Una raccolta di ricette un pò curiosa. Sono divise appunto tra nord e sud, e coniugate secondo i grandi appuntamenti dell’anno o della vita. Apprendiamo così ad esempio che alla prima comunione in Lombardia i ragazzi mangiano le lumache e il giorno della cresima animelle con bottarga. Ma sarebbe veramente utile e bello che tutti applicassero i consigli che Pietro Valsecchi e Andrea Grignaffini, i due autori, danno. Così potremmo almeno avere dei menù delle feste un tantino più variati di quelli che conosciamo (e subiamo). Un unico appunto, tra Nord e Sud, Roma ne esce proprio male, e viene citata solo una volta. Ricordiamo che Andrea Grignaffini, per chi non lo conoscesse, è il giornalista forse più preparato che c’è in circolazione nel settore enogastronomico, la sua firma per noi è sempre una garanzia dei contenuti, anche se questo libro forse è una sua opera sicuramente più leggera. Ed Fivestore, 12,90 euro.
Porzioni Cremona
9 ristoranti tra i primi 100 e 5 tra i primi 50. Il 10% del top dei best restaurants in the world è a New York. Non c’è lotta a livello planetario, solo la Francia per altro bistrattata secondo noi tiene testa, ma con tutto il peso della nazione, Parigi da sola non basta. Non parliamo di Spagna, Scandinavia (pur tenendo conto del buon exploit) ecc.. . Se tutto il mondo risulta ridimensionato, l’ Italia è il fanalino di coda. Chi viaggia tra Far Middle e Near East, North &South America ecc vede una cucina italiana che letteralmente esplode. Poi quando andiamo a fare la conta siamo all’ultimo posto.
Spirito di Vino a Montefalco
Ma che simpatico l’ambiente messo su da Andrea Cecchi (proprietario dell’immobile) e da Achille Chimenti che gestisce l’enoteca wine bar, ma anche ristorante e locanda. Un ambiente coniugato con il gusto e la qualità, ravvivato da una cucina e un servizio tutto al femminile, (ma che ha anche una supervisione di Marco Gubbiotti), dotato di una poderosa carta dei vini dove spicca la parte dedicata alle bollicine (oltre ovviamente i vini locali). Vi divertirete, tra grandi vini e ottimi prodotti, qualcuno trova che i prezzi sono un pò alti, forse in relazione agli altri locali della zona, ma la qualità ha il suo prezzo. Spirito di Vino a Montefalco.
Tra qualche giorno (il 30 aprile sera) conosceremo la classifica dei migliori ristoranti del mondo, secondo l’indagine messa a punto da The Restaurant, rivista inglese. Le votazioni in realtà sono chiuse da un pezzo. Mentre ad esempio sono in corso in questi giorni per un’altra classifica, quella di Miele, relativa alla sola Asia. Classifica che viene seguita moltissimo in tutto il Sud Est asiatico e lì ha un’influenza enorme. Se pensiamo alla concentrazione e qualità dei ristoranti italiani in quella zona e al potenziale ritorno in immagine per il ns paese e per tutto l’ enoagroalimentare italiano, quella della Miele è una classifica che dovrebbe interessarci molto, e molto da vicino.
Siamo proprio al limite del paese, appena fuori dalle mura, in corrispondenza del parcheggio. Quindi questa cantina è comodissima da visitare e inoltre è una cantina storica. Curiosamente anche i Pardi, come i Caprai, provengono dal mondo tessile, e fanno il vino da tempo. Le loro vecchie etichette citano il sagrantino come sacrantino con la “c”. La responsabilità in compenso è giovanissima, l’ultima generazione dei pardi, due giovani e appassionati fratelli che si danno da fare. Il loro sagrantino è notevole, soffre un pò dell’eccesso alcolico, ma ha buona stoffa e armonia. Cantina Pardi a Montefalco.
Finisce l’era del Riccioli Cafè, (Massimo Riccioli conserva la Rosetta e deve seguire i nuovi impegni londinesi) e al suo posto ecco questo Maxela. Dal pesce alla carne, da un pezzo di cucina romana a questa più ligure. Ci dovremo abituare a un maggior numero di turnover, è la legge del commercio soprattutto nelle grandi città e nei tempi di crisi come questi. Per Maxela è il secondo locale a Roma, del primo non se ne è parlato molto, questo però gode di una location invidiabile. Vedremo quindi se la formula convincerà romani e turisti.
E’ stata una bella sorpresa la cucina del Nun: una buona scelta di materia prima alla base, una particolare attenzione alle verdure e ai legumi, un’ottimo agnello (quasi pecora), un’attenzione alla presentazione che in posti come questo ci vuole, una mano abbastanza educata e leggera. Certo non è tutto proprio perfetto, come qualche piatto poco contrastato, come i primi poco incisivi e un pò pasticciati, come l’eccessiva frammentazione (bocconcini, variazioni ecc..). Ma nel complesso Nicolas Bonifacio se l’è cavata bene e viene la voglia di tornare a seguirne gli auspicabili miglioramenti. Nun ad Assisi.
Pochi altri alberghi offrono emozioni come questo Nun di Assisi. Ricavato in un antico convento (ma non è il solo caso in Italia), quando sono andati a scavare per ricavare il Centro Benessere sono apparse le antiche colonne dell’Anfiteatro Romano e i resti delle precedenti Terme sacre: in simile contesto l’attuale calidarium e tepidarium sono altamente suggestivi ed evocativi.
