Stupire con il semplice (apparentemente), con gli ingredienti più comuni, vestire d’eleganza cibi altrove dismessi, ottenere sapori così netti e puliti che ti chiedi come mai nessuno ci aveva mai pensato. Ogni volta che qui veniamo, e sono ormai quasi 12 anni, ci domandiamo come farà Pino a trovare il percorso più logico e puro nella banalità logora della cucina tradizionale.
Porzioni Cremona
Il riflesso del neon copre un poco l’ Ipad incastonato nello speciale “piatto di supporto” che sostiene il dessert. Il video racconta illustra e spiega il non semplice dessert che Antonino Maresca, il bravissimo pasticciere del Mosaico, ha preparato e servito accanto all’Ipad.
Con Nino di Costanzo la perfezione estetica raggiunge l’ apice, l’ attenzione al dettaglio pure. Non è solo questione di assemblaggio o presentazione degli ingredienti, l’attenzione parte da lontano.
L’Hotel Manzi è una struttura articolata e appariscente che trova nel centro benessere e nella ristorazione i suoi punti di forza. La cucina su due livelli è diretta da Nino di Costanzo, che riesce a conciliare una fantasia napoletano con un rigore svizzero. Come farà de lo chiediamo spesso, ma quello che importa sono i risultati: eccellenti.
La razza di vacche agerolesi ha rischiato l’ estinzione per la scarsa produzione di latte rispetto alla frisona, anche se è di contenuto di grasso superiore e di migliore qualità organolettica.
Un bell’ agriturismo dentro una storica limonaia: Il Giardino di Vigliano a Massa Lubrense. Qui sopra le tettoie di ricovero delle “pagliarelle” che servono a creare un riparo (un tetto) alla limonaia nella brutta stagione. E questa limonaia ha anche un perimetro recintato, alberi vecchi di oltre due secoli e un panorama d’incanto. Solo poche camere da prenotare con largo anticipo.
Vico è cittadina felice e fortunata e la Festa della Ristorazione dura tutto l’ anno grazie all’ accumulo di luoghi piacevoli dove si mangia ad alto livello, dal gelato alla pizza, dal babà alla cena completa.
Si rinnova la Bastiglia di Spello. Nuova cucina a vista, spazi più eleganti e luminosi dentro, meno coperti. E accanto al piccola Osteriglia (menù più semplice e veloce) cresce per ambientazione e proposta.
Villa la Vedetta vanta già un passato di ristorazione, ristorante Onice, importante con uno dei migliori chef (per capacità e carattere) che abbiamo incontrato nel nostro girovagare: Andrea Accorsi.
C’è la storia, circa mezzo millennio e non è poco; c’è il territorio, quello trentino naturalmente; c’è la voglia di riproporlo in modo più elegante e con i tempi senza tradire il punto di partenza.
