Gazza Ladra a Modica

Tanti anni fa eravamo andati con Paolo Parisi al Tapiro Verde di Lari (vicino Pisa) e ci aveva colpito questo giovane chef, David Tamburini di Empoli, in cucina con la sua moglie giapponese (ora si sono separati). Poi l’abbiamo perso, ma nel frattempo lui era andato da Leeman e Lopriore, come dire due tra i nostri più intelligenti chef. E i risultati ora si vedono. Era già promettente allora e oggi sfoggia una cucina di gran livello, elegante con colpi di classe. Un’altra perla che si aggiunge alla ricca scelta della zona e rende Modica ancora più attraente. Sia lode a David, ma anche a Paolo Failla, il proprietario, che con lungimiranza e coraggio tanto ha investito per fare del suo Palazzo una sosta di riguardo. L’obbiettivo è centrato e speriamo che il successo conforti queste scelte.  Ci godiamo nel frattempo l’eleganza del porro in cartoccio, la bontà povera della spuma di  patata nella sua buccia, il gran sapore del sushi di terra, la curiosità delle linguine con cagliata di mandorle, la rivisitazione della pasta con le sarde, la bellezza della pescatrice in bianco e nero e la bontà golosa del quasi arancino. Tra tante ricette riuscite due colpi a vuoto: la seppia ricostruita che ha perso la sua essenza e il coniglio che scivola in bocca. Ultima lode al servizio del giovane Salvo.

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