Molto bello è il ristorante di Heinz Beck a Dubai, in quello che è sicuramente uno degli alberghi di maggior prestigio: il Waldorf Astoria at the Palm. Non pochi i coperti, un centinaio nella sala e altri 50 lungo la galleria esterna che gode di una bellissima vista sul palmeto e il Crescent (il ramo della Palm). Un servizio impeccabile ci accoglie, una carta di vini internazionale molto importante dove l’Italia è presente ma non in primo piano, come anche la cucina che è italiana di sostanza ma poco dichiarata come tale. In cucina (completamente a vista) ruota una consistente brigata ben diretta da Francesco Acquaviva e Walter Canzio, allievi del Maestro. Brilla pure il bravo pasticciere Francesco Soletti giovanissimo. A meno di 100 euro avrete un menù interessante e vario che parte subito alla grande con un’ottima serie di stuzzichini iniziali salati che sembrano comunque dei bonbon, e una tartare da favola. Un pò troppo condimento e pomodoro nei primi, un livello buono nei secondi (meglio la carne di ottima qualità) e si ritorna a volare con i dessert finali. Un ristorante che ci fa sentire orgogliosi per l’accoglienza, la cucina e il servizio e dove un’importante e facoltosa clientela può avere un corretto approccio alla nostra cucina.
Porzioni Cremona
700 coperti di media al giorno e che coperti! Qui si consuma un chilo di tartufo bianco, sempre al giorno, e tante altre primizie italiane. Siamo di fornte ad uno dei ristoranti che riesce a coniugare quantità e qualità grazie alle indubbie capacità di Andrea Mugavero eAlessandro Miceli, i due responsabili delle cucine. Ci torniamo dopo un anno per avere la conferma, ed è sempre un piacere vedere taanta belle gente apprezzare i nostri prodotti.
Andiamo la prima sera ad Abu Dabhi per conoscere uno dei migliori ristoranti italiani della zona: Amalfi. Molto curato ed elegante l’ambiente che offre differenti soluzioni, elegante anche la clientela (nel privè accanto c’è un parente dello Sceicco), buona la cucina che punta all’eccellenza dei prodotti proposti con semplicità ma tanta sostanza. L’executive chef è persona umile e simpatica, lo chef italiano ha notevole esperienza e molta umanità. Un bel team davvero per una serata che ci ricorderemo.
Molto gradevole è questo nuovo locale di Torino, con un bar accogliente, un tavolo alto in comune e due ambienti per la cena. I propositi sono ambiziosi: si vuole fare una cucina leggera moderna con le materie prime migliori del mondo, e le prime recensioni e il passaparola fanno accrescere le aspettative. Forse troppo per non restare un pò delusi da quanto arriva poi al tavolo dove, con tempi peraltro un pò lunghi, assaggiamo piatti abbastanza normali, alcuni un pò frettolosi, e dove solo la “legine australe” ci è parsa all’altezza del contesto.
Non è una sorpresa perchè conosciamo bene e da anni Andrea Ribaldone, chef ancora abbastanza giovane, ma con lunga e composita esperienza alle spalle e ce lo dimostra ancora una volta con queso nuovo ristorante che l’Antico Albergo Alli Due Buoi Rossi di Alessandria apre al pubblico completamente rinnovato in attesa di rinnovare anche le camere. L’ ambiente è fresco giovanile e gradevole, un pò come la cucina dove, (anche in assenza di Ribaldone) tutto sembra girare in modo puntuale ed efficiente, con una sala affidata a Matteo Bertolino e Davide Canina, mentre in cucina troviamo Salvatore Iandolino con Jumpei Kuroda e la pasticciera Pamela Russo. Stile moderno ma con giudizio, un occhio alla presentazione, ma senza pretese, per una serie di assaggi dove forse manca il grande acuto, ma la media si mantiene notevole (sugli scudi il pesce e i dessert, non particolarmente belli ma buoni) senza visibili passi falsi.
E’ sempre bello un invito al De Russie con la sua piacevolissima sala da pranzo, anche se per impegni precedenti non ci siamo nemmeno potuti sedere al tavolo. Ma il brindisi al nuovo millesimato Biondelli non ce lo siamo persi: una piccola azienda in Franciacorta condotta da Joska Biondelli, un giovane appassionato ed elegante proprio come i suoi vini (solo acciaio, biologici ma bevibili, senza liqueur).
Ci siamo capitati per caso, ma è comunque interessante provare un ristorante di quartiere che ha buona fama. Eravamo un pò prevenuti, ma alla fine la cucina supera la sufficienza. Non è di certo quella che piace a noi, ma la sostanza c’è, le porzioni abbondanti, le ricette sono quelle classiche ma fatte con dignità senza nemmeno abboandare come spesso avviene con olio e condimenti insulsi. Man mano i tavoli si sono riempiti di habituèes a testimoniare che il quartiere risponde.
Il DOM è un piccolo albergo bomboniera elegante e curatissimo, ovattato ed esclusivo. Ha anche un ristorante che da oggi ha cambiato formula mantenedo la stessa brigata guidata dall’esperto Max Mariola (per anni chef al Gambero Rosso Channel). Ieri sera il brindisi inaugurale, ma torneremo più avanti per capire come funziona, l’idea ci sembra buona, lo spazio molto attraente.
E’ forse il locale più in voga al momento grazie all’ambiente accogliente ed elegante, alla terrazza piacevole con i tendaggi che fanno da separè ai vari tavoli, al servizio che si prende cura fin dall’entrata (e questo non sempre ci capita), alla signora Luciana (titolare) che segue continuamente i vari tavoli. La cucina è buona ma più normale, con piatti di buona materia prima e stile leggermente datato.
Montecatini è una bella e piacevole cittadina dominata dalle Terme. Terme che negli ultimi anni hanno avuto non pochi problemi che si sono riflessi sull’andamento turistico e sulle presenze alberghiere in modo a volte traumatico. Fa piacere quindi vedere che c’è chi investe e addirittura apre un nuovo 5 stelle, una categoria top con soluzioni moderne, un centro benessere, un ristorante con uno chef esperto (non abbiamo avuto opportunità di rimanere a cena, ma solo un buon aperitivo). Insomma si vuole puntare sulla qualità, speriamo bene e tanti auguri al Montecatini Palace.
