Essenziale a Firenze

Figlio di ristoratori che si sono sempre distinti per la qualità (PapaBaccus a Roma), Simone ha la cucina nel suo DNA, ed ha poi seguito un suo percorso molto originale. Ama la Toscana, ma è attratto dal mondo e, nonostante i suoi 31 anni, quindi giovanissimo, ha fatto esperienze significative a Tokyo e New York, per rientrare poi sempre nella sua Firenze dove adesso ha aperto, con Massimiliano Vitali (in sala) questo bel posto, dove un tempo era Pane e Vino, locale tranquillo di buona cucina più tradizionale. Ora il salto in avanti è notevole, nella direzione di una cucina d’avanguardia, aperta alle contaminazioni, al trompe d’oeil, alla giocosità, all’imprevisto. Non ci si annoia di certo, anche se poi, rischiando quasi su ogni piatto, è ben difficile a soli 31 anni centrare equilibri e padroneggiare con disinvoltura abbinamenti dissacranti. C’è un’idea buona od originale in quasi tutte le ricette; poi un ingrediente di troppo, una salsa troppo coprente, un eccesso di complicazione non fanno raggiungere il risultato ottimale. Resta comunque intatta l’alta potenzialità di questo giovane chef (già vincitore qualche anno fa nel nostro Premio Emergente), che deve, almeno secondo noi, senza fretta compiere la sua evoluzione non tradendo le sue inclinazioni, ma irrobustendo e semplificando la costruzione delle sue idee.

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