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  • 24 Jun 2026
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    L’Hotel Dieux a Lione
    Viaggi&Territori

    L’Hotel Dieux a Lione

    Di Luigi Cremona 27 Agosto 20194 Febbraio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    L’Hotel Dieux era lo storico ospedale di Lione fin dal Medio Evo, ingrandito nei secoli scorsi, ha avuto un ruolo fondamentale durante le due guerre mondiali ed ha funzionato come ospedale fino al 2010. Negli ultimi due anni è stato convertito all’ospitalità (Hotel Intercontinentale) che al suo interno oltre ad un bel ristorante L’Epona, chef Mathieu Charrois, e il Bar sotto la cupola Soufflot. Altri spazi ospitano la Ville Gastronomique con negozi alimentari di alto livello e un altro bel ristorante: le Refectoire con il bravo chef Marcel Ravin

    27 Agosto 20194 Febbraio 2020 0 commento
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    Chateau de la Gaude a Aix
    Viaggi&Territori

    Chateau de la Gaude a Aix

    Di Luigi Cremona 26 Agosto 20194 Febbraio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Un progetto importante di un imprenditore illuminato e sicuramente facoltoso. La Chateau de la Gaude alla prima periferia di Aix molto degradato, mentre oggi (e i lavori non sono ancora terminati) già si apre ad un’ospitalità di prestigio. Ma non è solo il resort che è interessante quanto il parco dove spicca il bel giardino all’italiana con terrazzamenti di ampio respiro e il vigneto recuperato che già produce un ottimo rosato: la Mademoiselle. Molto bello anche il ristorante affidato allo chef Matthieu Dupuis Baumal e al bravissimo sommelier Alexandre Corret, già campione di Francia.

    Chateau de la Gaude a AixChateau de la Gaude a AixChateau de la Gaude a AixChateau de la Gaude a AixChateau de la Gaude a AixChateau de la Gaude a AixChateau de la Gaude a AixChateau de la Gaude a AixChateau de la Gaude a AixChateau de la Gaude a AixChateau de la Gaude a AixChateau de la Gaude a AixChateau de la Gaude a AixChateau de la Gaude a AixChateau de la Gaude a AixChateau de la Gaude a AixChateau de la Gaude a AixChateau de la Gaude a AixChateau de la Gaude a AixChateau de la Gaude a Aix
    26 Agosto 20194 Febbraio 2020 0 commento
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    Champagne, e non solo, a La Femme
    Viaggi&Territori

    Champagne, e non solo, a La Femme

    Di Redazione Witaly 26 Agosto 20194 Febbraio 2020
    scritto da Redazione Witaly

    Un inizio di agosto speciale grazie ad un invito dell’amico collega Luigino Filippi: eccoci a La Femme, serata bollicine e che bollicine! tre champagne particolari con il secondo particolare e il terzo d’alta gamma. Ma la vera sorpresa è stata la cena di Roberto Rollino, che non vedevamo da anni (e a quei tempi era pure in un altro locale). Qui ha spazi ampi, un bistrò a bordo piscina e una bella terrazza panoramica. Si è circondato di giovani bravi, sia in sala (con Roberta Silvestri ci sono Alessia Guglieri e Luca Sciolla) sia in cucina con Jacopo Chieppa in giusta evidenza. Una cena scorrevole, elegante, con punte pregevoli come l’ottima focaccia, la pizza sardenaira (un piccolo boccone speciale), i soavi e fondenti calamaretti, il piccione (meglio dell’ombrina un po’ coperta dai finferli) e buono anche il dessert finale. Grazie Luigino e complimenti a Roberto.

    in cucina

    la piscina

    i ragazzi di sala

    la sala

    la terrazza

    con Roberto e Luigino

    sfiziosità liguri

    un buon inizio

    gli stuzzichini iniziali

    cozze e fagioli

    pizza sardenaira

    anguria e pepe rosa

    uovo nocciola pere sedanorapa tartufo

    tartelletta con tartara

    pelle di pollo

    pane e focaccia

    bouquet vegetale estivo

    uno champagne particolare

    calamaretti in textura di granoturco

    Ottimo

    ombrina alla brace con finferli e pastinaca

    da vicino

    piccione e mosto

    crème brulèee alla salvia

    il vino passito

    stroscia rivisitata

    Roberto Rollino con Luigino Filippi

    26 Agosto 20194 Febbraio 2020 0 commento
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    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
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    Adelaide a Roma
    Adelaide a Roma
    Porzioni Cremona

    Adelaide a Roma

    Di Luigi Cremona 2 Agosto 20194 Febbraio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Ci è piaciuto subito quest’albergo così elegante, coccoloso, dove però il lusso non abbaglia e rimane discreto. Ci ha messo subito all’agio la simpatica Magadalena con i suoi cocktail e poi ci siamo seduti in una saletta, altrettanto bella e piaceovle come tutto il resto, con forse solo un paio di taovli di troppo. Il cibo è come l’ambiente: rassicurante, di assoluto confort, un pò piacione, un pò ridondante. Se in sala ci sono due tavoli in più, anche nei piatti c’è forse sempre qualcosa in più, ma è il cibo che comunque incontra i gusti della bella gente che frequenta il locale e crediamo che sia alla fine la cosa più importante. Le cose migliori: la passione che traspare dai ragazzi della brigata e, da un punto di vista gastronomico l’inzio e la fine della cena: l’elegante tartelletta di alici e i buoni dessert che dimostrano un’ottima mano nella pasticceria.

    ingresso

    adelaide

    un piccolo albergo speciale

    Gabriele Muro e Federico Sartucci

    Toni Rossetti con Walter De Rosario e SImone Freda

    i fiori

    arredo classico elegante

    il dehor

    particolare dei tavoli

    una saletta

    camera da letto

    siamo a palazzo borghese

    difronte al circolo

    un arredo curato in ogni angolo

    lounge bar

    nel dettaglio

    la barlady Magdalena

    i suoi cocktail: ottobrata romana, bellini, bollicine estive

    gli stuzzichini

    cipster di pesce

    fritto napoletano

    cannolo salmone e avocado

    il buon pane

    l’ottimo Franciacorta

    tartelletta alici e peperoni verdi

    calamaro arrosto provola e scarola

    linguine mantecate ai ricci di mare con carpaccio di pezzognamenta capperi e limone candito

    pesce azzurro, pakchoi, prezzemolo

    altra vista

    agnello cotto nel fieno, polpetta cacio e ova, manto alle erbe

    brownie alla banana con banana caramellata, semifreddo e pralinato di noci pecan, cialda di pane

    trasparenze estive con frutta

    da vicino

    pasticceria

    gli chef

    il buon servizio

    2 Agosto 20194 Febbraio 2020 0 commento
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    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Terramira a Capolona
    Porzioni Cremona

    Terramira a Capolona

    Di Luigi Cremona 2 Agosto 20194 Febbraio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Un locale un tempo famoso (Acquamatta) poi chiuso per lungo tempo. Ora riapre e le soprese non sono poche: il locale si è rinnovato con un arredo meno pretenzioso e ampolloso che lascia ammirare più compiutamente lo spettacolo dell’Arno e delle arcate del ponte. Un locale giovane, alla guida due fratelli poco più che trentenni Filippo in cucina e Lorenzo in sala, ed intorno a loro a complemento altri giovani ragazzi. Insomma è una bella premessa con anche un menù complessivamente giudizioso, con pochi piatti che si possono scegliere singolarmente o in due percorsi suggeriti a 68 euro (6 portate) e 55 euro (4 Lo chef, Filippo, come dicevamo è ancora giovane e vanta alcune esperienze significative, come Gaetano Trovato ed Emanuele Mazzella e anche il fratello Lorenzo in sala non è da meno: Ora d’Aria, Palagio e miglior sommelier d’Italia 2014. Insomma un team formidabile e le aspettative non sono poche, e proprio per questo (e per i 40° all’esterno) abbiamo avuto qualche perplessità: piatti un pò troppo costruiti e pesanti per l’aria calda che si respirava. Però i ragazzi sono bravi, le basi ce l’hanno e di sicuro ci convinceranno ancora di più, quando qui ritorneremo, come la seconda parte del pranzo (secondi e dessert) molto meglio della prima (antipasti e primi) lascia prevedere.

    La bella sala

    vista sull’Arno

    e sul ponte

    ingresso

    Il menù

    accoglienza

    area bar

    i tavoli

    i grissini e le streghe

    il pane

    il vino

    mazzancolle con animelle gambero rosso crudo zenzero cetrioli e yogurt greco

    baccalà con ceci rosa sesamo, aglio nero, insalata di fagiolini verdi e taccole

    da vicino

    risotto allo zafferano pecorino di fossa briciole di cipolla rossa, lime

    ravioli di stinco di maiale con melanzane pistacchi ed arance

    da vicino

    tonno rosso caviale di pomodoro insalatina di pomodori con taggiasche capperi, cipolle di trapea, maionese di avocado

    da vicino

    il piccione

    da vicino

    petto con patè con ciliegie pinoli e pan brioche

    tartufo di semifreddo alle nocciole fondente e tè matcha

    da vicino

    patata dolce yogurt di pecors, pepe

    da civino

    pasticceria

    con Elsa Mazzolini

    in sala Lorenzo Scapecchi e Leonardo Lazzerini

    in cucina Filippo Scapecchi con Lorenzo Iannone e Mattia Della Gatta

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    Godetevi la “Fuga” a Bad Shorgau
    Godetevi la “Fuga” a Bad Shorgau
    Godetevi la “Fuga” a Bad Shorgau
    Godetevi la “Fuga” a Bad Shorgau
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    Godetevi la “Fuga” a Bad Shorgau

    Di Luigi Cremona 1 Agosto 20194 Febbraio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Laboratory for Future Gastronomy ovvero La Fuga. Fuga da che cosa? Dal cibo pesante che non fa bene alla salute, ma anche dal cibo non sostenibile, e ovviamente dal cibo che non trasmette un valido messaggio gastronomico. Non è poco il manifesto che Gregor Wenter, titolare di Bad Shorgau, e Mattia Baroni, giovane chef entusiasta del vivere secondo natura, hanno lanciato in quel gioiello che è Bad Shorgau. La cornice indubbiamente aiuta, con la sua natura intatta, il rigore della cultura altoatesina, i grandi passi in avanti che il territorio ha fatto negli ultimi anni grazie anche all’azione di alcuni chef, a cominciare da Norbert Niederkofer, per valorizzare tutelare e diffondere le produzioni dei piccoli artigiani del gusto. Per ora la Fuga è per pochi, un’esperienza che consigliamo ma che va prenotata in anticipo. Secondo noi vale la pena, (il luogo vale il viaggio anche a prescindere), l’inizio è un pò didascalico, ma ci sta e poi aiuta a far conoscere i compagni di fuga (nel nostro caso con noi Helmuth Koecher). Poi si va nell’orto per il primo assaggio e l’esperienza si svolge e si conclude al tavolo con vista della cucina dove praticamente ogni ricetta viene fatta al momento sotto ai vostri occhi. Nella fuga c’è un pò di tutto, non è solo vegetariana, anzi il piccione ad esempio è tra i piatti migliori. Ma indubbiamente l’orto la fa da padrone assime al latte: dal burro fermentato alla cagliata fatta al momento il latte dell’alpeggio è gran protagonista. Altra presenza importante è il fermentato, che, come ormai sanno tutti, è medicina salutare per lo stomaco. QUi viene fatto in casa nell’apposita camera di fermentazione a temperatura e umidità controllata dove c’è un pò di tutto, liquidi, verdure, latte, soja ecc.. La Fuga si svolge in 4 tempi e due interludi con un totale di una ventina di assaggi piccoli piccolissimi, ma anche qualcuno più importante. A noi è piaciuta perchè in effetti non è stancante, anzi piacevole e leggera come promesso, salvo forse il risotto con ortica kefir e salmerino affumicato un pò sopra le linee. Dalla soave spuma affumicata di latte crudo (del Prologo) alla geniale bruschetta, all’ottimo pane vecchio di domani, alla rugiada di oxalis (coda di baue e muschio) la fuga ti prende e lascia un ottimo ricordo. Complimenti quindi al bel lavoro di Mattia e Gregor che con coraggio hanno lanciato questa nuova avventura.

     

     

    introduzione a “la fuga”

    La Fuga un acronimo

    un vino secondo natura

    nell’orto

    Mattia Baroni

    la carota nel secchio

    tutto è pronto per l’insalata

    l’insalata pronta per essere servita

    la brigata

    in cucina con vista

    Un momento de ” La Fuga”

    con Helmuth Koecher ed altri compagni di fuga

    rotellini di crauti in brodo di radici

    si prepara la bruschetta

    sorbetto di pomodoro verde

    il pane bruschettato

    prende VITA IL RISOTTO

    Risotto con ortica kefir e salmerino affumicato

    uno dei vini in abbinamento

    altra ricetta ak via

    animella e kimchi

    da vicino

    interludio: negroni al pino mugo

    miso di pane vecchio acqua e farina

    spaghetto aglio nero e pistacchi

    il pane vecchio di domani

    da vicino

    rugiada di oxalis con muschio e coda di bue

    i canestri della cagliata

    altra ricetta in arrivo

    polenta e…

    da vicino

    la preparazione del piccione

    con menta e il suo garum

    il piatto finito

    pane polenta e pera nera

    gelato al pino mugo

    le formaggelle appena fatte

    si caramellizzano le pesche

    dessert al latte crudo con formaggella pesche e cannella

    altro vino

    cucina con frequenti spiegazioni

    1 Agosto 20194 Febbraio 2020 0 commento
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    Bad Shorgau in val Sarentino
    Bad Shorgau in val Sarentino
    Bad Shorgau in val Sarentino
    Bad Shorgau in val Sarentino
    Bad Shorgau in val Sarentino
    Bad Shorgau in val Sarentino
    Bad Shorgau in val Sarentino
    Bad Shorgau in val Sarentino
    Bad Shorgau in val Sarentino
    Bad Shorgau in val Sarentino
    Bad Shorgau in val Sarentino
    Bad Shorgau in val Sarentino
    Bad Shorgau in val Sarentino
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    Bad Shorgau in val Sarentino
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    Bad Shorgau in val Sarentino
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    Bad Shorgau in val Sarentino
    Varie

    Bad Shorgau in val Sarentino

    Di Redazione Witaly 1 Agosto 20194 Febbraio 2020
    scritto da Redazione Witaly

    Veniamo qui da tanti anni (anche se non così frequentemente come vorremmo) e ogni volta che partiamo proviamo veramente una stretta al cuore. Non è il posto più bello della nostra vita, non è l’albergo più lussuoso, non ha la vista più spettacolare, ma è un luogo vero, autentico dove una famiglia geniale ha operato e opera per la felicità degli ospiti.

    1 Agosto 20194 Febbraio 2020 0 commento
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    Viaggi&Territori

    1908 del Parkhotel Holzner

    Di Luigi Cremona 31 Luglio 20194 Febbraio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Proprio accanto all’arrivo della funivia sopra Bolzano da oltre un secolo è questo Parkhotel Holzner, bellissimo nel suo stile art nouveau ben conservato con ampie sale e ampi spazi. Proprio sul lato verso la funivia da qualche tempo è attivo il ristorante gourmet, 1908, affidato al giovane Stephan Zippl che si è ben distinto anche a Emergente Chef. Era tempo che volevamo passare e finalmente ci riusciamo in una giornata bella ma calda. La sala a disposizione gode di un lungo affaccio, è luminosa, e ha al suo supporto una cucina dedicata dove Stephan lavora con l’ausilio di Marco Varrese e Miriam la giovane pasticcera. In sala è veloce e attiva Anna Maria Trentini. Ci siamo goduti una cucina contemporanea, ben eseguita, che ben alterna soluzioni complesse come i due antipasti a piatti più materici che valorizzano pienamente l’ottima materia prima locale. Un percorso di buon stile e continuità tiene viva l’attenzione fino ai dessert finali. In sintesi un ristorante valido, da consigliare sia per la cornica che per quanto viene proposto.

    1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner1908 del Parkhotel Holzner
    31 Luglio 20194 Febbraio 2020 0 commento
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    Ristorazione&Ospitalità

    1908 del Parkhotel Holzner

    Di Redazione Witaly 31 Luglio 201913 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Proprio accanto all’arrivo della funivia sopra Bolzano da oltre un secolo è questo Parkhotel Holzner, bellissimo nel suo stile art nouveau ben conservato con ampie sale e ampi spazi. Proprio sul lato verso la funivia da qualche tempo è attivo il ristorante gourmet, 1908, affidato al giovane Stephan Zippl che si è ben distinto anche a Emergente Chef. Era tempo che volevamo passare e finalmente ci riusciamo in una giornata bella ma calda. La sala a disposizione gode di un lungo affaccio, è luminosa, e ha al suo supporto una cucina dedicata dove Stephan lavora con l’ausilio di Marco Varrese e Miriam la giovane pasticcera. In sala è veloce e attiva Anna Maria Trentini. Ci siamo goduti una cucina contemporanea, ben eseguita, che ben alterna soluzioni complesse come i due antipasti a piatti più materici che valorizzano pienamente l’ottima materia prima locale. Un percorso di buon stile e continuità tiene viva l’attenzione fino ai dessert finali. In sintesi un ristorante valido, da consigliare sia per la cornica che per quanto viene proposto.

    31 Luglio 201913 Settembre 2019 0 commento
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    Madeleine a Spello
    Viaggi&Territori

    Madeleine a Spello

    Di Luigi Cremona 30 Luglio 20194 Febbraio 2020
    scritto da Luigi Cremona

    Un locale nuovo e molto bello quello che Livio Fancelli ha realizzato accanto alla Chiesa Tonda. Una sala dominata dal tavolo centrale in legno di quercia, con una grande griglia e luci ad effetto. Moderno ma caratteristico fa presagire una grande attenzione ai dettagli (frigoriferi per le carni e i formaggi, birre artigianli alla spina, macchina per la pasta fresca e secca). E’ un locale invernale ma in stagione può utilizzare gli spazi antestanti la chiesa dove si affaccia anche l’imponente struttura per eventi (che ha comunque un’altra grande cucina in dotazione). Per ora la cucina ha un’impostazione semplice, di territorio basata appunto sulle paste e sulla carne alla griglia. Citiamo ad esempio gli gnocchetti di pane all’ortolana e gli umbricelli al tartufo. In attesa di vedere come si evolverà quest’anno nella sua prima vera stagione, già ci godiamo gli ottimi dessert del bravo chef Tommaso Brunelli con, naturlamente, le madeleines.

    Madeleine a SpelloMadeleine a SpelloMadeleine a SpelloMadeleine a SpelloMadeleine a SpelloMadeleine a SpelloMadeleine a SpelloMadeleine a SpelloMadeleine a SpelloMadeleine a SpelloMadeleine a SpelloMadeleine a SpelloMadeleine a SpelloMadeleine a SpelloMadeleine a SpelloMadeleine a SpelloMadeleine a SpelloMadeleine a SpelloMadeleine a Spello
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