Sarà la crisi e il gran caldo, che non stimola grandi appetiti, ma quest’estate è andato molto il cosiddetto “aperitivo rinforzato”. Tanti i vantaggi: si spende poco, si mangiano cose semplici a volontà, ma a volte (come in questo caso) anche dei buoni prodotti. Si chiacchiera liberamente con tanta gente, ci si può alzare e andar via quando si vuole e così via. Ci siamo goduti questo agriturismo che ha anche ospitalità, maneggio e gran vista sulla campagna circostante nella zona bassa di Manciano (dove , ricordiamo, c’è comunque anche un buon ristorante: La Filanda). Le Chiuse, frequentato da molti Vip di Capalbio, ma in versione informale e vacanziera.
Ristorazione&Ospitalità
Il nome, Lucia, è tranquillizzante come dire siamo in famiglia; la sala è pulita e splendente stile anni 80 con zero intimità. Visto l’impatto, sulla tavola ci aspettiamo una cucina standardizzata e ugualmente datata come quella che in genere il litorale propone, invece le note positive non mancano:
Il cognome della famiglia anticipa egregiamente il genere: non è un posto per vegetariani. Siamo nel centro storico, piccolo, di Bastia, cittadina che all’agroalimentare ha dato molto, basti pensare che qui era la sede di Petrini (mangifici) e Spigadoro (pasta). E all’interno foto d’antan e un arredo congeniale, ci restituiscono qualcosa dei tempi trascorsi. Loro, i fratelli Bovini, ce la mettono proprio tutta per offrire una cucina accattivante e comunque corretta: non solo le inevitabili tagliate, ma anche piatti desueti come ad esempio i crostini con i durelli del pollo. Frequentatissimo dai giovani e dalle famiglie, si spende il giusto e ci pare obbligo consigliarlo. Fratelli Bovini a Bastia tel 3331137950 via Roma 22 chiusa lunedì, titolari Gianni e Filippo Bovini.
Fervono i lavori per il nuovo ristorante (e cucina), che potete vedere in alto nella foto. L’albergo è bellissimo e con questa nuova struttura salirà ulteriormente di rango. Il Nun quindi si prepara ad una svolta, e lo chef pure: Nicolas Bonifacio, 30enne, appassionato e sempre pieno di idee, ha passione e umiltà, sa ascoltare e poi andare avanti. Nel nuovo ristorante speriamo e pensiamo che troverà gli stimoli per dare al Nun la ristorazione di qualità che merita.
Le Dimore sono un pò sperdute nella campagna antistante Assisi, una strada bianca sembra condurre nel nowhere e la casa a prima vista sembra una normale casa colonica. La realtà in effetti è questa, ma è indubbio che la famiglia Franceschini, attorno a quella casa un tempo di famiglia, ha saputo creare un mondo a cavallo tra ospitalità ufficiale e familiare, permeato dalle mille curiosità e hobbies dei vari componenti: le rose, i piccioni, la cucina, la musica ecc..
Completamente e coraggiosamente a vista la cucina del ristorante di Palazzo Victoria. Dalla prima colazione al dinner in uno stile semplice ma curato, piuttosto informale in attesa dell’apertura diretta sulla piazzetta antistante che darebbe al locale accesso indipendente e nuovo sfogo. Ai fornelli un giovane allievo di Carmine Calò (che ogni tanto è anche presente e, ricordiamo, è lochef del Salviatino a Fiesole). Una cucina giudiziosa, con pochi piatti, ma eseguiti meglio che in tante tavole pretenziose. In sala l’esperto Alberto Melita.
Il modernissimo convive con resti di epoca romana in questo affascinante albergo del gruppo del Salviatino: il Victoria al centro storico di Verona. Come nell’altro c’è una grande attenzione ai dettagli, le camere sono spaziose e le finiture pensate. Il vino è presente oltre che nella cantina anche nella bella sala Allegrini in bella vista tra cimeli antichi d’epoca romana, al cibo pensa Carmine Calò, ma di questo parleremo a parte. Palazzo Victoria a Verona.
Sono parecchi anni ormai che l’Albergo è stato ristrutturato. Il fascino del secolo di vita (e oltre) è notevole, la posizione pure. La ristorazione da un paio di anni si affida di Marco Badalucci (vedi post successivo), ennesimo che napoletano (di Procida) approdato al nord, dopo un significativo passaggio da Alajmo.
