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  • 08 Jun 2026
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    La Locanda dell’Amorosa a Sinalunga
    Viaggi&Territori

    La Locanda dell’Amorosa a Sinalunga

    Di Luigi Cremona 5 Dicembre 20194 Febbraio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    La Locanda dell’Amorosa con la Chiusa a Montefollonico è stata uno dei primi esempi, luminosi, che hanno poi lanciato la moda del resort in Toscana. Il perchè è presto detto: la bellezza della campagna, il fascino della dimora antica, la storia e la cultura del contesto. A questo in quegli anni hanno saputo aggiungere il buon vino e la buona tavola. All’Amorosa per lunghi anni il giovane chef Walter Redaelli ha saputo interpretare al meglio come realizzare la proposta gastronomica e venire incontro ai desideri di una clientela sofisticata che però alla fine prediligeva le cose semplici. Poi, andato via Redaelli (per aprire Villa Leopoldina a Bettolle), l’Amorosa ha perso un po’ di smalto e di notorietà. Adesso speriamo che avvenga il suo rilancio: il borgo è tra i più belli della Toscana, le camere accoglienti, le sale piene di atmosfera. Manca una spa, ma c’è una bella piscina e il ristorante è ora affidato all’eclettico Fatjon Goga, origini albanesi, ma da tempo naturalizzato. Ha un altro ristorante ad Arezzo, “Lo Zafferano”, e qui propone una cucina semplice ed elegante. Siamo capitati in una serata dedicata ai vini di Setteponti, e quindi si è anche bevuto molto bene.

    il viale

    l’ingresso

    la corte

    la chiesa

    il ferro battuto

    siamo all’AMorosa

    il palazzetto

    il prato sul retro

    la piscina

    ancora l’osteria

    l’osteria

    l’aglione

    Ganache allo specchio

    il salottino

    il ristorante

    c’è atmosfera

    il tavolo

    il pane

    blanc de noir

    con l'aperitivo

    un gran vino rosso

    ampio e persistente

    i ravioli

    ravioli di zucca spuma al latte di capra crema di topinambur

    il piatto finito

    un vino famoso

    piccione al grand marnier melograno spuma di castagne

    da vicino

    petto di anatra con gelato al ribes

    con Johnny Fatjon Gaga

    un altro gran classico

    Johnny con Alberto Moretti di Setteponti

    pralines finali

    5 Dicembre 20194 Febbraio 2020 0 commento
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    Panificio Moderno ad Isera
    Viaggi&Territori

    Panificio Moderno ad Isera

    Di Luigi Cremona 4 Dicembre 20194 Febbraio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Uno dei nostri sponsor a Merano era il Panificio Moderno di Isera, e siamo andati a visitarlo. Una bella conferma di un laboratorio impegnato sul fronte del pane e della pasticceria e, in entrambi i casi, con ottime attrezzature e ingredienti selezionati.

    con Alessandro Nicoletti e Ivan Piffer

    nel laboratorio

    molto ben attrezzato

    sfogliatrice

    le celle

    le farine

    i canditi fatti in casa

    uova bio

    il banco

    gli scaffali

    il pane

    miscuglio moderno

    4 Dicembre 20194 Febbraio 2020 0 commento
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    Al convegno di Solidus si parla di Accoglienza Eccellente
    Viaggi&Territori

    Al convegno di Solidus si parla di Accoglienza Eccellente

    Di Luigi Cremona 4 Dicembre 20194 Febbraio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Convegno di Solidus a Roma nel bel Palazzo Giustiniani. Ricordiamo che Solidus riunisce le associazioni professionali del mondo alberghiero (AIH , AIS, Amira, ADA; Aira, FIC, Aibes). Il nuovo presidente, Carlo Romito, ha introdotto i lavori e noi abbiamo seguito il convegno sull’Eccellenza dell’Accoglienza e l’Accoglienza di Eccellenza.

    Al convegno di Solidus si parla di Accoglienza EccellenteAl convegno di Solidus si parla di Accoglienza EccellenteAl convegno di Solidus si parla di Accoglienza EccellenteAl convegno di Solidus si parla di Accoglienza EccellenteAl convegno di Solidus si parla di Accoglienza EccellenteAl convegno di Solidus si parla di Accoglienza Eccellente
    4 Dicembre 20194 Febbraio 2020 0 commento
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    50 top ristoranti
    Viaggi&Territori

    50 top ristoranti

    Di Luigi Cremona 3 Dicembre 20194 Febbraio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Non c’è descrizione ma solo classificazione, più che una guida è quindi mettere in fila la ristorazione italiana. Conosciamo bene i curatori e ci si può fidare, poi come tutte le classifiche ognuno ha la sua. Ci piace la divisione per prezzo, meno quella per categoria. Che senso ha definire trattoria/osteria la prima fascia della ristorazione e poi metterci locali come Retrobottega del bravo Giuseppe Lo Iudice, tanto per fare un nome (che di sicuro non appartiene a questo genere)? Ci piace anche che non sono stati privi di coraggio (premiando nella prima decina molti ristoranti che in genere per tanti vanno nella seconda decina e viceversa) anche se personalmente non condividiamo molte di queste scelte. I curatori sono del sud e si avverte con una larga presenza della regione Campania nella fascia alta, ma siamo i primi a dire che premiare il talento di Oasis o di Nino Di Costanzo è cosa giusta e sacrosanta. Un plauso aver rimesso al centro del paese (direbbero così i francesi) un Gabriele Bonci fin troppo penalizzato nella classifica della pizza e per il veder alcuni giovani chef da noi particolarmente amati posizionati in alto (Antonia Klugmann, Gianluca Gorini, Alessandro Dal Degan ecc..). Al vertice è l’Osteria Francescana. Credo che questa sia poi la cosa più importante. Abbiamo molti ristoratori e chef di grande prestigio e bravura, ma Massimo Bottura per sostanza, forma, carisma, reputazione internazionale e azione sociale per noi rimane fuori discussione al vertice di ogni possibile classifica.

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    3 Dicembre 20194 Febbraio 2020 0 commento
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    Emergente Chef, la selezione Nord
    Viaggi&Territori

    Emergente Chef, la selezione Nord

    Di Luigi Cremona 3 Dicembre 20194 Febbraio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Con quattro batterie per un totale di 17 chef, abbiamo attraversato il nord d’Italia. Siamo partiti il primo giorno con Guglielmo Curcio, Manuel Pirastru, Riccardo Merli e Luca Zuterni con un appassionante sfida all’ultimo assaggio tra Curcio (ristorante Materia) e Merli (ristorante D’O) conclusasi con la vittoria di quest’ultimo che ha richiesto una seconda votazione. Curcio sarà la riserva. Poi la seconda batteria con Michele Minchillo, Christian Conidi, Roberto Tomei, Riccardo Luvisi. Vince Christian Conidi (Antica Corte Reale di Cervere), ma ottima l’impressione lasciata da Roberto Tomei di Impronta d’Acqua di Cavi.
    Il secondo giorno altre due batterie per definire altri due finalisti. La prima vede Marco Canelli, Pietro Montanari, Angelica Lodi, Mario Martino e Matteo Delvai. Vittoria per Marco Canelli (ristorante Massimiliano Poggi di Bologna) e al secondo posto (riserva) Mario Martino, del ristorante Re della Busa di Riva. Ultimo confronto: Michele Dimita, Greta Salviane, Alessandro Salvadori, Davide Tangari e vince quest’ultimo, ristorante Valbruna.

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    3 Dicembre 20194 Febbraio 2020 0 commento
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    Emergente Pizza, la selezione Nord
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    Emergente Pizza, la selezione Nord

    Di Luigi Cremona 2 Dicembre 20194 Febbraio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Due giornata di Emergente Pizza selezione Nord. La prima all’insegna della pizza classica margherita (con la mozzarella del Consorzio mozzarella di bufala campana), la seconda a tema libero. Dieci i concorrenti: Alessandro Granieri, Carlo Antonio Le Rose, Gabriele Baruzzi, Marco Baldassari, Luigi Borracino, Lucia Granatiero, Marco Bagossi, Andrea Romagnolo, Isaac Barrera, Umberto Calemme. Vincono in 3: Marco Baldassari, Isaac Barrera, Umberto Calemme con buon margine su Luigi Borracino e Marco Bagossi. La Lombardia si conferma la regione più evoluta, ma tutti e dieci i concorrenti hanno fatto ottima figura a testimoniare la crescita della pizza di qualità nel nord d’Italia. Ringraziamo Agugiaro&Figna e i Forni Valoriani per il supporto.

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    2 Dicembre 20194 Febbraio 2020 0 commento
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    Veccia & Prete, 4 mani e 4 pizze
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    Veccia & Prete, 4 mani e 4 pizze

    Di Luigi Cremona 29 Novembre 20194 Febbraio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Non siamo in pochi a cui piace questo locale, il Quinto. In estate grazie al prato esterno ed al lago è difficile trovare posto e in inverno alla bella e grande sala hanno aggiunto gli originali igloo nel dehor che viaggiano ormai con prenotazioni di 3 o 4 settimane! L’occasione è una cena a 4 mani tra due amici pizzaioli lontani: Ivano Veccia qui ormai residente, e Massimiliano Prete venuto da Torino, ma di origini campane. Ognuno ha preparato per l’occasione due pizze che più diverse non si può: più tradizionali la fritta e la pizza dedicata a Roma di Ivano Veccia, più gourmet contemporaneo quelle di Prete che utilizza un impasto croccante. Tra l’uno e l’altro 4 assaggi notevoli dove è difficile dire il migliore. Dovendo scegliere quella alla seppia di Prete e la fritta di Veccia.

    Veccia & Prete, 4 mani e 4 pizzeVeccia & Prete, 4 mani e 4 pizzeVeccia & Prete, 4 mani e 4 pizzeVeccia & Prete, 4 mani e 4 pizzeVeccia & Prete, 4 mani e 4 pizzeVeccia & Prete, 4 mani e 4 pizzeVeccia & Prete, 4 mani e 4 pizzeVeccia & Prete, 4 mani e 4 pizzeVeccia & Prete, 4 mani e 4 pizzeVeccia & Prete, 4 mani e 4 pizzeVeccia & Prete, 4 mani e 4 pizzeVeccia & Prete, 4 mani e 4 pizzeVeccia & Prete, 4 mani e 4 pizzeVeccia & Prete, 4 mani e 4 pizzeVeccia & Prete, 4 mani e 4 pizze
    29 Novembre 20194 Febbraio 2020 0 commento
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    Alberto Gipponi e il suo Dina
    Viaggi&Territori

    Alberto Gipponi e il suo Dina

    Di Luigi Cremona 28 Novembre 20194 Febbraio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    E’ il più maturo dei giovani chef, il più schivo, il meno mediatico, forse il più bravo o comunque tra i cinque più citati sui quali tutta la critica concorda. Non sarà un caso, quindi ci siamo ristorati volentieri in questo grazie anche all’aiuto logistico di Roberto Tosca, un galantuomo gastronomo che ha pochi rivali. Nulla all’esterno fa presagire l’interno: in perfetto equilibrio tra il moderno e l’antico, tra la soluzione innovativa e quella della nonna, tra il mondo circostante e gli stimoli che arrivano da lontano. Il modello è forse quello dell’Osteria Francescana, ma pur essendo vissuto alla corte di Bottura per un anno Alberto Gipponi ha saputo assorbire tanto ma è anche riuscito a rimanere originale. Il Dina è curato in ogni dettaglio come atmosfera ed arredo, e lo stesso vale per i piatti. Apparentemente si sono perfino semplificati rispetto a quanto a suo tempo assaggiato. Ma è un’apparenza, Alberto si esprime con una serie di messaggi precisi ma tecnici. La tazza è ricorrente, rassicurante come quella della nonna, scandisce sapori netti (il brodo di tutto, le lumache, i funghi, il riso dolce) quasi un percorso nel percorso. E tra una zuppa e l’altra arrivano i messaggi potenti: iodato sferzante (la seppia) succulento morbido (la terrina) sapido (la cozza) amaro (gli spaghetti al verde delle erbe (un capolavoro coraggioso) in una scansione esemplare quasi didascalica. Difetti tecnici ce ne sono pochi a nostro avviso: il soufflè non ben eseguito, gli abbinamenti poco precisi non del vino ma dei complementari al piatto principale (i datteri, le chip). Ultima annotazione sulla sala: eccellente e professionale, ma forse (anche a detta di qualche altro collega) non stonerebbe un sorriso e un pizzico di allegria in più.

    Alberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo DinaAlberto Gipponi e il suo Dina
    28 Novembre 20194 Febbraio 2020 0 commento
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    Alessandro Borghese a Milano
    Viaggi&Territori

    Alessandro Borghese a Milano

    Di Luigi Cremona 27 Novembre 20194 Febbraio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Non seguiamo molto i programmi televisivi di cucina, ma ci è capitato talvolta di vedere quello di Alessandro Borghese, trovandolo piacevole, sia per il garbo e il ritmo, e anche le valutazioni che venivano fuori lungo la trasmissione. Ne abbiamo avuto conferma andando al suo ristorante di Milano, al primo piano con sotto un bel negozio di alimentari, uno spazio grande, un po’ troppo scandito da lunghe file di tavolini, con un privè e il bar separati da una fornita cantina. In fondo la cucina a vista. Il locale è sempre pieno, è vero che lo chef è popolare, ma se si mangiasse male o a prezzi sballati di certo non lo sarebbe. Abbiamo assaggiato alcuni piatti, non tutti ci sono piaciuti, ma di fondo sono tutti generosi come porzioni e nei sapori, ben concertati come presentazione, di buona o ottima materia prima. A questo si aggiunge un servizio di sala competente, anche sui vini e attento ai dettagli. Note negative? la focaccia potrebbe essere più croccante, la carne dell’agnello più frollata, i dessert più giocosi. Il piatto migliore? forse la bruschetta di mare buona contrastata e divertente.

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    27 Novembre 20194 Febbraio 2020 0 commento
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    Ristorante Olio a Milano
    Viaggi&Territori

    Ristorante Olio a Milano

    Di Luigi Cremona 27 Novembre 20194 Febbraio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    C’è sempre piaciuto questo “Olio” (titolari Paola Totaro e Angelo Fusillo) a Milano per l’atmosfera e i profumi di Puglia che sa trasmettere, e per la cucina di buona fattura proposta ad un prezzo onestissimo. Lo troviamo ancora migliorato. In sala l’esperto Giovanni Tortora e la giovane e brava Mariella Perricci sanno come accogliere e consigliare il cliente, in cucina un solare Michele Cobuzzi, trentenne di Foggia, si esprime con disinvoltura tra carne e pesce (pure troppo, sarebbe bene introdurre ancora più verdura e legumi visto che la regione di riferimento è la Puglia). Ha ottimi trascorsi da Bracali, Aimo&Nadia e Pinchiorri, e in effetti i piatti arrivano sul tavolo ben concepiti ed eseguiti specie pensando che in cucina non ha certo una brigata paragonabile a quelle delle sue esperienze. Il pane è esemplare, buoni anche il resto con un calo nei dessert. Il piatto migliore è forse l’intrigante versione di fave e cicoria, il peggiore i confusi bottoni di pollo. Ma è un locale da seguire e consigliare a chi cerca i buoni sapori del sud a Milano.

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    27 Novembre 20194 Febbraio 2020 0 commento
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