichette rosse dell’azienda certamente meno conosciute dei famosi bianchi. Al centro dell’attenzione il SerraMonte, di uve montepulciano, dai terreni di proprietà in Calabria, ad Altomonte. Va di moda investire nei vitigni del sud, specie sull’Etna, certo è che in Calabria per ora sono venuti in pochissimi.
Porzioni Cremona
Una cittadina che è un piccolo gioiello per la qualità dell’ambiente, la bellezza del centro storico. Ce le siamo fate credo tutte le viuzze del borgo e ad ogni angolo ecco la finestra adornata, il portone con gli stemmi, il negozio di curiosità e la trattoria che non delude. Sono parecchie le alternative gastronomiche e anche questo rende gradevole la sosta.
Bravo e modesto Sebastiano Lombardi chef del ristorante Cielo de La Sommità. Cresciuto con uno dei migliori e meno conosciuti chef d’Italia , Carlo Persia, ormai da tanti anni all’estero, e poi con due chef meticolosi e attenti al dettaglio come Antonio Guida e Nino di Costanzo. Questo per dire che tecnica e preparazione di base ne ha a sufficienza e a queste aggiunge un buon carattere che non guasta mai. Ci ha dato una serie di piatti di pesce di mare leggeri moderni e variati in rapida successione, per scivolare su un maialino alla senape e riprendersi su un risotto un pò confuso nella presentazione ma decisamente buono al palato. Uno chef da seguire con attenzione.
La vista, lo stile, la cucina concorrono a fare di questo posto una meta preferita del goloso errante. Il mare si vede ma è un pò lontano, in compenso siamo in cima ad un borgo affascinante. C’è classe ed eleganza, c’è anche una piccola spa e in estate la possibilità di godere delle terrazze e degli spazi all’aperto. Un relais piccolo, ma a misura d’uomo, dove anche la cucina non delude.
Francesco Nacci è infaticabile. Dopo aver fatto dell’Hotel Fontanina una meta gourmet da tanti anni, ha lanciato i wine hotel, è andato in giro per il mondo, ma senza dimenticarsi da dove era partito: Ceglie. E visto che l’hotel è un pò fuori del paese, ha pensato bene di costruirsi un’alternativa rimettendo a nuovo e aprendo all’ospitalità alcune suggestive camere acquisite nel centro storico.
Siamo nel centro della bella cittadina, ma appena fuori dalla collina del vero centro storico. Da questo bar sul corso Cavour Fabrizio Nacci ha saputo ricavarci anche un ristorantino. Nel retro infatti c’era l’antica grotta del frantoio che risale a parecchi secoli fa e qui ora è la caratteristica saletta della cena. Con passione e bravura si è saputo creare una buona fama ed il locale è molto frequentato dai locali, anche per via del prezzo contenuto. Una cucina semplice e schietta e un piatto da citare: il buon tortino di baccalà.
Le premesse ci sono tutte: carne di gran qualità, pasta Verrigni, culatelli e pomodori firmati e così via. Speriamo che vengano mantenute perchè troppe volte abbiamo visto locali partire a mille per poi arenarsi in poco tempi. Qui ci dispiacerebbe doppiamente: conosciamo questo locale da 30 anni, dai tempi di Virno, gran signore dell “‘Ortica”, e poi qui sono coinvolti persone del calibro di Fracassi (che fornisce la carne per tagliata e hamburgher) e quindi confidiamo nel successo di questa ennesima apertura romana.
Bruno Bacherini vanta una lunga esperienza nella distribuzione di prodotti di qualità, grandi formaggi in primis. Poi un giorno, dieci anni fa, decise che era giunto il momento di seguire la sua innata vocazione di cuoco. Nasce così questo piccolo ristorantino dentro le mura di Grosseto: LA 16, nome di una botte di vino alla quale era legato. Una cucina che vorrebbe essere d’istinto e creativa e che si è dovuta ripiegare su una linea più moderata perchè è questo che domanda la clientela specie negli ultimi tempi. Crisi che sta mettendo in crisi parecchi locali, ma speriamo che Bruno riesca a tener duro: il suo, pur con qualche inutile ridondanza, è un posto piacevole, piccolo, dove si cerca di far qualità.
Visto che all’interno della Maremma, dove ogni tanto con Lorenza ci rifugiamo, fiocca che è un piacere, decidiamo di berci un buon rosso. E Lorenza tira fuori questa bottiglia del 1981 quasi dimenticata dagli anni novanta, presa durante un viaggio a Santiago con SlowFood e Carlo Petrini. Un vino di 32 anni che apriamo con delicatezza, viene dalla valle di Maipo, proprio vicino a Santiago e si conferma un gran vino, perfettamente conservato senza alcuna caduta, con anche il colore integro e vibrante di frutto, buona acidità, con note di menta e cassis e buon corpo. Fuori può continuare a nevicare!
Secondo appuntamento organizzato da Richard Harris, instancabile animatore de La Maremma delle Idee. Nel primo di un paio di mesi fa avevamo parlato dell’importanza del turismo enogastronomico e della ristorazione in un territorio come la Maremma. Questa volta siamo spettatori, e seguiamo l’interessante carrellata di argomenti, ancora più veloce e vivace della prima volta. Si parla del successo di internet, dell’importanza della comunicazione trasversale, della necessità di essere collegato soprattutto in tempi difficili come questi. Importante l’intervento di Giovanni Lamioni presidente della Camera di Commercio che sottolinea l’importanza del brand Maremma, un nome che identifica quest’area così bella e ricca di interessi in tutto il mondo.
