Marzapane

Dopo alcuni anni di indubbio successo, manutenzione straordinaria per il Marzapane, con alcuni cambi in sala (qualche coperto in meno) e nella linea di cucina. Morale Marzapane oggi è un pò meno bistrot, un pò più gourmet. Ambizioni d’altronde giustificate dal team che è stato costruito in questi anni che vede sempre , oltre ai titolari Angelo Parello e Mario Sansone, le figure chiave di Alba Esteve Ruiz in cucina e Michel Magoni in sala. con altri bravi elementi aggiunti negli ultimi tempi. C’è voglia di presentare una cucina articolata, moderna, con un percorso lungo e variegato, dove ogni piatto vuole nascondere una sorpresa o almeno contenere un messaggio. Locale di riferimento potrebbe essere il Tickets di Barcellona. Operazione riuscita? Alba non è (almeno ancora) Albert Adrià, ma la classe ce l’ha (vanta un’ottima esperienza dai Fratelli Roca), e la dimostra in un percorso forse solo troppo lungo e impegnativo, che come si è detto sopra non prevede soste e momenti di relax. Però dobbiamo pure dire che ci siamo divertiti, con questo ordine: al primo posto il Capitolo 1 (antipasti) dove è difficile scegliere il piatto migliore, forse la lingua, ma giusto per non far vincere il foie gras che eticamente non amiamo, poi il capitolo 3 (secondi) e il capitolo 4 (dessert). Meno ci ha convinto il capitolo 2 (i primi): troppo salsati e conditi gli gnocchi e i tortelli, poco contrastate le linguine. In conclusione il Marzapane merita, e va considerato tra le migliori attrazioni gourmet della Capitale.

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