Porzioni Cremona
Non è dietro l’angolo e, quando arrivi quassù, è pure un pò nascosto tra le (in genere bruttine) case dell’Aprica. L’Hotel Arish invece si distingue e fin dall’ingresso capisci subito che qui si respira un’aria diversa. Merito indubbiamente di Gimmy (Gian Marco Bosoni) e di sua moglie Annamaria, che con determinazione e passione hanno puntato in alto, in questo supportati dai due figli, Franco in sala e Thomas in cucina ai dolci e al pane.
Conosciamo da oltre 25 anni Martin Dalsass, altoatesino, sempre all’estero (in Svizzera) da tanti anni, sempre rimasto legatissimo all’Italia. Prima a Lugano e ora, da poco, in questo celebre ristorante alla periferia di St Moritz, per altro già molto noto. Non ci abbiamo mangiato, in quanto chiuso nel giorno della nostra visita, ma siamo andati a trovarlo con grande piacere.
Un piccolo luogo di charme in una vallata dai paesaggi stroardinari. Manuela e Mattias accolgono con simpatia e professionalità, la mano di Mattias è indubbiamente accorta leggera ed elegante, solo a volte carente di qualche tocco incisivo legato al territorio che caratterizzerebbe ancora di più una valida cucina. Chalet Mattias a Livigno.
Pochi sanno che Giorgio Pinchiorri è modenese, dell’Appennino, proprio vicino a dove è nato anche Vasco Rossi. E da questi luoghi arrivano alcuni dei prodotti di eccellenza che poi utilizza nel suo ristorante di Firenze, l’Enoteca Pinchiorri, in particolari i salumi di mora romagnola, allevata allo stato brado di Ca’ Lumaco a Montetortore di Emanuele Ferri. Così nasce l’idea di fare un cena per i terremotati dell’Emilia e di buon grado aderisce gratuitamente Simone Arnetoli, del Galateo di Firenze.
Quando chiama Luciano Tona , direttore di Alma e soprattutto cuoco geniale, e Andrea Grignaffini, la summa del giornalismo del settore, non si può dire di no, e, anche se amiamo poco la didattica eccoci ad Alma a raccontare a due gruppi di allievi 30 e oltre anni di vita e aneddoti di un critico sempre in giro. Ci ha colpito di quanto fossero interessati, non solo alle cronache attuali del web (er apresente anche il bravo Alberto Cauzzi di Passione Gourmet), ma anche alle cronache antiche, di tempi ormai lontani, quando non esisteva il web e nemmeno una ristorazione propriamente italiana.
Questo è il bellissimo “corso” di Chiavenna, il fiume dove si affacciano terrazze, palazzi nobiliari e ristoranti. Eravamo venuti qui per andare al Crotasc, storico crotto dei Prevostini, ma era chiuso per ferie. E allora Mamete Prevostini ci ha indirizzati al Crotto Quartino. Non siamo proprio a Chiavenna, ma a Piuro, a pochi chilometri verso il confine, dove troviamo un ambiente fresco e familiare, un locale ben organizzato, dei piatti semplici tradizionali e, da non perdere, gli gnocchi chiavennaschi, versione locale dei pizzocheri. Crotto Quartino a Piuro.
Grande classe in questo elegante ristorante che s’ispira all’Italia nel nome e nello stile , anche se poi nella sostanza rimane più mitteleuropeo. E’ giustamente uno dei più titolati, per la cucina che convince, che è armonica e bilanciata anche se non abbandona il recinto delle materie prime nobili (ma il posto di certo suggerisce certe scelte). Complimenti anche al servizio, quasi tutto italiano, che sovraintende con scioltezza ed esperienza. Ca’ d’oro al Kempinski di St Moritz.
Un grande albergo in tutti i sensi, che offre veramente un confort invidiabile. Del ristorante parleremo subito dopo, quello che ci ha colpito è la prima colazione. Kempiskj a St Moritz direttore Rupert Simoner.
