La birreria è bella ed antica, le radici risalgono all’epoca delle beghine che, curiosamente essendo donne, avevano ottenuto il permesso di fare la birra (e inoltre non pagavano nemmeno le accise). Oggi tutta l’area è monumento nazionale, ma si continua a fare ottima birra praticamente artigianale, ma per far quadrare i conti si aono aggiunte le attività collaterali che abbiamo mostrato nell’altro post e inoltre si è iniziata la produzione di un buon whisky che ricordiamo si base largamente sugli stessi ingredienti di una buona birra, primo fra tutti il malto e un’ottima acqua. E’ interessante la visita della struttura, resa anche divertente dalla piacevole guida di Kris Deckers che ringraziamo.
Prodotti&Vini
E’ forse il caseificio principe della regione, dove si è impostata da anni una rigorosa politica di qualità, nell’ambiente, nella pulizia del laboratorio, nel perseguire il biologico, nell’affinare una linea di forma anche grandi a lunga stagionatura. E i risultati si vedono: è lunga la sequenza degli attestati ricevuti, è una conferma l’assaggio di qualche forma che il casaro ci propone. Sorpresa: anche lo yogurt di pecora ha una morbidezza esemplare. Complimenti a questa famiglia che interpreta al meglio il proprio mestiere.
Max da tanti anni offre una buona cucina di territorio grazie alla valenza non da poco di Salvatore Murano, chef ormai di lungo corso. Da un anno si è trasferito in questa struttura più ampia dove potrà mettere a fuoco una serie di iniziative: in futuro anche le camere, per ora una enoteca attiva e importante che già offre una bella panoramica dei vini della zona. E proprio qui incontriamo due aziende emergenti, di biologico non ufficiale ma spontaneo, con una produzione limitata di poco più di 10000 bottiglie divise in poche etichette. Il rosso di Arcuri ha una brutta etichetta, ma la sostanza c’è tutta ed esprime il frutto di una vecchia vigna coltivata ad alberello. Cote de Franze, un nome curioso che invece è quello della zona da cui vengono i vini, ci offre un bianco di ottimo rapporto prezzo qualità, fresco e pulito e un rosso anche questo derivato da una vecchia vigna ad alberello di alta densità di impianto.
Poco distante da Catanzaro verso la costa jonica ecco un angolo verde sereno discosto e tranquillo: siamo nell’azienda Salazar dove si producono buoni formaggi di latte di pecora e di bufala. Azienda che ha un bell’orto e che un domani oltre a farci assaggiare i latticini potrebbe proporre anche qualcosa di più.
Antonio Abbruzzino ci porta a vedere due botteghe veramente interessanti anche se caotiche. La Premiata Salumeria è piccola, ma Oreste Colicchia è riuscito a riempire ogni piccolo spazio di prodotti interessanti del luogo e non. Colavolpe è più grande, una vera distesa di frutta e verdura affascinante dove si destreggia con abilità Lello Fera. Complimenti a questi efficienti Bottegai che tengono alta la qualità della città.
Dolcemente Gioiosa Jonica è una manifestazione dedicata al dolce che si svolge prima di Natale e che abbiamo (di poco) mancato. Certo è che nella bella cittadina non mancano le pasticcerie, alcune sono storiche, altre moderne, curiosamente due tra le più note hanno anche le camere, il che è sicuramente insolito. Sono la pasticceria Gatto e Panuccio che qui mostriamo.
Mammola è la città dello stocco (tra stocco e baccalà in Italia ce ne sono parecchie), e oltre una dozzina di ristorante accolgono specie il weekend migliaia di visitatori. Visitiamo un bel laboratorio che fornisce la materia prima e assistiamo alla preparazione della ricetta tipica alla Taverna del Borgo di Nunzio Pisano.
Giovane appassionato ed esperto Saverio Zavaglia ci mostra con giusto orgoglio il suo frantoio, un vero piccolo gioiello dove tutto è curato nei dettagli. E il risultato si vede nell’assaggio dei suoi oli, che nonostante la pessima annata, offrono una bella gamma di sapori passando dalla pungente messinese alla mandorlata geracese.
Sapri merita anche senza Enzo Crivella, certo è che Lui aggiunge alla bellezza naturale del luogo, la certezza di trovare qualcosa di buono: in estate soprattutto i gelati per i quali ormai è diventato famoso, in inverno èancora meglio secondo noi perchè ha più tempo per dedicarsi a tante prelibatezze e offrire al cliente le sue mirabili selezioni. Una bella sosta davvero.
