Ricevere un bel libro fa sempre piacere, è il regalo forse più gradito. Certo è che Fluidità, seconda opera di Raffaele e Massimiliano Alajmo, ci ha impressionato. Un libro molto particolare, sia nel racconto dove la conversazione tra i due fratelli fa’ da filo conduttore alle varie ricette, che nella presentazione delle ricette stesse che trova nell’acqua la sua modalità espressiva. L’acqua, che ricordiamo è comunque l’ingrediente più importante (come elemento costituente di tutti i prodotti ustilizzati in cucina, dalla carne al vino, per non parlare delle verdure), è indispensabile anche nelle cotture (per la trasmissione del calore dalla fiamma all’ingrediente). Ma qui assume il ruolo funzionale di dare movimento al piatto, di togliere la fissità patinata dell’immagine e di rendere queste ricette quasi vive, un pò come gli orologi molli di Salvator Dalì hanno cambiato le regole del tempo meccanico e la persistenza della memoria.
Porzioni Cremona
Si susseguono le aperture a Roma e questa, di due mesi fa, già sembra datata. Caratteristica comune l’ampiezza dei locali che sono ormai stabilmente sopra i 500mq e i 100 coperti. Il Frizzo si distingue per l’ottima location, all’angolo opposto al Cinema Adriano, per l’indovinato ambiente moderno con richiami di architettura industriale, per il divertente e anche comodo (una volta presa la confidenza) menù presentato sull’Ipad che viene lasciato al tavolo. C’è un pò di tutto a prezzi decisamente competitivi, ma il filone più rappresentativo e richiesto sembra essere quello del “fast food” pesante: fritti, croquemonsieur, burger, patatine ecc.. Sarebbe forse opportuno e salutare inserire anche una linea più leggera e vegetariana, visto anche che lo chef, Fabio Toso, ha alle spalle una buona esperienza.
Jeff Koons è probabilmente l’artista vivente più caro e le sue opere realizzate in materiali poveri e vari sono nei principali musei del mondo. Usa spesso la plastica gonfiabile come in questo caso che vede l’opera riprodotta in edizione limitata per il Dom Perigonon rosè 2003, un vino che anche senza Koons offre emozioni a non finire. Prestigio chiama prestigio: siamo all’Hassler di Roma.
Dieci anni di Carabaccia, dieci anni di solida costruzione di una buona osteria, con una cerchia di fedeli frequentatori convinti da questa cucina di territorio sana e curata. Dopo dieci anni il locale si rinnova, ma non perde il suo stile, acquista invece funzionalità e frechezza. Un plauso quindi al buon lavoro di questa coppia appassionata, Ornella e Emanuele, ormai un’istituzione qui in Maremma.
Urbino resort con Stefano Ciotti
Stefano Ciotti lo conosciamo da tempo e si conferma come persona seria e preparata. Ora ha il pallino del lievito madre (passione che condividiamo e che vanta un numero crescente di adepti), e al centro della sala ha praticamente aperto un punto di panetteria da far invidia a molti professionisti del settore. Ha anche lavorato sugli impasti della pizza e altre idee sono a venire. Se seguite questo filone è difficile rimanere scontenti e per confermare che non si è scordato nel frattempo come si cucina, ecco arrivare un ottimo piccione che riscatta dei tortelli meno convincenti.
Ormai un nuovo ristorante è un vero avvenimento anche per una città grande come Milano, segno dei tempi! Ad omaggiare Andrea Berton lunedì sera erano veramente in tanti e non solo chef e colleghi. Basti pensare alla presenza di Adriano Galliani e Martina Colombari. Il nuovo locale è nella Milano che guarda avanti, quella che più piace anche a noi, Porta Nuova con i suoi nuovi grattacieli. Proprio sotto uno di questi si affaccia il nuovo ristorante, con un accueil sobrio, tavoli spaziosi e un’enorme cucina ben divisa in reparti. Andrea è chef altissimo, elegante, preciso e pieno di voglia di lavorare, lo dimostra la serie di impegni che negli ultimi mesi ha messo in atto e tutti hanno avuto un grande successo come, crediamo e speriamo, lo avrà anche quest’ultimo.
Ci siamo capitati un pò all’improvviso, ritrovandoci ai Parioli con un impegno saltato. E’ bello vedere un locale di classe che lavora ed è bello avere una piacevole conferma. Roy è uno di quei pochi chef che ha sempre qualcosa da dire e lo fa in modo originale e personale. Cura tutto con grande precisione, pensiamo al servizio del pane, ai vari stuzzichini serviti (buonissime le puntarelle), si fa la pasta fresca in casa, ma anche le salsiccie, e non tralascia i dessert. Insomma uno chef completo che questa volta, memore di nostre passate critiche sui primi (un pò trascurati a volte) ce ne ha voluti presentare tre. Tutti e tre innovativi, poco italiani, ma sensati e che ti fanno pensare, dalla pasta ripiena che lascia il campo aperto alla farcia e al condimento, ai maccheroni di interessante cottura, agli spaghetti freddi al levistico coraggiosi e intriganti. Prima dei primi, due entrate più classiche come la ceviche (troppo insistente sulla nota acida) e il foie gras (troppo orientato al dolce), ambedue comunque molto eleganti.
Per molti salernitani non ci sono dubbi, a Mariconda, in questa semplice struttura un pò arrangiata, si mangia la migliore pizza. E infatti anche questa volta Carmine non si smentisce, buona la margherita e ancora di più la “sua speciale” alla pancetta. C’è la fila, ma i pizzaioli vanno con il turbo e riescono ad accontentare tutti.
Nuova avventura di Luca D’Angelo (&Co) a Roma. Dopo lo Splendor un altro bel locale, un pò più piccolo, ma sempre ragguardevole e con un ambiente curato nei dettagli. Un bel banco quadrato è il baricentro del locale, intorno la pizza, i cocktails, gli stuzzichini, gli hotdogs, la griglia, qualche dessert. Ieri sera l’inaugurazione ed erano in molti, anche perchè ormai il Testaccio sembra vivere una nuova giovinezza.
Ci piace il locale ed è corretta anche la cucina. Questa volta tutta al femminile infatti non abbiamo trovato lo chef e patron, Ivano Ricchebono, impegnato fuori per un evento. Coccolati dal servizio di Elisa, moglie di Ivano, e Valentina, alla quale facciamo i nostri complimenti per essere stata la prima vincitrice del premio Emergente Sala. Abbiamo provato una serie di assaggi gradevoli, anche se forse è mancata la zampata del leone. Il piatto migliore? la succulenta carbonara di pesce.
