Mammoliti alla Madernassa

Torniamo dopo vari mesi alla Madernassa, mesi passati non invano. Grazie al passaparola, alle visite di altri colleghi, alle selezioni de Bocuse d’Or, Michelangelo ha ormai gli occhi addosso di tanti. Se lo merita perchè secondo noi è tra i giovani chef più preparati d’Italia e quindi di sicuro avvenire. Sfoggia tecniche e mischia ingredienti di ogni colore con abilità sopraffina, gioca sull’estetica e sul trompe d’oeil, eccelle nella miniatura, quell’arte di fare golosità iniziali e finali che pur assaggiandone in grande numero non ti appesantiscano e tolgano poi la voglia di assaggiare le ricette vere. Potremmo continuare con le lodi, ci permettiamo quindi anche qualche critica: a volte affollamento eccessivo al centro del piatto che soffoca la presentazione, e quasi sempre un distacco eccessivo con il territorio che l’ospita e che per altro è famoso per la qualità dei suoi prodotti. Detto questo torniamo alle lodi, alla raffinatezza di certe soluzioni, al coraggio di certe soluzioni, pensiamo ad esempio a come interpreta il sud, con la mozzarella di bufala profumata alla vaniglia e rum o agli spaghetti al barbecue con brodo di prosciutto, ambedue così inusuali ma comunque buonissimi. Il menù “emozioni” tra stuzzichini, ricette, pasticceria, sfiziosità varie, differenti tipologie di pane, supera i trenta assaggi e quindi mette a dura prova anche l’ospite a tavola, ma è ben più stressante per chi lo deve preparare e servire. Quindi complimenti alle due brigate di cucina e sala che si sono prodigate al riguardo.

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