Porzionicremona
  • Home
  • Chi siamo
    • Lorenza Vitali
    • Luigi Cremona
    • Witaly
  • Witaly
  • eventi
    • Eventi WItaly
    • GALLERIA EVENTI
  • Ristorazione Ospitalità
  • Prodotti Vino
  • Viaggi&Territori
  • Video
  • Contatti
  • Home
  • Chi siamo
    • Lorenza Vitali
    • Luigi Cremona
    • Witaly
  • Witaly
  • eventi
    • Eventi WItaly
    • GALLERIA EVENTI
  • Ristorazione Ospitalità
  • Prodotti Vino
  • Viaggi&Territori
  • Video
  • Contatti
  • 09 Jun 2026
  • Autore

    Luigi Cremona

    Luigi Cremona

    Novecento a Rimini
    Ristorazione&Ospitalità

    Novecento a Rimini

    Di Luigi Cremona 26 Agosto 2020
    scritto da Luigi Cremona

    E’ il bellissimo locale che si affaccia sul Parco dedicato a Fellini, dove per altro il Maestro veniva spesso. Poi un lungo declino fino al recente recupero che ha ridato alla città un pezzo della sua storia. Alessandro Bernardi, direttore del ristorante, ci mostra le belle sale con giusto orgoglio, mentre in cucina è Gianni Castellana, giovane e motivato aiutato da Noemi Fabbri. Un buon servizio, citiamo anche Massimo Meluso, e una cucina scintillante e cromatica che sicuramente appaga l’occhio più del palato, ma che comunque alla fine si fa apprezzare per la sua vivacità. Il piatto migliore? pensiamo ai passatelli in bianco e al gustoso sgombro in verde. Ringraziamo infine Carlo Bozzo del gentile invito.

    Novecento a RiminiNovecento a RiminiNovecento a RiminiNovecento a RiminiNovecento a RiminiNovecento a RiminiNovecento a RiminiNovecento a RiminiNovecento a RiminiNovecento a RiminiNovecento a RiminiNovecento a RiminiNovecento a RiminiNovecento a RiminiNovecento a RiminiNovecento a RiminiNovecento a RiminiNovecento a RiminiNovecento a RiminiNovecento a RiminiNovecento a RiminiNovecento a RiminiNovecento a RiminiNovecento a Rimini
    26 Agosto 2020 0 commento
    0 FacebookTwitterGoogle +Pinterest
    Pizza e Bolle a Roma
    Ristorazione&Ospitalità

    Pizza e Bolle a Roma

    Di Luigi Cremona 26 Agosto 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Una pizza che soddisfa con delle buone bollicine….cosa c’è di meglio per passare una serata di piena estate? Ed infatti il locale è pieno pur essendo alle sue prime battute. Merito del look invitante, fresco pulito e moderno, merito della parete di bollicine che rafforza il messaggio del nome, merito della pizza, di stile napoletano, che viene lungamente lievitata e finita con ottimi ingredienti. D’altronde uno dei titolari, Riccardo Squillace, l’avevamo conosciuto da Beppe e i duoi formaggi, una delle migliori botteghe della Capitale. Quindi la conoscenza dei prodotti ce l’ha di sicuro. Abbiamo assaggiato una piccola sequenza di pizze, buone piacevoli e digeribili. Mettiamo al vertice la vegetariana Isidorto che ricorda anche lei, oltre all’insegna, Sant’Isidoro patrono dell’agricoltura.

    Pizza e Bolle a RomaPizza e Bolle a RomaPizza e Bolle a RomaPizza e Bolle a RomaPizza e Bolle a RomaPizza e Bolle a RomaPizza e Bolle a RomaPizza e Bolle a RomaPizza e Bolle a RomaPizza e Bolle a RomaPizza e Bolle a RomaPizza e Bolle a RomaPizza e Bolle a RomaPizza e Bolle a RomaPizza e Bolle a RomaPizza e Bolle a RomaPizza e Bolle a RomaPizza e Bolle a RomaPizza e Bolle a RomaPizza e Bolle a Roma
    26 Agosto 2020 0 commento
    0 FacebookTwitterGoogle +Pinterest
    Vini di Olivella sulle pendici del Vesuvio
    Viaggi&Territori

    Vini di Olivella sulle pendici del Vesuvio

    Di Luigi Cremona 25 Agosto 202025 Agosto 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Giuseppe Molaro, chef di Contaminazioni di Somma, ci porta a visitare le pendici del Vesuvio per scoprire i vini della Cantina Olivella ed altri prodotti. UN paesaggio che da solo vale il viaggio ed in più il piacere di assaggiare un ottimo rosato, fresco ed elegante, l’Ereo, da uve di piedirosso, guarnaccia, sciascinoso e brindiamo ad Andrea Cozzolino che da anni sta cercando di alzare il livello e far conoscere ad un pubblico più vasto la qualità dei vini di questa particolare zona. Vini e non solo: ortaggi, frutta con al vertice le albicocche e i pomodori del “piennolo”.

    Vini di Olivella sulle pendici del VesuvioVini di Olivella sulle pendici del VesuvioVini di Olivella sulle pendici del VesuvioVini di Olivella sulle pendici del VesuvioVini di Olivella sulle pendici del VesuvioVini di Olivella sulle pendici del VesuvioVini di Olivella sulle pendici del VesuvioVini di Olivella sulle pendici del VesuvioVini di Olivella sulle pendici del VesuvioVini di Olivella sulle pendici del VesuvioVini di Olivella sulle pendici del VesuvioVini di Olivella sulle pendici del VesuvioVini di Olivella sulle pendici del VesuvioVini di Olivella sulle pendici del VesuvioVini di Olivella sulle pendici del VesuvioVini di Olivella sulle pendici del Vesuvio
    25 Agosto 202025 Agosto 2020 0 commento
    0 FacebookTwitterGoogle +Pinterest
    Le antiche anfore di Villa Augustea
    Viaggi&Territori

    Le antiche anfore di Villa Augustea

    Di Luigi Cremona 21 Agosto 202025 Agosto 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Siamo nelle terre della famiglia Ottavi (donde anche Ottaviano poco distante), qui passava l’acquedotto che portava l’acqua dall’Irpinia alla flotta romana di Capo Miseno, e qui sorgeva questo antico complesso residenziale noto come “Villa Augustea” a Somma Vesuviana alle pendici del Vesuvio, vuoi per la grandiosità della villa vuoi per il probabile legame con la famiglia imperiale. In realtà la più parte della villa risale a dopo Pompei ed è stata preservata e giunta a noi grazie alla lava che l’ha ricoperta in un’eruzione successiva del tardo impero. E’ veramente imponente quello che, grazie al contributo del Giappone, è venuto alla luce, e forse tanto altro è ancora interrato. Interessante il legame con l’agricoltura, qui d’altronde siamo in piena “campagna felix”, sono numerosi i riferimenti ai prodotti e in particolare al vino con statue a Dionisio e fregi. C’è anche una vasta cantina con le anfore ben visibili. Cosa coltivavano allora? per la nostra guida, Francesco Mosca, bravo ed appassionato, nessun dubbio: catalanesca e lui orgoglioso, ce ne omaggia una bottiglia (anzi due), del suo appezzamento poco distante.

    Le antiche anfore di Villa AugusteaLe antiche anfore di Villa AugusteaLe antiche anfore di Villa AugusteaLe antiche anfore di Villa AugusteaLe antiche anfore di Villa AugusteaLe antiche anfore di Villa AugusteaLe antiche anfore di Villa AugusteaLe antiche anfore di Villa AugusteaLe antiche anfore di Villa AugusteaLe antiche anfore di Villa AugusteaLe antiche anfore di Villa AugusteaLe antiche anfore di Villa AugusteaLe antiche anfore di Villa AugusteaLe antiche anfore di Villa AugusteaLe antiche anfore di Villa AugusteaLe antiche anfore di Villa AugusteaLe antiche anfore di Villa AugusteaLe antiche anfore di Villa Augustea
    21 Agosto 202025 Agosto 2020 0 commento
    0 FacebookTwitterGoogle +Pinterest
    Ro World a Nola
    Ristorazione&Ospitalità

    Ro World a Nola

    Di Luigi Cremona 20 Agosto 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Ro World, il mondo di Ro è un investimento importante. La parte grossa sarà l’Hotel che aprirà con il nuovo anno, ma già sono stati aperti i servizi di ristorazione. Fronte strada è il grande e bel bar pasticceria che si avvale della consulenza dell’esperto Antonino Maresca coadiuvato da Carmen Peluso, mentre sul retro con ingresso anche separato troviamo il ristorante. A gestire è Giuseppe Tufano con a fianco l’inseparabile (sono cresciuti insieme) chef Francesco Franzese, giovane intraprendente esperto. La brigata è già imponente rispetto ai canoni italiani, sia in cucina dove Franzese è coadiuvato da Vincenzo Ruggiero, sia in sala affidata ad Alfredo Manzoni con Giuseppe Galasso sommelier, Yumi Nuzzolo e Mario Vinciguerra assistenti. La brigata di cucina si muove con scioltezza e dà spettacolo dietro la grande vetrata e anche il servizio di sala si muove elegantemente in una sala lucida, d’effetto, un pò da discoteca, ma funzionale ed accogliente. La cucina di Franzese punta dritto verso un “confort food” impreziosito dalla buona materia prima utilizzata, dalla cura portata nella presentazione, da qualche tocco ad effetto che in genere riesce nello scopo. Più che l’umami si avverte una frequente rincorsa del sapido (che non è il massimo da un punto di vista salutistico), ma è comune nella zona. Da lodare il gran pane, il bello e articolato benvenuto iniziale, ma tutta la sequenza è su un livello apprezzabile con solo il granchio un pò troppo sbilanciato sul dolce e a proposito dei dolci, sono buoni, ma un pò troppo da pasticceria.

    Ro World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a NolaRo World a Nola
    20 Agosto 2020 0 commento
    0 FacebookTwitterGoogle +Pinterest
    I pascoli dei Giovale
    Viaggi&Territori

    I pascoli dei Giovale

    Di Luigi Cremona 16 Agosto 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Amiamo i formaggi, doprattutto quelli d’alta quota, e al richiamo dell’alpeggio è difficile resistere. Eccoci quindi con Arianna Galati, Massimiliano Tonelli, Leo Spadaro, Beatrice Mencattini e Pietro Accolti Gil salire i tornanti del Moncenisio per arrivare lassù, al campo base: la malga dove la famiglia Giovale da varie generazioni porta le vacche e qualche capra per fare una serie di formaggi eccellenti. Come tutti gli appassionati sanno, la vera differenza nel gusto finale la fa l’alimentazione degli animali. Per questo è così importante la transumanza e poter permettere alle manze di nutrirsi di erbe e fiori che hanno una complessità polifenolica superiore. La ritroviamo nel latte appena munto, e si fissa poi nelle tome. Una famiglia straordinaria, 4 fratelli ognuno con la propria specialità e la nuova generazione che avanza. L’accoglienza è spettacolare con un banco di formaggi che potrebbe figurare nel Guinness dei Primati e che ci dà modo di capire che oltre la qualità, la varietà è un altro punto di forza della Famiglia. Siamo stati due giorni, vedendo tutte le fasi di lavorazione, imparando quasi a riconoscere le manze (non certo con la maestria di Chantal e di Alain i due giovani nipoti di Beppe, due malgari provetti). E ringraziamo Beppe per come riesce a trasmettere la sua passione, la sua determinazione nel difendere l’ambiente e le tradizioni, senza cedere a facili compromessi. Venire su quest’alpeggio è illuminante, non tutti (lo capiamo bene) possono farlo, invece a tutti consigliamo un semplice modo per render onore al merito: andate a comprare questi formaggi, è facile, soprattutto per chi è a Roma: Beppe e i suoi Formaggi, al Ghetto: http://www.beppeeisuoiformaggi.it/

    I pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei GiovaleI pascoli dei Giovale
    16 Agosto 2020 0 commento
    1 FacebookTwitterGoogle +Pinterest
    Festa alla sorgente di Santa Susanna
    Ristorazione&Ospitalità

    Festa alla sorgente di Santa Susanna

    Di Luigi Cremona 11 Agosto 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Vivi i Parchi del Lazio è un’iniziaitiva della Regione Lazio per valorizzare alcuni territori nel mese di agosto. Sei domeniche e sei parchi e riserve selezionate per assicurare il necessario refrigerio. Noi abbiamo parteciapto alla terza domenica, dedicata ai Laghi Lungo e Ripasottile di Rivodutri che sono alimentati dalla Sorgente più grande d’Europa, quella di Santa Susanna. Qui accanto a Poggio Bustone è anche nato Lucio Battisti e l’evento aveva il giusto titolo di Acqua Azzurra Acqua chiara. Il posto è incantevole, e a cento metri è anche il ristorante La Trota dei Fratelli Serva che si son dati da fare, e non poco, per l’allestimento e l’organizzazione della giornata. E con alcuni amici ce la siamo goduta partecipando anche ad un bel dibattito sull’importanza di queste piccole aree che però hanno un potenziale molto più grande e che è un dovere cercare di sfruttare. Alcune idee sono state gettate, il conseonso delle Istituzioni è fondamentale, speriamo che arrivi. Brindisi finale alla sera con alcune ricette della Trota.

    Festa alla sorgente di Santa SusannaFesta alla sorgente di Santa SusannaFesta alla sorgente di Santa SusannaFesta alla sorgente di Santa SusannaFesta alla sorgente di Santa SusannaFesta alla sorgente di Santa SusannaFesta alla sorgente di Santa SusannaFesta alla sorgente di Santa SusannaFesta alla sorgente di Santa SusannaFesta alla sorgente di Santa SusannaFesta alla sorgente di Santa SusannaFesta alla sorgente di Santa SusannaFesta alla sorgente di Santa SusannaFesta alla sorgente di Santa SusannaFesta alla sorgente di Santa SusannaFesta alla sorgente di Santa SusannaFesta alla sorgente di Santa SusannaFesta alla sorgente di Santa SusannaFesta alla sorgente di Santa SusannaFesta alla sorgente di Santa SusannaFesta alla sorgente di Santa SusannaFesta alla sorgente di Santa SusannaFesta alla sorgente di Santa SusannaFesta alla sorgente di Santa SusannaFesta alla sorgente di Santa SusannaFesta alla sorgente di Santa SusannaFesta alla sorgente di Santa Susanna
    11 Agosto 2020 0 commento
    0 FacebookTwitterGoogle +Pinterest
    Locanda Bruniana a Nola
    Ristorazione&Ospitalità

    Locanda Bruniana a Nola

    Di Luigi Cremona 11 Agosto 202012 Agosto 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Altra apertura a Nola, una conferma che le piccole città sembrano vivere il post covid meglio delle grandi. Il locale è grande, bello, senza risparmio sia dentro con i suoi ampi spazi, che nel giardino sul retro. Accoglienza professionale all’entrata con hostess, e coordinamento affidato all’esperto Umberto Campioni mentre al bar è il giovane Gianluca Giglio. Anche la cucina viaggia tranquilla grazie all’esperienza di Francesco De Simone, a lungo chef al Tiberio Palace di Capri ed ora qui con il suo souschef Marco Malaspina e la giovane Dalila Perrone in pasticceria. Si fanno i numeri ed è un altro bel segnale, grazie anche ad una cucina che non trasmette particolari velleità di ricercare finezze gastronomiche, quanto sembra più di seguire il gusto comune. Nei vari assaggi emergono meglio i primi rispetto agli antipasti. Merita comunque un ritorno più approfondito.

    Locanda Bruniana a NolaLocanda Bruniana a NolaLocanda Bruniana a NolaLocanda Bruniana a NolaLocanda Bruniana a NolaLocanda Bruniana a NolaLocanda Bruniana a NolaLocanda Bruniana a NolaLocanda Bruniana a NolaLocanda Bruniana a NolaLocanda Bruniana a NolaLocanda Bruniana a NolaLocanda Bruniana a NolaLocanda Bruniana a NolaLocanda Bruniana a NolaLocanda Bruniana a NolaLocanda Bruniana a NolaLocanda Bruniana a NolaLocanda Bruniana a Nola
    11 Agosto 202012 Agosto 2020 0 commento
    0 FacebookTwitterGoogle +Pinterest
    Re Santi e Leone a Nola
    Ristorazione&Ospitalità

    Re Santi e Leone a Nola

    Di Luigi Cremona 7 Agosto 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Luigi Salomone è ancora molto giovane, ma ha il piglio e la presenza di uno chef maturo. Idee chiare su come impostare il locale, il team, la proposta avendo preciso nella mente l’obbiettivo che alla fine quello che conta è soddisfare il cliente e far quadrare i numeri. Siamo quindi di fronte ad un locale nuovo, ma che sembra funzionare già da tempo, sia per la qualità del lavoro che per il giro della clientela. D’altronde Luigi Salomone si era già fatto notare e bene nelle sue precedenti esperienze e in particolare ad Emergente Chef dove qualche anno fa è passato lasciando il segno. Re Santi e Leone è un bel ristorante per come è stato pensato, arredato e costruito dall’accueil alla cucina in fondo che gode di ampi spazi e iena funzionalità. In sala accolgono Silvana Di Domenico (ex Hotel Romeo) e Michele Beneduce ambedue esperti con Stella Vecchione e Vincenzo Scognamiglio, in cucina con Luigi Salomone il suo storico braccio destro, Vincenzo Oliva, con Salvatore D’Apice e Alessio Iodice alla pasticceria. Abbiamo fatto un ottimo pranzo con solo due piccole sbavature (una nota sapida a volte ricorrente, e i tortelli tecnicamente non perfetti), ma per il resto un livello molto interessante con alcune ricette da citare: l’ottima tartare perfettamente bilanciata con la sua nota affumicata che fa la differenza, un elegante baccalà reso originale dall’abbinamento con il gelato di friggitielli, ed al vertice mettiamo gli spaghetti e vongole che qui vivono un orizzonte gustativo ben più ampio ed elegante grazie alle sfumature organolettiche dell’aglio nero e del tè affumicato. I dolci sono buoni e golosi, esteticamente migliorabili.

    Re Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a NolaRe Santi e Leone a Nola
    7 Agosto 2020 0 commento
    0 FacebookTwitterGoogle +Pinterest
    Giuletta a Roma
    Ristorazione&Ospitalità

    Giuletta a Roma

    Di Luigi Cremona 6 Agosto 2020
    scritto da Luigi Cremona

    E’ sempre bello vedere un locale che anche di questi tempi lavora a pieno regime. Alla base l’indovinato arredo con poltrone e poltroncine che ti avvolgono e l’accoglienza simpatica dei due cugini, Alessandro in cucina ed Andrea in sala, che sanno come coccolare i clienti e farli sentire come a casa. Non ultimo i prezzi competitivi per un locale che è comunque in una zona elegante di Roma ed infine eccoci alla cucina. Quest’ultima per volontà dichiarata ed espressa è veramente basica senza ambizioni con i piatti semplici di cucina romana e regionale. Imperano polpette, fiore di zucca fritto, amatriciana e tonnarelli cacio e pepe. Curiosamente il piatto che lascia il segno è l’unico che esce dal seminato: foie gras con gelato di raparossa.

    Giuletta a RomaGiuletta a RomaGiuletta a RomaGiuletta a RomaGiuletta a RomaGiuletta a RomaGiuletta a RomaGiuletta a RomaGiuletta a RomaGiuletta a RomaGiuletta a RomaGiuletta a RomaGiuletta a RomaGiuletta a RomaGiuletta a RomaGiuletta a Roma
    6 Agosto 2020 0 commento
    0 FacebookTwitterGoogle +Pinterest
    Carica altri articoli

    Le ultime da...

    https://youtu.be/uwWbkIQ4iUE
    La risposta da Instagram ha restituito dati non validi.
    Facebook
    Tweets by LorenzaVitali

    Newsletter? Iscriviti qui

    • Facebook
    • Twitter
    • Instagram
    • Pinterest
    • Flickr
    • Youtube
    Footer Logo

    Witaly S.r.l. © 2011-2023 All rights reserved Partita Iva 10890471005 Witaly è registrata presso il Tribunale di Roma n. 95/2011 del 4/4/2011 – Tutti i diritti riservati