Luna sentada (seduta) …mariner in piè (marinai in piedi, perchè in genere con la luna calante il mare è calmo e i marinai possono rimanere in piedi sulla tolda). Un vecchio proverbio veneziano dà lo spunto al giovane Ermanno Sguoto, titolare, di riproporre un ipotetico viaggio in Asia attraverso spezie, sapori e gusti anche lontani. Il locale è piccolissimo ed accativante, il viaggio nei sapori (completo di vassoio con 6 assaggi, piatto di mezzo e dessert a 35 euro) è abbordabile, anzi conveniente visto i prezzi di Venezia, e infatti è difficile trovar posto. Un locale dove non ci si annoia e che rappresenta una delle poche novità in città.
Porzioni Cremona
Con il cambio degli chef al Metropole e al Bauer la ristorazione veneziana ha sicuramente perso di immagine, rimane per fortuna il Quadri, e intorno tanti locali dove comunque si fa un’ottima cucina tradizionale. Pensiamo a Fiore, al Covo, alle Testiere e altri ancora. Rara è invece una proposta più contemporanea e dobbiamo lodare l’impegno di Gianni Bonaccorsi al riguardo, in questo piccolissimo Ridotto, che grazie ad un intelligente e bellissimo arredo sembra anche più grande, dove si propongono ricette a volte anche rischiose e innovative. Gianni è anche titolare dell’adiacente e famosa enoteca Aciugheta, frequentatissima e si avvale della grande cantina per proporci abbinamenti altrettanto intriganti. A complemento al tavolo troviamo Andrea Lorenzon, figlio del celebre Mauro, una promessa della sala.
Il nuovo Hotel Gritti a Venezia
Oltre 35 milioni di euro per il solo restauro non sono pochi, e il risultato si vede. tappezzeria e cristalli, specchi e lampadari, mobili e drappeggi, oro e argenti accompagnano il cliente lungo camere, salotti e corridoi. Con qualche novità: la bella terrazza recuperata sul tetto, la nuova spa al piano di sotto e una novità funzionale: le barriere per l’acqua alta. E’ stata mantenuta la famosa scuola di cucina, non abbiamo invece notizie certe sulla ristorazione salvo che è affidata allo chef Daniele Turco. Il direttore è invece persona nota a tutti nel settore: Paolo Lorenzoni, che unisce la verve romana ad una lunga esperienza nel campo degli alberghi di fascia alta.
Aveva lasciato un’ottima impressione Marco Mengoni ad Emergente Centro lo scorso anno a Firenze. Ora, dopo aver avviato con Simone Bartolozzi (al quale si deve l’ottima carta di vini) questa impegnativa struttura, si ritrova a gestire il ristorante da solo. Un lavoro non da poco, ma il ristorante si presenta sicuramente bene, ha un retrogiardino spettacolare proprio sotto le mura del centro storico, un privè al piano di sopra e una cucina ben attrezzata. Insomma è una bella occasione che speriamo Marco saprà sfruttare. L’esperienza maturata con Marco Bistarelli, Marco Stabile e Antonio Guida gli servirà sicuramente, la selezione degli ingredienti utilizzati e segnalati nel menù è encomiabile, i prezzi sono giudiziosi, manca qualche ritocco alla sala, mentre la cucina scorre già piacevole e intrigante, scivolando solo nel finale dolce.
Quest’allievo di Carlo Cracco, Valentino Cassanelli, ha parecchie carte da giocarsi nella sua carriera di chef. E’ giovane e simpatico, sta in un posto di prestigio, ha tecnica ed estro. La prima volta, qualche mese fa, ci aveva persino più impressionato, ma anche recentemente abbiamo avuto conferma delle sue doti con un menù assai vario, ambizioso e rischioso e comunque coniugato abbastanza bene. Non c’è due senza tre e la terza volta scioglieremo le riserve, ma già possiamo assicurare gli appassionati che qui non si annoieranno. E anche la struttura, l’Hotel Principe, che ospita questo ristorante, non passa inosservata: bella moderna funzionale e in estate offre una grande piscina e una magnifica roof terrace. Direttrice: Cristina Vascellari.
Un topo in cantina, nella nostra casetta maremmana…guarda un pò che cosa ha cercato di bere: il brunello di Brunelli! fior di intenditore. Il brunello (perfettamente intatto) ce lo siamo bevuti noi e dopo la Pasqua è stata festeggiata con la colomba di William Zonfa, uno chef bravo e modesto de L’Aquila, che è bravissimo anche con i dolci lievitati. Grazie William, e auguri a tutti.
Esiste da qualche tempo, prima a Capena, alla periferia di Roma e poi qui poco distante da piazza Fiume, in una via più tranquilla. Piccolo dehor in stagione, privè al piano superiore, arredo abbastanza curato…insomma si presenta completa e con qualche ambizione. Dentro una brigata giovane che ci accoglie con una serie di piatti un pò banali, ma poi sale un pò di tono. Il piatto migliore? l’anatra, ovviamente, ma da una brigata giovane e motivata ci attendiamo qualche rischio in più. Abbiamo saputo proprio in questi giorni che lo chef è cambiato, saremo curiosi e felici di scoprire quanto prima, le novità in merito.
Il lievito madre appassiona gli esperti e gourmet in misura crescente, pane e pizza sono sempre più argomento di discussione e differenziazione, e si allunga ogni giorno la schiera dei fans. Uno dei protagonisti di questo scenario è senza dubbio Renato Bosco, cresciuto in una terra eletta (infatti a Verona è ben radicata la cultura del lievito madre anche se più ai fini dei dolci tradizionali che della pizza e della focaccia). Renato si esercita su ambedue i versanti, il dolce e il salato ed offre un menù interessante ai clienti del suo locale posto alla periferia orientale di Verona. Ci siamo andati a mezzogiorno, quando l’offerta non è completa come la sera, ma è bastato per accorgersi che questo è un indirizzo da tenere bene a mente.
Per i sempre più numerosi pizza lovers ecco un altro indirizzo da non perdere. Una buona pizza, ma non solo, anche una ampia selezione di vini e di birre e inoltre un servizio continuo per un caffè o un aperitivo. Specialità, non sempre disponibile, è la pizza con ricetta tipica toscana.
E’ sempre un vero piacere andare all’Imago. Tante sono le virtù: la vista sul centro storico, l’ambiente raffinato, la clientela di prestigio, e anche la sala e la cucina vanno di pari passo. Francesco Apreda con il suo souschef Francesco Focaccia, propongono varie alternative, quelle classiche e di prestigio che in un albergo come questo non possono mancare, ma anche un menù vegetariano molto interessante e il menù libero che in genere include le ispirazioni dello chef che prendono spesso slancio dai suoi ricordi dell’Oriente. Francesco è stato a lungo in India e ogni anno lì ritorna per qualche evento. Sono questi ultimi piatti quelli in genere più intriganti e interessanti ed anche questa volta abbiamo avuto puntuale conferma.
