Due giovani in gamba sono sempre più i protagonisti di questo storico locale: Clemens in sala e Matteo Metullio in cucina, vincitore di Emergente Nord ed in gara il 3 novembre per la Finale di Roma. Mentre Stefan ci fa assaggiare alcuni vini della straordinaria cantina, Matteo conferma le sue doti e il suo stile. Una cucina che è centrata sul gusto pieno, ridondante di ingredienti, tendenzialmente barocca, ma sicuramente succulenta ed appagante. Non ci sono mezze misure, ne leggerezze ricercate, ma questo non significa che i piatti grondino di salse inutili, insomma gli equilibri ci sono anche se spostati in alto nell’asticella del gusto. Noi ormai mangiamo poco e optiamo spontaneamente verso il minimalismo, e questo non è ovviamente il nostro stile preferito, però capiamo benissimo che larga parte della clientela accoglie con piacere queste ricette che per altro, come sopra detto, sono di gran gusto e alcune, come ad esempio il foie gras e i mezzi paccheri, decisamente convincenti.
Ristorazione&Ospitalità
Doveva essere un aperitivo e alla fine abbiamo avuto un lungo menù degustazione non disponibile in genere al wine bar, ma solo al ristorante gourmet (Molin a Cavalese). Una serie di assaggi di assoluto livello che confermano non solo la valenza dello chef, ma anche l’interessante evoluzione: sempre più presente il territorio con le sue erbe muschi e sentori, sempre più intrigante il risultato. Tutto più che buono con la coda in basso e lo straordinario gelato alla corteccia a chiudere la bell’esperienza. Bravo Gilmozzi, una delle migliori cucine dell’intero arco alpino.
Osteria del Dosso all’Aprica
Accogliente, piacevole, un ambiente che trasmette subito calore e simpatia, come la coppia che sovraintende il locale. Siamo al Dosso, in alto all’Aprica, a casa di Benedetta e Andrea. Lei del posto, lui arrivato dopo diventato chef quasi per caso, poi per passione. Senza presunzione offrono una cucina semplice, rispettosa della materia prima, alleggerita da sembrare quasi moderna anche se lo stile rimane tradizionale. La sala offre calore e coccole, la cucina dispensa sapori centrati soprattutto nelle carni, mentre i primi ci sono sembrati meno incisivi. Un indirizzo da non perdere transitando per questo frequentato valico.
Senza pretese, senza particolari ambizioni, eppure è stata una buona cena che ha soddisfatto tutti. Ci siamo incollati vini e bicchieri, ma al resto hanno pensato loro, la brigata della Malga, bravi in cucina ed eleganti in sala. Ottimi prodotti (anche i salumi fatti in casa, e non solo i formaggi), buona la minestra, sontuosi i claps e ottima la polenta. Insomma ha vinto la spontaneità e la genuinità.
Un bel progetto quello del recupero delle malghe dei vari alpeggi carnici, e in particolare di questa malga montasio, la più importante. Qui nei mesi estivi si offre ospitalità (una diecina di posti letti comodi), ristoro grazie alla buona cucina (vedi altro post dedicato), e si possono acqquistaare i prodotti della malga, dall’ottimo formaggio, al burro, alla ricotta, allo yogurt. Ci sono anche i maiali e una buona produzione di speck e salumi vari. Un bel posto davvero, senza pretese, ma che alla fine si rivela di grande piacevolezza.
Le anatre da Toni a Gradiscutta
Con tutti i colleghi della guida Vinibuoni eccoci in questo storico ristorante che sfiora il secolo di vita. A Toni è succeduto il figlio Aldo che ha continuato ed ingrandito quanto precedentemente fatto. Questo è un locale che ha visto tante feste e celebrazioni, dove la griglia e lo spiedo sono sempre esistiti e ben gestiti, dove la tradizione si mantiene a testa alta grazie ad una serie di piatti che non invecchieranno mai. Provate ad esempio quest’anatra muta allo spiedo con la polenta del vicino mulino ancora macinata a pietra…una vera bontà! Complimenti ad Aldo per essere rimasto fedele nel tempo a queste ricette che sarebbe stato un peccato abbandonare.
Il recupero del Castello di Buttrio è un lungimirante investimento della famiglia Felluga che non ha lesinato nulla. Oggi è una delle Dimore storiche più accoglienti del Nordest ed offre nelle (purtroppo poche) camere un ottimo confort. Molto piacevole è anche l’annessa locanda appena fuori che giudiziosamente si pone su un gradino più basso, all’insegna della semplicità, offrendo ottimi prodotti con i vini dell’azienda, sia nella bella sala interna che nel fresco dehor all’ombra degli alberi. In cucina un giovanissimo cuoco.
Cambio di Chef da Gimmy’s, e Thomas (prima in pasticceria) ora ha la responsabilità totale della cucina. Aiutato dal fratello (in gamba) Franco in sala, e dai sempre attivi genitori, Thomas sembra prendere sempre più confidenza e le ricette che ci ha presentato sono in linea con le aspettative. Particolarmente elegante e riuscito l’inizio con gli stuzzichini e il cotto-crudo di scampi ben presentati e realizzati, un pò più banale il proseguio (tonno scottato e biscotto di grano saraceno).
Carlo Sacco ha da qualche tempo lasciato al fratello Marco la titolarità e la responsabilità del Piccolo Lago, per una scelta meno impegnativa e più tranquilla. Ha rilevato questo locale storico al centro del borgo, l’ha messo su con semplicità e allegria, e qui si destreggia tra etichette a lui ben note che vanno ad accompagnare le ricette che prepara sua moglie Roberta nella piccola cucina (spaghettoni bio alle sarde e ricotta salata, merluzzo fritto al balsamico, costata alla brace). I prezzi non sono lievissimi (35-45 euro), ma la materia prima è selezionata e l’ambiente gradevole, e la clientela sembra rispondere fedele.
Presef della Fiorida a Mantello
Non solo è bella e variegata la struttura, ma anche la ristorazione. Qui siamo al Presef, il ristorante gourmet, che propone la cucina moderatamente innovativa del bravo Gianni Tarabini. Gianni è autodidatta intelligente: non se la tira, mantiene un’aria modesta, sta ben attento alle osservazioni, fa’ tesoro dei consigli. Tutte cose che aiutano a crescere ed infatti è cresciuto ed (anche rapidamente) è arrivato alla stella michelin. Le ricette che ci ha proposto erano tutte buone e sensate, in genere costruite con pochi ingredienti, un occhio alla leggerezza e uno alla presentazione, insomma quasi didascaliche. Sugli scudi le carni e in particolare l’anatra, un pò sempliciotti i dessert.
