In occasione di Fili del Gusto, anche S’Apposentu, il ristorante gourmet di Roberto Petza si trasferisce all’Accademia di Casa Puddu, ben coordinata da Gianfrnaco Massa, per un pranzo domenicale. E la sera invece proviamo le pizze di Sa Scolla, come dire lo standard normale, per apprezzare il buon impasto e la varietà di ingredienti dove largo spazio è lasciato giustamente alle verdure dell’orto. Semplice ma pultio l’ambiente, cortese e gentile il servizio dei giovani ragazzi. Buona scelta di vini e di birre artigianali locali, e prezzi molto convenienti.
Ristorazione&Ospitalità
Roma sarà in crisi, ma di certo non la ristorazione. Ogni giorno si aprono nuove attività e quest’ultima ci sembre interessante e particolarmente articolata. Siamo in via Bocca di Leone, ad un passo da piazza di Spagna e via Condotti, dove ogni spazio sembrava preso dalla moda, ed invece l’agroalimentare di qualità torna a far capolino in questo ampio cortile con una doppia veste: l’Hosteria per piatti di cucina laziale ben presentati, ed il Mercatino biologico che offre una importante varietà di prodotti freschi e confezionati. Aperto tutti i giorni da mattina a sera tardi.
Per ampiezza e dimensioni è sicuramente un locale extralarge, per eleganza e finezza di arredo si pone sicuramente nella fascia superiore. L’offerta è duplice, da una parte più bar e sala da tè, dall’altra ristorante giapponese con il banco sushi e ampia carta di proposte di cucina giapponese coniugata su vari generi. Ci ha colpiti il servizio, tutto femminile al giapponese, (un alternarsi di efficienza, sorrisi ed inchini perfetti) dove comunque anche l’unico italiano riesce a fare una bella figura (e non solo perchè parla pure il giapponese). Anche la proprietà si divide equamente tra Italia e Giappone.
I fratelli Pierini da tanti anni operano a Roma dove hanno realizzato differenti locali e progetti, rispettando sempre la qualità. Il loro nome è simbolo di garanzia e di attenzione al dettaglio, tutte cose che ritroviamo anche in questo semplice ultimo nato: Edda e Ella, due locali affiancati che non è stato possibile unire e che quindi danno vita a due anime parallele. Ella offre salumi e formaggi e altri prodotti per l’acquisto o per preparare un semplice e buon panino (ma la specialità è il maritozzo in versione dolce o salata). Edda è gastronomia di cibi caldi, con ogni giorno poche ricette di cucina romana, ben eseguite con ingredienti di qualità. Curioso e lodevole anche il bicchiere di vino con ciambellina inclusa.
E’ sempre un piacere ritornare a Palazzo Caracciolo, un albergo comodo, funzionale, ma soprattutto bello grazie al perfetto recupero degli spazi. Il grande chiostro è l’ideale per gli eventi, ed infatti qui siamo per quello sulla Pizza Unesco. Gradevole anche la prima colazione e ricordiamo a tutti che di fronte è la chiesa forse più bella della città: San Govanni a Carbonara.
Trattoria di Oscar a Bevagna
Una lunga carriera portata avanti con modestia e professionalità, ed il risultato c’è nei numeri e nella stima crescente per questa Trattoria che ormai viene considerata sosta meritevole nella zona in modo unanime. I motivi ci sono tutti, è centrale ma appena discosta in una tranquilla piazzetta, ha una saletta semplice ed elegante, ma anche un bel dehor sotto al pergolato, l’ambiente è familiare con una buona carta dei vini e ogni giorno Filippo propone il suo menù schietto e verace. E quando ci siamo andati ecco tanti amici, da Livio che è vicino a Spello, a chi veniva da Ferrara! il menù servitoci molto corretto con in evidenza i die primi, non a caso le origini sono emiliane.
Il mare a Bevagna sembra che non potesse mancare ed ha anche successo. Lo interpreta con grande impegno il giovane Vittorio Ottavi in questo piccolo locale a 50 metri dalla bellissima piazza centrale. Pesce crudo e cotto, ben presentato con qualche spunto originale e altro un pò già visto ma ben riproposto. In evidenza il “capriccio” iniziale con il riccio di mare.
Ed il Salone del Gusto è anche un’occasione per parlare del Bocuse d’Or con Florent Suplisson, direttore generale, e ci si ritrova nella bella Galleria San Federico nel centro di Torino, dove da qualche tempo è stato aperto un punto COOP di nuova concenzione e display dei prodotti che include anche il Bistrot de La Credenza, il noto ristorante di Giovanni Grasso appena fuori Torino. L’insieme è innovativo, piacevole e moderno, in linea con le nuove tendenze, ed infatti è un pienone!
E’ veramente coraggioso ed apprezzabile lo sforzo di questi ragazzi: Andrea Viola e Valerio Volpi in cucina, amici per la pelle e del luogo, con Noemi Apollonio (compagna di Andrea) in sala. Hanno ripreso questo ristorante tradizionale all’angolo del bel Castello San Giorgio di Maccarese (dei Benetton, come tutta l’azienda, la più importante d’Italia), e hanno investito non poco per farne l’attuale locale elegante con ampi spazi interni ed esterni, una cucina attrezzata, una cantina orientata sul piccolo e naturale. Molte materie prime vengono dai campi e dagli orti intorni (alcuni di famiglia), comprese le carni e i piccioni, le ambizioni traspaiono da un menù che trasmette la voglia di cucina moderna e intrigante. Sono aperti da pochi mesi e forse il risultato ancora non è esaltante, ma diamogli il tempo giusto. A volte è questione solo di posizione (due tra le cose migliori, il bagnasciuga e la tagliata, arrivano troppo presto, vuoi per l’impatto iodato, vuoi per la sostanza della carne). A volte il lavoro è tanto, ma alla fine non arriva pienamente al palato per ridondanza di qualche elemento o per non perfetto punto di cottura (pensiamo al risotto e al riso thai). Ma nel complesso questi ragazzi sono da sostenere, incoraggiare e siamo sicuri che dopo le ulteriori programmate esperienze del prossimo inverno si ripresenteranno ancora più agguerriti. Citiamoli tutti. Oltre ai titolari con loro in brigata e foto Fabio Trinti passticciere, Jacopo Nardini e Michela Truncellito capipartita e Bittu Singh lavapiatti. E citiamo anche il loro “maestro”, che ha trasmesso loro passione e professionalità: Giulio Terinoni, e infine il semplice ma piacevole locale dall’altra parte del Castello: l’Enoteca del Cappellaio. Il Castello comicnia a rivevere, speriamo che sia una lunga vita.
Un tempo c’era Gustin e qui era la bottega del borgo che vendeva un pò di tutto. Da qualche tempo è stata ripresa da Catia e Virginio Baldelli, nipote di Gustin che ne hanno fatto una gioiosa piccolissima osteria di soli 4 tavoli per cui è fondamentale prenotare per tempo. Si può iniziare con il crost’uovo al tartufo, poi i ravioli di pecorino e il galletto nostrano alla griglia. Non manca il giusto abbinamento, prezzi convenienti ed atmosfera d’antan in questo borgo poco più grande del locale, ben tenuto.
