Di Luigi Cremona

Tredici a Roma

Due amici dei banchi di scuola, Francesco Brandini e Roberto Bonifazi, poi diventati tre con l’aggiunta di Daniele Gizzi, dopo varie interessanti esperienze eccoli ad aprire il loro locale. Per altro un tempo già ben conosciuto come Benito al Ghetto. Sono bravi e non superstiziosi, le due vetrine di affaccio hanno i numeri civici 12 e 14, e loro hanno tirato fuori il 13 per dare nome al locale. Rispetto a prima piccoli cambiamenti nell’arredo per dare maggior respiro e tono, ma senza alterare troppo l’impostazione originaria di trattoria di quartiere. E’ la cucina che invece mostra qualche ambizione, ma anche qui senza alzare troppo la voce. Il menù è , misurato, le voci richiamano prodotti usuali e tranquillizzano l’avventore. Poi però lo sforzo per dar vita ad un piatto più contemporaneo attento e leggero c’è sia nella presentazione che nelle varie cotture degli ingredienti, e si apprezza. E ci vuole coraggio per presentare a Roma un agnello come quello offerto. Complimenti quindi, poi avendoli vicini, aspettiamo anche il cambio di stagione.

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