Porzioni Cremona
la Buca e l’Osteria del Gran Fritto sono da anni tra i locali più frequentati della riviera. Merito dell’alternativa pratica o elegante che sanno offrire, della piacevolezza dell’ambiente e della professionalità dei Bartolini, Stefano con il figlio Andrea, da non confondersi con l’Enrico del Devero.
Una carriera lunga quasi 30 anni. Negli anni ottanta l’abbiamo conosciuto, Vincenzo Camerucci, alla Grotta di Brisighella di Nereo Raccagni, uno dei primi locali innovativi della ristorazione italiana allora in embrione, e poi a Rimini e Cesenatico dove è stato per anni l’emblema dei giovani ristoratori della Romagna e non solo.
Un locale storico di Pesaro riapre e ci sembra che riapra anche bene. Siamo doppiamente contenti. Venivamo qui tanti anni fa quando c’era Franco Ridolfi un professionista della ristorazione, e anche quando la nuova generazione, i fratelli Luca e Fabio, hanno preso in mano le redini dell’attività. Loro da tempo sono a Portoverde (Paradise) e questo bel locale di Palazzo Baldassini nel centro storico era rimasto tristemente chiuso per essere riaperto da due ragazzi Daniele e Matteo, in due meno di 50 anni, allievi di Marchesi e Uliassi! Auguri, se lo meritano.
Alberghi così ce ne vogliono se la costa adriatica vuole crescere e stare a pari con i tempi. Un 5 stelle ad alto confort con solo le camere un pò piccole. Piacevole è l’area dedicata alla ristorazione che si divide in un bistrot allietato da musica nel fine settimana e un ristorante dalle linee classiche e moderne. Anche la cucina è professionale, affidata ad uno chef esperto, ma si rischia poco e si preferisce andare sul tradizionale sicuro. Insomma ci sono le premesse , servirebbe uno sforzo supplementare che, capiamo, di questi tempi non è poi facile farlo.
Due settimane di sci di fondo in val di Fiemme. Nelle gare andiamo male, ma ci riscattiamo a tavola: alla sera il villaggio di Campagna Amica della Coldiretti viene preso letteralmente d’assalto, si alternano nelle due settimane le regioni d’Italia offrendo un bello spettacolo di varietà di prodotti e ricette tipiche. Non semplice la gestione del tutto, il merito è sicuramente di tanti, e lode in particolare a Graziano Lozzer che si è veramente impegnato al riguardo.
Un posto che non ti aspetti ed è proprio dietro l’angolo, cioè dietro il frequentatissimo canale di Cesenatico, nella vecchia piazzetta delle conserve dove appunto un tempo si conservavano con il ghiaccio o il sale pesci e generi alimentari. Ci sono ancora i segni delle buche e qualche piccola casetta risparmiata dal tempo, e al mattino i banchi del mercato.
Borgo dei Mugnai a Tornimparte
La chiesa di San Panfilo è uno dei tanti capolavori poco conosciuti, e merita da sola un viaggio. Ma Tornimparte offre anche un’opportunità golosa, questa Locanda (senza camere) in posizione un pò nascosta in una della tante frazioni in cui si divide il comune. Dentro due livelli, sotto è la cucina, sopra un’ampia sala divisa in due parti con pochi e distanziati tavola. A guidare il tutto sono in due: Stefano Censoni in sala, che Vi sorprenderà con qualche bella bottiglia, e Serenella Deli che non è da meno in cucina. Una foto alla parete con Gualtiero Marchesi ricorda uno stage di qualche anno fa che le ha segnato la vita.
Prata d’Ansidonia, un piccolissimo borgo di un Abruzzo ancora martoriato. Poche case abbandonate ricordano la bellezza del posto e c’è, fortunatamente, chi non si arrende e tenta il recupero. Pasquale (Lino) Guarascio è un oste tosto che cerca di utilizzare le circostanze per lanciarsi, eccolo così portare al successo questa Osteria (ben costruita e quindi non danneggiata dal terremoto) e intorno pian piano recuperare altri locali dove aprirà cantine e camere.
