Ninetta, mamma di Lina e Carmine Sastri, era una signora cuoca, come tante altre “mamme” di Napoli. E l’antico bon ton di casa Sastri rivive splendidamente negli spazi curatissimi di questo locale gestito da Carmine con il figlio Francesco, dove talvolta anche Lina si affaccia tra una tournèe e l’altra. Bello l’ambiente, l’atmosfera e la cucina supera la prova con un fritto leggero, con una genovese buona (ma molto impegnativa), con una pizza di merito. La Casa di Ninetta a Napoli, vicino a piazza Vittoria.
Porzioni Cremona
A pochi metri dalla storica cinta muraria, si entra in un bel viale per ritrovarsi in una serena oasi tranquilla. Una sala accogliente, una terrazza affaccia sulla copiosa acqua che scende dai monti. Hanno un orto e una piccola produzione in proprio, i salumi dei maiali di casa, e ovviamente una cucina: Lui in sala e Lei ai fornelli, senza pretese e ambizioni, ma il risultato è alla fine appagante: Podere Rega a Paestum.
Le pendici del Vesuvio sono ancora un territorio tutto sommato vergine per la ristorazione di qualità, eppure storicamente da Pompei alle ville del miglio d’oro, non è mai mancata la qualità della vita. Ancora oggi qui a Bellavista sono numerose le belle dimore a testimonianza di un passato fastoso. Il presente è meno brillante, ma le potenzialità ci sono tutte. In pochi chilometri c’è una popolazione pari a quella delle grandi città senza una ristorazione che vada oltre la pizzeria, salvo le poche eccezioni di Viva lo Re, e il Poeta Vesuviano.
La Principessa a Castellabate
Confessiamo di non aver visto Benvenuti al Sud, ma gli diciamo grazie, perchè sta facendo rivivere questo bel borgo arroccato in alto con il mare sullo sfondo. Qui è stato infatti in larga parte girato il film, e questo ristorante ha avuto parte in causa. Siamo a Villa Tamara, una residenza ospitale con qualche bella camera, e con questo piccolo ristorante con veranda e panorama. La Principessa. Semplice, senza particolari ambizioni, ti fa sentire un pò come a casa e sembra dirti “benvenuti al sud”.
Due fratelli giovani ci fanno scoprire questo borgo nascosto all’interno del salernitano andando verso l’Irpinia. Qui sono nati e qui vogliono costruire la loro vita professionale. Hanno il nobile esempio della Locanda Severino a Caggiano, che dimostra come il confine sud della ristorazione di qualità campana possa avanzare. Aiutiamoli perchè se lo meritano, e anche perchè gli euro in più della benzina saranno compensati a vostro favore dal ridicolo prezzo del menù.
Riapre il Caffè delle Mura, un locale storico in un posto tra i più belli che si possano pensare. Un’occasione per ritornare a Lucca dove è sempre un piacere camminare. L’amico Lido Vannucchi ha seguito l’avvio, dentro e fuori c’è da scegliere dove stare meglio, e c’è da scegliere pure la formula: gourmet o easy da bistrot. Giudiziosamente si parte con pochi piatti, molta professionalità, tanta buona volontà e voglia di fare. Qualche tassello è ancora da sistemare, ma hanno aperto da poco, e quindi ritorneremo, tanto a Lucca è un vero piacere!
Alto, domina la vallata di Fabro, questo bellissimo Castello un pò isolato e circondata da un largo bosco. Lo conoscevamo da tempo e qui avevamo già mangiato , allora lo chef era austriaco (e della Baviera la proprietà). Oggi qui ritroviamo Heinz Beck , che ricordiamo oltre alla Pergola di Roma, ha la responsabilità di un ristorante a Londra e la consulenza di uno a Pescara. Insomma un Beck in piena forma e voglia di crescere nonostante i tempi non certo allegri.
Una bellissima ristrutturazione di una vecchia dimora rurale ci offre l’opportunità di visitare questa Villa Il Palagio di Alessandro Becagli. Un residence per la camere che in realtà sono miniappartamenti, moderni e confortevoli, una bella piscina, la fashion valley a fianco (per chi non lo sapesse così si chiama la serie di outlet delle più note firme della moda che si affiancano tra Reggello e Rignano sull’Arno). La cucina è ragguardevole, grazie alla bella mano del giovane chef e alla consulenza di Peter Brunel.
Il veneto dà segnali positivi a ripetizione, un buon segno veramente. Nicola Dinato non è certo una sorpresa, lo conosciamo da tempo, ma vuoi per una cosa o per l’altra, finora non era riuscito a decollare. Oggi si presenta con un locale tutto suo, e che locale! Parcheggio parco cucina a vista danno cornice e spessore ad una cucina che da un punto di vista tecnico sfodera l’esperienza conquistata da Ferran Adrià, dai Roux a Le Gavroche e da Alain Ducasse.
Sulla bella piazza del centro storico si apre questa Locanda, da poco riaperta al pubblico con veste nuova. Qualche camera confortevole e sotto al ristorante una cucina di pochi piatti, accattivanti, comunque si percepisce la voglia di fare. In cucina Luigi Granzotto, esperienza formativa importante, con Massimiliano delle Calandre. Ambiente giovanile, e ben presente: la sera del sabato non si entra nemmeno (esperienza personale).
