Capodanno all’Osteria Magona, come dire che iniziare meglio di così è difficile. E’ un’Osteria dove si fanno i numeri, come è giusto sia quando si hanno gli spazi necessari, ma anche tanta qualità. Carne di Dario Cecchini e non solo, grandi frollature, orto di famiglia, cantina eccellente visto che qui siamo a Bolgheri tra Ornellaia e Sassicaia (ci si può andare anche a piedi). Ma non basta, qui il formaggio viene fatto in casa con stagionature e pezzature inusuali, come anche il prosciutto (imparata l’arte a Langhirano). Omar Barsacchi, chef e titolare può veramente essere considerato un esempio virtuoso, ed infatti la risposta del pubblico non manca ed il locale è abitualmente sempre pieno. A Capodanno c’è anche un operatore del TG1 e ringrazio Anna Scafuri, brillante giornalista di economia che sa cosa è il cibo buono, dell’intervista realizzata, ed ovviamente stringata visto le esigenze televisive.
Viaggi&Territori
Ben venga l’alta qualità della cucina nei nostri musei. E’ una bella notizia sapere che al MART, il museo di arte moderna di Rovereto, oggi c’è uno chef del calibro di Alfio Ghezzi. Ha aperto da poco, ma già possiamo consigliarlo a tutti. E’ davvero una bella esperienza assaggiare il suo menù al piano terra del museo in uno spazio ampio, diviso tra bistrò e gourmet (il primo aperto a pranzo il secondo la sera) con un servizio giovanile e attento (di Mirko Rossi e Umberto Girotti). Subito accolti da un inizio esemplare fatto di corteccia di carote, profumo di funghi e grano saraceno, poi via via una serie di piatti di grande spessore, sapiente tecnica, sapori di territorio. Un’esperienza davvero godibile dove il vertice è conteso tra la carota, più volte protagonista e dei plin sontuosi, mentre dall’altra parte solo la faraona ci è parsa un po’ gommosa e meno convincente. Alfio Ghezzi in sintesi è partito molto bene e Rovereto è fortunata ad averlo in casa in un angolo così prestigioso.
La parola d’ordine è: mescolare i vari generi. Ed ecco quindi che un bel locale di design (arredo mobili ed oggetti) ospita una degustazione di Champagnes accompagnata da alcuni prodotti selezione Capecchi, per un incontro informale elegante e sicuramente piacevole. Meriti che vanno condivisi tra Raffaelle Cappiello, titolare dell’attività e Emiliano De Venuti di Vinoforum.
Dopo varie formule non tutte felici è partita alla grande questa nuova Riserva in una zona ricchissima, per altro, di valide alternative. Il locale fa parte della galassia della famiglia Lisi (Pierluigi). La formula piace, un mix di Italia e Brasile, con tanta carne e porzioni generose. Il locale si presenta indubbiamente bene, forse un pò troppo visibile dalla strada e con una musica sudamericana un pò sparata, però l’interno è accogliente, l’american bar propone cocktails che tirano molto, il servizio di sala è elegante giovanile e di bell’aspetto, sotto la guida sicura dell’esperto Giorgio Zancolla. In cucina troviamo il simpatico Paulo Aires, ormai largamente naturalizzato, che per l’appunto propone questa cucina un po’ fusion che insiste sui sapori forti, in genere dolci, non lesinando marinature e salse. Il tutto è succulento, piace al goloso e in particolare al carnivoro che trova nelle preparazioni di carne (dry aged) alla parrilla il punto di forza.

dall’esterno

al bar

il tavolo

sala vista cucina

guacamole fatto al momento

ottimo

vino spagnolo

pane fatto in casa

scaffali con bottiglie

il frigo della carne

la griglia

Paulo Aires con la sua brigata di cucina

tacos di gamberi con guacamole

tacos di cerdo (pancia del maiale) con pico de gallo (peperoncino) e guacamole

capesante con carote, terra di olive e salsa di patate dolci

polpo arrosto con fagioli quinoa e coulis di prezzemolo e basilico

linguine con cannolicchi okra salsa denzero e menta

da vicino

dessert mascarpone guava e cioccolato

pasticceria

il servizio di sala

La RIserva
30 anni di ristorazione e di successi che hanno fatto conoscere questo borgo piccolissimo e un po’ sperduto a tantissima gente! La Palta era nata come bottega del paesino, Bilegno, una piccola frazione dell’entroterra piacentino. Si vendeva un po’ di tutto e magari anche qualche panino veloce per l’occasione. Poi hanno iniziato pian piano a cucinare, poi è arrivata Isa Mazzocchi, poi è giunta la notizia che nel territorio c’era uno chef bravo che faceva anche scuola di cucina. I meriti vanno a George Cogny? Lui era un grande chef di sicuro, ma crediamo che Isa sia stata la sua migliore allieva e quindi i meriti vanno almeno condivisi. Ma Isa non è da sola, ha saputo attorniarsi da una bella brigata e in sala la sorella ed il cognato Roberto si sono dimostrati altrettanto bravi. Insomma dietro il successo della Palta sono in tanti. E, la cosa più bella, è che continuano senza fermarsi. Abbiamo trovato una Palta ristrutturata e più elegante, e non basta, nel futuro prossimo ci sono altri investimenti ed allargamenti dell’attività. Insomma non è un locale, ma è un progetto in evoluzione. Noi l’abbiamo seguito fin dall’inizio, non ci siamo venuti spesso, ma l’abbiamo sempre sentito e seguito. Spesso in compagnia, una volta con il mitico Beppe Severgnini che era alla ricerca di uno chef donna contemporaneo, ora con Roberto Tosca, un gentiluomo dal palato fine. Ed è sempre un piacere, perché a Roberto non manca la vena nel porgere il vino che fa la differenza e ad Isa quella di servirti una ricetta che fa pensare. Questa volta è stato il cuore appena scottato con i fagiolini tardivi dell’orto. Isa secondo noi quando volge lo sguardo indietro più che in avanti, sa suscitare le giuste emozioni.

ingresso

la bella sala

il tavolo bel illuminato

esterno verde

Roberto Gazzola, Roberto Tosca, Monica Mazzocchi

con Monica e Roberto

grissini

il pane

un ottimo inizio

grandi profumi e ampiezza

fegato grasso in brodo di giuggiole

da vicino

insalata di broccoli con polpetta di castagnaccio

da vicino

porcino e tuorlo d’uovo con fonduta di toma

da vicino

altro buon vino

la sfoglia

ravioli di riso tra oriente e occidente

un altro abbinamento

la lepre ai 7 pepi con rapa rossa e prugne secche

da vicino

il cuore scottato con fagiolini dell’orto e amaranto

da vicino

un dessert goloso

cremoso al guanaja con uvafragola e cialda croccante

da vicino

un ottimo vino dolce

la pasticceria

Isa con la brigata di cucina

tutti insieme!

30 anni! complimenti
Siamo nel quartiere top di Pechino, di fronte è il Four Seasons (dove tra l’altro lavora Aniello Turco, ottimo chef italiano), accanto il miglior ristorante di Pechino, Xin Rong Ji, tre stelle con un ottimo rapporto prezzo qualità. Il Bulgari Hotel è elegante, non massiccio come altri alberghi, contenuto (per la Cina) nelle dimensioni, solo un centinaio di camere e un ristorante, Niko Romito, come per altro negli altri alberghi Bulgari in giro per il mondo. Grande è l’eleganza del contesto, minimale la mise en place, curato il servizio, bellissimo il bar con un banco degno di lode, e ben attrezzato, dove conosciamo il giovane e bravo direttore: Antonio Saponara. Il menù ripropone alcuni piatti classici di Niko (come ad esempio l’antipasto italiano) e si concede con misura qualche libertà. La linea è quella del “confort food”, piatti classicheggianti, ma ben eseguiti, basati su ottime materie prime, privilegiando quelle che piacciono comunque a tutti (astice, caviale, gamberoni ecc..). Il tutto ben eseguito, visto anche comunque le difficoltà dell’ambiente che ha le sue regole (esempio pasta non troppo al dente e senza sale, cotture non troppo spinte cercando di evitare caramellizzazioni e così via) da Riccardo Delgrossi e Antonio Borriello che abbiamo appunto conosicuto per l’occasione. Il piatto migliore? I sontuosi spaghetti con gamberi rossi, direte che è facile, ma comunque erano buonissimi. Meno ci ha convinto invece un dessert alle castagne un pò monotono e senza contrasti evidenti.
Merita la visita quest’ Opera Bombana a Pechino per tanti motivi. La cornice è sensazionale: il Parkview Green è un boutique hotel (piccolo, con Opera Bombana che ne segue il servizio di food&beverage), ma soprattutto un grande centro commerciale pieno di opere d’arte contemporanee, legate in genere a figure di animali piuttosto vistose e colorate. L’estroso titolare ama anche (come non capirlo?) Marilyn Monroe, e le sue foto ricorrenti sono un altro motivo di attrazione. Qui Bombana ha due locali, la Bakery e l’Opera, il primo ovviamente per il pane, il secondo per una ristorazione che vuole essere meno sofisticata di 8 e mezzo (gli altri tre locali di Bombana a HK, Macao e Shangai per un totale di 6 stelle michelin, che diventano 7 con Octavium sempre a HK). I ristoranti di SHangai e Pechino vengono coordinati da Gianluca Fusetto (F&B) e Riccardo La Perna (Corporate CHef). L’Opera Bombana è un locale che colpisce per la verticalizzazione, gli spazi ben mossi, l’accoglienza e il servizio. La direzione è affidata a Valentina Battagello (chapeau!) e a Stefano Monte, in sala Manuel Montesano, e in cucina Eugenio Iraci e Filippo Mazzanti ai dessert. La cucina percorre con maestria il filone classico degli ingredienti di prestigio, dall’astice all’abalone, dal wagyu al tartufo copiosamente servito in numerose ricette. Non è una cucina per chi cerca l’avventura, ma di certo è una cucina che piace, con poche sbavature. Il piatto migliore? secondo noi i cavatelli e la carne wagyu se lo contendono, il meno convincente i tajarin un po’ brodosi. Da segnalare anche il buon finale con l’appassionato pasticciere Filippo Mazzanti che ce la mette tutta e si difende più che bene. Ringraziamo anche per l’accoglienza e la cortesia, ci hanno omaggiato anche del buon panettone fatto in casa.
Altro evento sul panettone, questa volta siamo a Roma e sono presenti le migliori pasticciere della città. Lo spazio è quello, bellissimo, recentemente acquisito da Rossano Boscolo che lo ha ulteriormente valorizzato con la sua straordinaria collezione di oggetti e libri legati al mondo della cucina e della pasticcieria in particolare e siamo proprio di fronte al Circo Massimo. Assaggiamo ben 17 panettoni tradizionali e altrettanti al cioccolato e vince la pasticcieria Gruè, un moderno locale aperto da non tanto tempo ma che si sta facendo notare sempre di più con merito.






















































































































































































