Purtroppo non sono venuti in foto i piatti forse migliori, i due primi, che ricordiamo: anolini di faraona cotta alla brace con vellutata di fagiolini e baccelli di pasta fresca con vellutata di piselli e ricotta di capra. Questo per dire che la cucina di Fabrizia grande e famosa interprete di caccia, non è solo selvaggina ma spazia su qualsiasi genere. Una sosta in questo locale lontano e famoso è doverosa e consigliabile ad ogni appassionato. I chilometri fatti saranno ripagati da un borgo con una serie di antiche costruzioni tra le più belle delle Alpi, da questa saletta romantica e curatissima dove sarete coccolati da Roberto e la giovane Anna, dai piatti di Fabrizia dolce e gentile chef, tra le migliori donne d’Italia ai fornelli. Grande piatto anche la tartare di salmone iniziale e chiusura con una serie di dolci, buoni, ma alcuni un pò frettolosi.
Porzioni Cremona
El Brite a Cortina d’Ampezzo
E’ bello vedere che a Cortina si apre non un altro albergo, ma un caseificio, e ancora di più vedere che è affiancato da un agriturismo di qualità. Alla guida mamma e figlio Gaspari, e lui giovane e volenteroso non è sicuramente scarso. Inoltre alcune frequentazioni eccellenti, come quelle con Massimo Bottura, ne hanno affinato le doti. Al momento, con giudizio, la cucina si mantiene su una linea semplice e tradizionale, ma è probabile che con il tempo saranno più frequenti le aperture verso una cucina più intrigante. Insoamma un locale da frequentare e tenere d’occhio.
Due giovani in gamba sono sempre più i protagonisti di questo storico locale: Clemens in sala e Matteo Metullio in cucina, vincitore di Emergente Nord ed in gara il 3 novembre per la Finale di Roma. Mentre Stefan ci fa assaggiare alcuni vini della straordinaria cantina, Matteo conferma le sue doti e il suo stile. Una cucina che è centrata sul gusto pieno, ridondante di ingredienti, tendenzialmente barocca, ma sicuramente succulenta ed appagante. Non ci sono mezze misure, ne leggerezze ricercate, ma questo non significa che i piatti grondino di salse inutili, insomma gli equilibri ci sono anche se spostati in alto nell’asticella del gusto. Noi ormai mangiamo poco e optiamo spontaneamente verso il minimalismo, e questo non è ovviamente il nostro stile preferito, però capiamo benissimo che larga parte della clientela accoglie con piacere queste ricette che per altro, come sopra detto, sono di gran gusto e alcune, come ad esempio il foie gras e i mezzi paccheri, decisamente convincenti.
Doveva essere un aperitivo e alla fine abbiamo avuto un lungo menù degustazione non disponibile in genere al wine bar, ma solo al ristorante gourmet (Molin a Cavalese). Una serie di assaggi di assoluto livello che confermano non solo la valenza dello chef, ma anche l’interessante evoluzione: sempre più presente il territorio con le sue erbe muschi e sentori, sempre più intrigante il risultato. Tutto più che buono con la coda in basso e lo straordinario gelato alla corteccia a chiudere la bell’esperienza. Bravo Gilmozzi, una delle migliori cucine dell’intero arco alpino.
Osteria del Dosso all’Aprica
Accogliente, piacevole, un ambiente che trasmette subito calore e simpatia, come la coppia che sovraintende il locale. Siamo al Dosso, in alto all’Aprica, a casa di Benedetta e Andrea. Lei del posto, lui arrivato dopo diventato chef quasi per caso, poi per passione. Senza presunzione offrono una cucina semplice, rispettosa della materia prima, alleggerita da sembrare quasi moderna anche se lo stile rimane tradizionale. La sala offre calore e coccole, la cucina dispensa sapori centrati soprattutto nelle carni, mentre i primi ci sono sembrati meno incisivi. Un indirizzo da non perdere transitando per questo frequentato valico.
Senza pretese, senza particolari ambizioni, eppure è stata una buona cena che ha soddisfatto tutti. Ci siamo incollati vini e bicchieri, ma al resto hanno pensato loro, la brigata della Malga, bravi in cucina ed eleganti in sala. Ottimi prodotti (anche i salumi fatti in casa, e non solo i formaggi), buona la minestra, sontuosi i claps e ottima la polenta. Insomma ha vinto la spontaneità e la genuinità.
Un bel progetto quello del recupero delle malghe dei vari alpeggi carnici, e in particolare di questa malga montasio, la più importante. Qui nei mesi estivi si offre ospitalità (una diecina di posti letti comodi), ristoro grazie alla buona cucina (vedi altro post dedicato), e si possono acqquistaare i prodotti della malga, dall’ottimo formaggio, al burro, alla ricotta, allo yogurt. Ci sono anche i maiali e una buona produzione di speck e salumi vari. Un bel posto davvero, senza pretese, ma che alla fine si rivela di grande piacevolezza.
Le anatre da Toni a Gradiscutta
Con tutti i colleghi della guida Vinibuoni eccoci in questo storico ristorante che sfiora il secolo di vita. A Toni è succeduto il figlio Aldo che ha continuato ed ingrandito quanto precedentemente fatto. Questo è un locale che ha visto tante feste e celebrazioni, dove la griglia e lo spiedo sono sempre esistiti e ben gestiti, dove la tradizione si mantiene a testa alta grazie ad una serie di piatti che non invecchieranno mai. Provate ad esempio quest’anatra muta allo spiedo con la polenta del vicino mulino ancora macinata a pietra…una vera bontà! Complimenti ad Aldo per essere rimasto fedele nel tempo a queste ricette che sarebbe stato un peccato abbandonare.
Il recupero del Castello di Buttrio è un lungimirante investimento della famiglia Felluga che non ha lesinato nulla. Oggi è una delle Dimore storiche più accoglienti del Nordest ed offre nelle (purtroppo poche) camere un ottimo confort. Molto piacevole è anche l’annessa locanda appena fuori che giudiziosamente si pone su un gradino più basso, all’insegna della semplicità, offrendo ottimi prodotti con i vini dell’azienda, sia nella bella sala interna che nel fresco dehor all’ombra degli alberi. In cucina un giovanissimo cuoco.
