Da Taggia a Paestum la strada non solo è lunga ma anche difficoltosa. Eccoci arrivare verso sera sulle Strade della Mozzarella che ci portano in questo bel Grand Hotel Savoy dove ha sede l’evento organizzato da 7 anni da Barbara e Albert, due colleghi due amici. La prima impressione è quella di un evento meno dispersivo, più compatto e funzionale, diviso su due livelli e articolato in varie sale. Quella principale è quella riservata al “Congresso” e quando arriviamo è sul palco Anthony Genovese, e a seguire si chiude con il gelato di Valeria che facciamo appena in tempo a presentare. Comunque è un bell’inizio!
Eleonora Cozzella
Gli incontri al Caffè sono un’istituzione alla Versiliana. Quasi ogni sera nel fresco della pineta ssi affrontano vari temi, e non può mancare la cucina. A dirigere il dibattito sulle donne chef è Claudio Sottili, a far sentire le proprie opinioni tre donne chef: Beatrice Segoni del Lungarno Hotels, Deborah Corsi de La Perla di San Vincenzo, Simona Fantoni dell’Osteria del Buonumore in Pineta. Fuori programma l’intervento di Katia Ricciarelli che ha raccontato del suo rapporto con la cucina. Ne è uscito fuori un talk show curioso e sfizioso e penso che il pubblico si sia divertito e forse ha appreso alcune cose interessanti sulla cucina: va di moda, può essere anche piacevole, ma è comunque una professione con le sue regole, non tutte facili.
Salone del Gusto 2012: un pò come il Vinitaly, sempre più criticato, ma sempre più seguito dal grande pubblico e dagli operatori. Un gran casino, un gran mercato, ma ci si ritrovano poi tutti. E’ tempo di crisi, calano i consumi, ma qui tutti hanno venduto e in misura maggiore dello scorso anno, un segnale che in Italia si può stringere la cinghia ma non si rinuncia ormai alal qualità della tavola.
Gran Soirèe all’insegna del brunello. Un tripudio di antipasti spettacolare e di grande effetto che sembrava di stare nel paese di Bengodi, ma dove si bevevano delle modeste bollicine (si sa che a Montalcino non sono il massimo della vita). Poi in una sala chiostro di grande e bell’effetto si è vissuta una modesta cena (ma come finiscono per essere tutte le cene di gala) dove comunque la cosa più improbabile era l’ abbinamento a vini come il rosso, il brunello e la riserva, con particolare peccato per quest’ultima: il 2006 si è confermata un’ottima annata.
Arriva alla fine del pasto, ma proprio per questo merita un’attenzione particolare: il caffè, che sempre di più sta diventando un elemento caratterizzante e strategico della nostra cucina nel mondo. Le parole: espresso e cappuccino hanno una diffusione universale. Tornando a casa nostra una miscela al supermercato ha un prezzo variabile da 5 a 30 euro al chilo, poi alla consumazione il caffè viene pagato ad un prezzo che prescinde praticamente dalla miscela usata, e questo sia al bar che al ristorante, e questa è una prima stortura.
Una serie di eventi attorno al Summit. Qui sopra con Lorenza è Rosario Scarpato al quale si deve gran parte dell’ottimo lavoro di organizzazione.
Peccato lasciare a metà la festa, ma almeno ce la siamo goduta fino a tardi. I primi banchi sono esauriti, ma birra, vino e franciacorta reggono l’ urto della folla. Ormai sono in tanti, chef famosi (che stasera si esibiranno) giornalisti e appassionati. Arrivederci al prossimo anno. Trento ci chiama.
