La vista, lo stile, la cucina concorrono a fare di questo posto una meta preferita del goloso errante. Il mare si vede ma è un pò lontano, in compenso siamo in cima ad un borgo affascinante. C’è classe ed eleganza, c’è anche una piccola spa e in estate la possibilità di godere delle terrazze e degli spazi all’aperto. Un relais piccolo, ma a misura d’uomo, dove anche la cucina non delude.
Ristorazione&Ospitalità
Francesco Nacci è infaticabile. Dopo aver fatto dell’Hotel Fontanina una meta gourmet da tanti anni, ha lanciato i wine hotel, è andato in giro per il mondo, ma senza dimenticarsi da dove era partito: Ceglie. E visto che l’hotel è un pò fuori del paese, ha pensato bene di costruirsi un’alternativa rimettendo a nuovo e aprendo all’ospitalità alcune suggestive camere acquisite nel centro storico.
Siamo nel centro della bella cittadina, ma appena fuori dalla collina del vero centro storico. Da questo bar sul corso Cavour Fabrizio Nacci ha saputo ricavarci anche un ristorantino. Nel retro infatti c’era l’antica grotta del frantoio che risale a parecchi secoli fa e qui ora è la caratteristica saletta della cena. Con passione e bravura si è saputo creare una buona fama ed il locale è molto frequentato dai locali, anche per via del prezzo contenuto. Una cucina semplice e schietta e un piatto da citare: il buon tortino di baccalà.
Le premesse ci sono tutte: carne di gran qualità, pasta Verrigni, culatelli e pomodori firmati e così via. Speriamo che vengano mantenute perchè troppe volte abbiamo visto locali partire a mille per poi arenarsi in poco tempi. Qui ci dispiacerebbe doppiamente: conosciamo questo locale da 30 anni, dai tempi di Virno, gran signore dell “‘Ortica”, e poi qui sono coinvolti persone del calibro di Fracassi (che fornisce la carne per tagliata e hamburgher) e quindi confidiamo nel successo di questa ennesima apertura romana.
Bruno Bacherini vanta una lunga esperienza nella distribuzione di prodotti di qualità, grandi formaggi in primis. Poi un giorno, dieci anni fa, decise che era giunto il momento di seguire la sua innata vocazione di cuoco. Nasce così questo piccolo ristorantino dentro le mura di Grosseto: LA 16, nome di una botte di vino alla quale era legato. Una cucina che vorrebbe essere d’istinto e creativa e che si è dovuta ripiegare su una linea più moderata perchè è questo che domanda la clientela specie negli ultimi tempi. Crisi che sta mettendo in crisi parecchi locali, ma speriamo che Bruno riesca a tener duro: il suo, pur con qualche inutile ridondanza, è un posto piacevole, piccolo, dove si cerca di far qualità.
Gran parte della cucina di St Moritz è affidata ad italiani, pensiamo a Mauro Taufer al Badrutt’s Palace, a Salvatore Frequente al Carlton, a Martin Dalsass al Talvo, ed altri ancora. Però in larga parte è cucina che cede il passo alle esigenze dell’albergo ospitante. E’ la prima volta invece che un ristorante italiano trova dimensione e immagine in un grande albergo: Siamo al Carlton dove il vecchio gourmet cinese di lusso Tschine, da quest’anno vede l’impronta della celebre famiglia di Bergamo.
Divertenti le sedie, curato l’ambiente, spettacolare la vista sul lago: Siamo a St Moritz per il 20simo Gourmet Festival che dopo la serata iniziale vede il coinvolgimento diretto di una serie di grandi alberghi. E la differenza la fanno proprio loro, i grandi alberghi. Sono 7 cinque stelle che hanno creato il mito di St Moritz. con le loro oltre mille camere e suite di grande prestigio che quando sono piene, come adesso nei mesi invernali, costituiscono forse la più grande concentrazione di lusso del mondo.
5 generazioni di albergatori lasciano tanti segni: nel modo con il quale ti ricevono, nello stile con il quale ti lasciano, nell’arredo degli spazi, nella conservazione delle memorie storiche, nella collezione di libri e così via. Un albergo che appartiene alla Collezione degli Alberghi Storici della Svizzera, che è lungi dall’essere perfetto da un punto di innovazioni tecnologiche e di moderno confort, ma che si fa apprezzare proprio per la sua dimensione umana e storica. Ideale per famiglie, per bambini e per la golden age.
Cambia cantone (dal canton Ticino all’Engadina), ma non cambia cucina e fa bene perchè la sua è una cucina di successo. Martin Dalsass altoatesino prestato (anzi ormai ceduto) alla Svizzera con la moglie Lorena ha rinnovato questo famoso ristorante ben conosciuto ai Vip che frequentano questa famosa località. Una cucina fatta solamente di materie prima nobili (gamberi rossi, tartufo, merluzzo nero ecc..) che però oltre all’eleganza riesce a centrare il gusto pieno. Al vertice dei vari assaggi mettiamo il maialino , mentre un pò troppo dolce e coperto ci è parso il black cod.
Bello e buono questo risotto di Angelo Sabatelli (anche se per noi un pò troppo ricco), da apprezzare anche perchè non siamo in terra di risotti ma in Puglia, a Monopoli, in una bella masseria dove Angelo ha aperto il suo ristorante dopo tanti anni di Cina in posti di assoluto prestigio. Lo ritroviamo sempre in forma, ancora più in linea con il territorio ormai ritrovato, anche se in alcune ricette emerge qualche ridondanza, ma siamo comunque di fronte ad uno dei migliori chef di tutta la regione e ce lo conferma questo menù che denota esperienza tecnica e classe. Venitelo a trovare (per chi non lo conoscesse) per scoprire un bravo chef ancora relativamente poco noto che ha avuto il coraggio di tornare alle sue origini e speriamo non se ne penta.
