L’influsso francese c’è ancora (e non va biasimato di certo), ma accanto la cucina rispetto al passato ci sembra stia cercando maggior leggerezza e finezza estetica senza perdere l’imprinting classico. Ben tre fratelli giovani, grandi e grossi, si dividono l’impegno di cucina e sala, e quest’ultima è rinnovata come l’albergo, e offre maggior freschezza e stile. Insomma ci sembra un’evoluzione positiva, senza dimenticare che data l’età potranno sicuramente crescere ancora. San Martino a Treviglio.
Ristorazione&Ospitalità
Che bello questo nuovo albergo che la famiglia Colleoni ha realizzato sopra il ristorante ristrutturando la vecchia proprietà! in affaccio sulla strada è lo “Smartino”, per una ristorazione veloce, mentre all’interno il classico San Martino continua ad offrire la sua classica cucina. La famiglia è forte e numerosa e giustamente investe e si diversifica.
Le Macchiole, una piccola azienda che vanta ben tre etichette di punta. Questo grazie ad una sapiente impostazione di Eugenio Campolmi prima e poi, alla sua scomparsa, all’ottimo lavoro della moglie Cinzia. Fin dall’inizio una scelta coraggiosa soprattutto in un territorio che sembrava prediligere solo l’uvaggio bordolese, e cioè quella di vinificare i vitigni in purezza. Sono nati così il Paleo, il Messorio, lo Scrio, tre grandi vini che negli anni hanno concorso a costruire la fama dell’azienda e di Bolgheri.
Vale la pena arrivare fin quassù. Sull’altopiano non mancano le attrattive anche gastronomiche, ma senza dubbio il punto di maggior attrazione per noi golosi è questa Tana, che si presenta semplice e modesta, e si rivela agguerrita e giustamente ambiziosa. Questo grazie ai titolari, tutti giovani : in sala è Enrico Maglio, in cucina Alessandro dal Degan, e dietro le quinte Stefano Fracaro.
Si stringe l’alleanza tra Podere Forte e Enrico Bartolini che curerà la ristorazione nella sede dell’ azienda in Val d’Orcia, senza lasciare il Devero Hotel. L’altra sera il binomio ha funzionato bene mettendo in mostra la serie dei prodotti di Casa Forte. Un’azienda che si distingue dalle altre perchè in piccolo, ma non tanto (parliamo di qualche centinaio di ettari) , cerca di riproporre le migliori eccellenze gastronomiche.
Un tempo questa era “La Casa” di Alvaro Cerri, da qualche tempo si è trasferita qui l‘Ortica un tempo a Lonigo. L’ambiente è curato e gradevole, la cucina affronta vari temi: territorio e menù a sorpresa, pesce di acqua dolce e di mare, con uno stile omogeneo e familiare, con grande attenzione al prezzo (e di questi tempi è encomiabile), con meno attenzione alle finiture e ai condimenti in genere profusi con larghezza, come per altro in genere sono le portate, abbondanti e corroboranti. La cucina è a vista, la passione trapela, la brigata efficiente e veloce.
Quando lo abbiamo conosciuto tanti anni fa, Fabio Barbaglini a stento riusciva a cucinare per più di 4 coppie di clienti assieme in quel Caffè Groppi di buona memoria. Oggi le cose sono cambiate e a parte il ristorante madre, la Cassolette in Valdaosta, segue con successo un famoso e storico ristorante di Milano, la Brisa e questo suo epigono: La cucina del Toro poco distante da Largo Cairoli, in via Camperio 15 tel02875107. Arredo minimale e coinvolgente, cucina pure: quasi elementare in molti piatti con ogni tanto la firma d’autore, come in questa cipolla.
