L’albergo è uno dei più affascinanti di sempre da noi visitato, il ristorante ha invece conosciuto periodi alterni, ma sicuramente la grande notorietà e ben due stelle , gli sono arrivate con Corrado Fasolato. Oggi sta attraversando una nuova fase, che ci sembra un pò confusa. L’idea, per altro non originale in quanto varie volte è stata proposta in passato, è quella di offrire due versioni di una ricetta classica, la tradizionale e l’innovativa.
Ristorazione&Ospitalità
Bacaro? Trattoria? Ristorante? Un pò tutte le cose assieme, ma ormai soprattutto ristorante grazie anche al contributo di Daniele Zennaro chef di buone capacità e barba cesellata, che ormai da tempo coadiuva la titolare, la gentile Irina Freguia, una signora che con arguzia mantiene alto il lustro di questa storica insegna: Vecio Fritolin, frequentatissimo anche dai turisti, un indirizzo noto nel mondo, poco distante dal mercato di Rialto, che riesce a conciliare le ricette storiche (prima fra tutte lo scartosso) con qualche inserimento più moderno (ma non modernissimo).
Affascinante è la location, l’isola, l’orto, la vigna, le camere e il ristorante. Insomma un gran lavoro fatto a regola d’arte e che ha permesso di recuperare quest’antica tenuta agricola lagunare. In più c’è la riscoperta del “dorona” antico vitigno dato per scomparso, e il rilancio di una Chef tra le migliori e più sensibili in circolazione: Paola Budel. Insomma i motivi per venire a Venissa, isola di Mazzorbo, collegata a Burano, non mancano di certo. E non ve ne pentirete perchè la mano di Paola ha riacquistato estro e si esprime ad ottimi livelli, con solo qualche riserva limitata soprattutto all’area primi (marchesianamente li ama poco e non li mangia mai).
Qui Henry James pare abbia scritto il suo “Ritratto di signora”, qui comunque Nico e Luca Fullin (nella foto) vi assicurano un pasto (e un vino) corretto e, sulla Riva degli Schiavoni, la cosa non è da poco. Luca è giovane e in gamba, ha come guida, oltre al padre, quel Cesare Benelli del Covo che ha sempre rappresentato la salvaguardia della qualità in una Venezia dove questo termine viene spesso sacrificato alla legge della domanda.
Per alcuni giorni saremo ad Hong Kong. Il blog andrà avanti con alcuni post in fila d’attesa, ma di tanto in tanto cercherò di aggiornarlo come potrò da lontano. Ci aspettano eventi importanti: l’Italian Cuisine & Wines World Summit organizzato da ItChefs con Rosario Scarpato infaticabile direttore d’orchestra. Decine i top restaurant italiani di Hong Kong e Macau coinvolti, decine i grandi chef che arrivano da lontano, da Singapore, Pechino, Tokyo ecc e ovviamente dall’Italia. Uno di questi è al momento meno noto: Diego Rigotti, miglior chef emergente d’Italia 2012. E noi saremo ad Hong Kong ad accoglierlo.
Sublimazione della carpa in questo bel piatto che ci è stato presentato alla Trota di Rivodutri dai fratelli Serva. Pensiamo che in pochi altri ristoranti al mondo il pesce di acqua dolce raggiunga il vertice gastronomico che qui viene toccato da tanti anni con continuità sorprendente. Un locale inserito nello scenario della sorgente di Santa Susanna, un locale che ha il solo difetto di essere un pò lontano dalle rotte abituali, ma che fornisce anche una ragione di più per scoprire l’esistenza di tanti bei posti pochi conosciuti dell’intorno. Per il resto una cantina di livello, una selezione di formaggi notevole, una chiusura con dessert di fine fattura (anche se questa volta la variazione “vegetale” ci ha meno colpito).
Dove vanno a mangiare gli chef bravi in libera uscita? A fare un censimento si scoprirebbero cose molto interessanti e si fanno pure delle scoperte. Come questo Tastevin che funziona da 12 anni e da 4 con l’attuale chef, ma che non avevamo mai visitato prima che ce lo indicasse Cristina Bowerman. Un locale che funziona perchè nel variegato mondo della ristorazione di qualità occupa una casella appetibile: buon pesce fresco presentato in modo semplice e a prezzo contenuto.
Serata al Tajut di San Mauro torinese in corrispondenza del Salone del Gusto. Due i protagonisti: i vini del Castello delle Regine (presente l’avvocato Nodari, titolare dell’azienda) e ovviamente la cucina di Enrico Zanirato, il giovane e valente chef del bel locale. La serata è stata indubbiamente un pò lunga, ma non ci siamo di certo annoiati. I vini hanno coperto un pò tutti gli abbinamenti con anche uno champagne come aperitivo (intruso di lusso), e i piatti di Enrico hanno mescolato, con indubbio estro, la tradizione piemontese e quella umbra. Menzione speciale per il coniglio.
Un piccolo borgo ben costruito a mezza costa con vista sulla pianura e sull’allevamento di trote. Le acque sono quelle, limpidissime, delle sorgenti di Santa Susanna. Un soggiorno ameno e piacevole, base ottimale per le tante possibili escursioni della zona. Il lato gastronomico non è il lato forte dell’hotel, ma poco distante è la Trota a Rivodutri, quindi ottimo cibo è assicurato! Villa d’Assio a Colli del Velino (RI) http://www.relaisvilladassio.com/
Da anni questo romantico locale è uno dei migliori indirizzi di una provincia , come l’Alto Adige, dove non manca la concorrenza. Merito di una coppia infaticabile (Sonia e Jorg Trafoier) che pensa provvede e realizza senza risparmiarsi, dalla cantina (vedi post precedente) alla curatissima sala, dalle camere alla cucina. Non contenti metteranno le mani anche a quest’ultima, infatti in inverno è previsto un completo rinnovo degli spazi e delle attrezzature. Ci mancavano da alcuni anni e abbiamo trovato Jorg, ancora più in forma, con piatti grintosi e moderni, che insistono sulle materie prime “nobili” (ma in carta c’è anche un rischioso piatto con le barbabietole), e solo qualche incertezza nei primi e nei dessert. Kuppelrain a Castelbello (BZ).
