Si chiude lo Speciality Food Festival al World Trade Center con il concorso del miglior risotto e le premiazioni delle varie gare di pizza. Siamo nella giuria del risotto, e dobbiamo dire che comunque erano tutti sufficienti, il primo alle rape rosse il più colorato e molto disequilibrato, il secondo allo stracotto accettabile, il terzo con lo sgombro il più indovinato ma rovinato da troppo olio d’oliva aggiunto alla fine. Comunque la cultura italiana è sempre seguitissima e c’è grande attenzione a quello che facciamo e proponiamo.
Redazione Witaly
L’amico Maurizio Pelli ci conduce nella vecchia Dubai in un piccolo ristorantino curdo iraqeno per mangiare un signor kebab, fatto a mano (qui in genere arrivano tutti già preconfezionati e surgelati). E in effetti la carne è buona, e il naan asciutto e delizioso. Grazie Maurizio della piccola pausa con un pò di cucina locale.
Seconda giornata del Summit al World Trade Center dentro lo Speciality Food Festival. L’area italiana è sicuramente quella più animata grazie anche alle numerose competizioni organizzate da It-Chefs. Pizza Up prosegue le sue gare declinate nelle varie specialità, mentre noi assistiamo all’impegno dei finalisti nella gara per il miglior espresso del Golfo organizzata sotto l’egida di Lavazza, e poi siamo giurati nella gara del gelato. Qui i gelati li amano molto dolci e profumati, e, curiosamente, non troppo freddi, almeno da quanto arriva a noi, ma comunque è interessante il confronto con altri stili e gusti. Gran finale nel bellissimo Westin alla Marina, uno degli alberghi più piacevoli di Dubai, dove ritroviamo il bravo Marco Legittimo, un gran professionista che tiene alta la nostra bandiera di fronte a una clientela importante e varia come quella che frequenta questo grande albergo.
E da qualche mese a Dubai è anche l’Enoteca Pinchiorri in questa nuova torre posta di fronte al Ritz Carlton e al Four Seasons, quindi in ottima posizione nel Financial District. Un’ampia sala è a disposizione di una nutrita e giovane brigata, Luca Tresoldi lo chef ha 33 anni e in sala Massimiliano Fioretti solo 25. Il menù ben equilibrato presenta una cucina semplificata (giustamente) rispetto al ristorante madre, che punta su sapori netti e chiari. Abbiamo apprezzato la sostanza del percorso nei suoi piatti più rappresentativi: l’uovo pochè ben abbinato ai topinambur, la buona spigola ben presentata nella sua copertura al sale, e soprattutto gli ottimi agnolotti con zucca e mandorle tostate. Meno ci sono piaciuti l’inizio, un toast dove il salmone poco si sentiva e la fine (le profiteroles). Ma nel complesso vale questo nuovo tentativo di cucina italiana di livello qui negli Emirati e speriamo che abbia il successo che merita.
Un grande show quello di ieri sera sulla piazza del WTC riservata per l’occasione. Oltre 400 invitati a celebrare l’Italian Food, quello vero, qui portato e realizzato da tanti chef che hanno insieme collaborato. Presenti anche le Autorità, con il Ministro Martina in prima linea, a sottolineare l’impegno del Governo a sostegno dell’alimentare italiano e la novità della Settimana di Cucina Italiana nel Mondo che si articolerà in oltre 1000 eventi, a partire proprio da questa serata che ne rappresneta il lancio internazionale. Un lavoro notevole quello realizzato da It-Chefs con Rosario Scarpato sempre attivo e infaticabile.
Primo giorno del Summit mentre arrivano chef da tutto il mondo allo Speciality Food del WTC di Dubai. Qui nell’area dei GVCI si svolgono le varie gare. C’è Pizza Up con appunto famosi pizzaioli in scena, c’è la gara della pasta, ma c’è soprattutto l’interesse di tanti operatori. Il mercato è in crescita, ma non è facile: se ne parla nel convegno che ha prorpio questa analisi come suo tema, coordinato da Rosario Scarpato.
anche Una cena piena di contrasti ma anche di interessanti approfondimenti, insomma non ci siamo annoiati al Corsaro. Ma procediamo con ordine. La prima cosa è scegliere bene la sala, da una parte si va al Fork, per una scelta più semplice dove si può ordinare alla carta, dall’altra invece si accede al Corsaro, dove l’unica alternativa sono i due menù degustazione, il primo dedicato alla Sardegna, il secondo più estemporaneo “la cucina in movimento”, ma in realtà sono poi ambedue strettamente legati alla personalità del cuoco, Stefano Deidda, figlio d’arte, ancora giovane, ma con ricca esperienza acquisita in giro per tavole famose. Dire che i piatti siano studiati è dire poco: ogni ricetta deriva da uno studio complesso, si articola in contrapposizioni, cotture mirate, filosofie di contrasti e ricerca di messaggi da consegnare al cliente, che vanno oltre il semplice assaggio. Insomma non è una cena per chi non vuole pensare e va di fretta. A noi ovviamente il gioco piace, a volte è persino una sfida che assume confini inediti in qualche eccesso voluto che facciamo fatica ad accettare, ma alla fine ci si alza incuriositi e comunque soddisfatti. Il ragazzo (perchè Stefano è tutto sommato ancora giovane) è in gamba, ammirevole per la sua evoluzione anche perchè probabilmente sull’isola il confronto è meno quotidiano che altrove. Venendo ai piatti a parte qualche eccesso sopracitato abbiamo rilevato a volte un pò troppa attenzione al dettaglio, magari ad una salsa che sfiora la perfezione, ma a scapito dell’ingrediente principale che finisce per essere un pò coperto. Ma facciamo invece molte lodi alla pulizia estetica della preparazioni, alla sapienza di alcune composizioni, alla tecnica diffusa in ogni ricetta. Le cose migliori? le precise sfiziosità iniziali, il muggine affumicato e il prato, tutti piatti di assoluto valore.
E come ogni anno, da 25, rieccoci a Merano, per il Wine Festival, ma anche per la guida Vinibuoni d’Italia che come consuetudine viene presentata nel Teatro Puccini. Grande festa per tutte le corone, indovinati i vari premi, e una bella chiusura con la degustazione di ben 700 vini!
L’Italia quando c’è l’emergenza si dà da fare. L’ulteriore conferma ci arriva da Vicenza dove, dietro al coordinamento dell’infaticabile Roberto Astuni, tutti o quasi tutti hanno risposto positivamente. Così all’appello: aiutamo Amatrice, ecco che arrivano in tanti ed è questa la cosa migliore. Va benissimo quando arriva il megaassegno di un facoltoso miliardario (vedi Mr Facebook), ma secondo noi è un segnale ancora più positivo quando sono in tanti e quando questi tanti sono per giunta anche abbastanza lontani dall’evento. Significa che l’Italia quando vogliamo può funzionare. Tornando alla serata, il primo plauso è per la location (dentro al bellissimo Museo Civico), il secondo è per l’aver radunato tanti operatori, appassionati, produttori per questa raccolta di fondi. Nel nostro piccolo abbiamo presentato questa serata, abbiamo ancora una volta condiviso emozioni e racconti, specie con i due bravi ristoratori giunti da Amatrice per l’occasione.
Certo, la sala è un pò triste e datata, in cucina le approssimazioni non mancano, ma teniamo presente dove siamo, in un piccolo paesino “un pò qualsiasi” del Campidano, ed è indubbio lo sforzo di qualità nella ricerca e presentazione dei piatti che Alberto Sanna riesce a proporre. Per altro è molto giovane e secondo noi potrebbe anche crescere se riuscisse ad andare in giro per il mondo ad acquisire più esperienza e tecnica. Con tanta passione ci ha presentato un lungo menù dove il piatto più bello è il polpo del quale va’ giustamente fiero, quello migliore l’insalatina di calamari (solo un pò unta), e prima e dopo tanta voglia di fare.
