Dal 1870 la stessa famiglia, che non solo non passa la mano, ma anzi ha rinnovato gli spazi e la formula. Siamo alle porte di Lucca per ritrovarci in un locale veramente accogliente e singolare. Una serie di sale e salette restituite ad uno stile retrò caldo e familiare, uno spazio anche all’aperto, una cucina che al momento è aperta solo a pranzo e il venerdì sera- poi si vedrà – e siamo tra quelli che sperano di ritornarci presto, soprattutto di sera, per godersi maggiormente le buone bottiglie.
Ristorazione&Ospitalità
Su pe’ i’ canto a Carmignano
Il polmone ci mancava da tempo, e l’abbiamo ritrovato dopo tanti anni in questa storica e inossidabile trattoria. Gestita da sempre dalla stessa famiglia Alderighi, propone una sana e vigorosa cucina con quasi tutta la serie dei vini di Carmignano in possibile abbinamento. Pochi euro di serenità e la cipolla ripiena di mortadella di Prato e pomodoro sugli scudi, e c’è anche un buon peposo. in piazza Matteotti 25, tel 0558712490.
Una Villa medicea tra le più belle per come si è conservata. Non solo la struttura caratterizzata dai tanti comignoli tutti diversi, ma anche l’integrità della tenuta (un solo vasto appezzamento di oltre 700 ettari) e del piccolo borgo in larga parte convertito all’ospitalità. Eventi, turismo ed enoagricoltura convivono insieme e si aiutano a vicenda, permettono di conservare intatto il valore e la funzionalità del gigantesco edificio e di aprirlo al mondo intero. Anche il vino fa la sua parte portando lontano il messaggio di questa bellissima collina. Villa La Ferdinanda ad Artimino.
E’ sempre bello imbattersi non solo con un cuoco, ma anche con un personaggio. Cristiano Tomei lo è a tutto tondo, non solo per prestanza fisica, ma anche per idee, scelte singolari e voglia di fare. L’imbuto nonostante che sia ampio, gli sta ora un pò stretto. Ha una moglie bella e dolce, Laura che è in sala, e a Lei dedica una cucina “sferica” , morbida e dolce, senza asperità e consistenze da coltello.
Torniamo sempre volentieri all’ All’oro. Una piccola bomboniera dei Parioli dove si respira un’aria di sana professionalità in sala (brava Ramona) e in cucina per opera di Riccardo di Giacinto. Lui è giovane, grande, pacato, prudente. Ogni volta sorprende con qualcosa di nuovo e di buono, ma non dimentica e ripropone anche il buono degli anni precedenti. Se la sala è piccola, la cucina lo è ancora di più e quindi bisogna avere il giudizio della misura, non l’ ansia dello strafare.
La Cantina di Pierluigi è veramente interessante per ambientazione, soluzioni adottate e , ovviamente, anche contenuti e cioè le bottiglie. Un ristorante che è sempre frequentatissimo per la bellissima location, ma che a noi piace anche perchè il patron, Roberto Lisi, invece di godersi il successo, ha investito per creare una struttura ancora più bella e accogliente. E pensare che la maggior parte della clientela rimane ai tavoli della piazzetta o delle salette sopra senza nemmeno supporre questa chicca nascosta nel sottosuolo.
La qualità è sempre più trasversale. Un tempo per trovarla bisognava andare dai grandi chef , oggi può spuntare dovunque e anche tra le pizzerie o locali del mangiare veloce. Come questo Berberè, ospitato in un Centro commerciale poco distante dalla tangenziale di Bologna.
Uno degli chef più geniali che ci siano capitati è Luca Brasi. Alla Lucanda di Osio abbiamo assaggiato spesso piatti da ricordare. Poi la breve parentesi del Devero si è chiusa per incompatibilità ambientale (e al posto di Luca è arrivato il bravo Bartolini), dopodichè Luca Brasi è pressocchè sparito. Il suo anno sabbatico è terminato e si ripresenta con questo Civus, una bottega che non è banale e dove c’è un concetto di ristorazione interessante anche d’asporto. Da visitare in attesa di nuovi sviluppi.
Massimo Spigaroli, cuoco custode
Anni fa Beppe Bigazzi lanciò gli Osti Custodi, una bellissima idea che poi è morta lì. Massimo Spigaroli con la sua Antica Corte Pallavicina onora la sua professione e si fa carico anche di valorizzarla al meglio, con una produzione di eccellenti prodotti (culatelli, ma non solo) e approfondendo i valori e le problematiche di essere cuoco oggi.
Dopo la neve, ecco un sole pieno che fa luccicare questa nuova e moderna struttura appena fuori il casello di Parma: Inkiostro (scritto con il K). Grande e ambizioso progetto, bello fuori e dentro, e ancora di più sotto, dove si scopre una spettacolare cantina. Di fronte è in costruzione un albergo che affiancherà il ristorante che però farà comunque vita propria. I prezzi ci sembrano corretti e proporzionati alla classe dell’ambiente e del servizio (58 euro il menù di terra e 70 il girotondo di mare), il menù però è molto lungo e disperde un pò le forze della brigata guidata da Franco Madama di 35 anni.
