Alto, domina la vallata di Fabro, questo bellissimo Castello un pò isolato e circondata da un largo bosco. Lo conoscevamo da tempo e qui avevamo già mangiato , allora lo chef era austriaco (e della Baviera la proprietà). Oggi qui ritroviamo Heinz Beck , che ricordiamo oltre alla Pergola di Roma, ha la responsabilità di un ristorante a Londra e la consulenza di uno a Pescara. Insomma un Beck in piena forma e voglia di crescere nonostante i tempi non certo allegri.
Ristorazione&Ospitalità
Una bellissima ristrutturazione di una vecchia dimora rurale ci offre l’opportunità di visitare questa Villa Il Palagio di Alessandro Becagli. Un residence per la camere che in realtà sono miniappartamenti, moderni e confortevoli, una bella piscina, la fashion valley a fianco (per chi non lo sapesse così si chiama la serie di outlet delle più note firme della moda che si affiancano tra Reggello e Rignano sull’Arno). La cucina è ragguardevole, grazie alla bella mano del giovane chef e alla consulenza di Peter Brunel.
Il veneto dà segnali positivi a ripetizione, un buon segno veramente. Nicola Dinato non è certo una sorpresa, lo conosciamo da tempo, ma vuoi per una cosa o per l’altra, finora non era riuscito a decollare. Oggi si presenta con un locale tutto suo, e che locale! Parcheggio parco cucina a vista danno cornice e spessore ad una cucina che da un punto di vista tecnico sfodera l’esperienza conquistata da Ferran Adrià, dai Roux a Le Gavroche e da Alain Ducasse.
Sulla bella piazza del centro storico si apre questa Locanda, da poco riaperta al pubblico con veste nuova. Qualche camera confortevole e sotto al ristorante una cucina di pochi piatti, accattivanti, comunque si percepisce la voglia di fare. In cucina Luigi Granzotto, esperienza formativa importante, con Massimiliano delle Calandre. Ambiente giovanile, e ben presente: la sera del sabato non si entra nemmeno (esperienza personale).
Una Locanda con camere ( andrebbero un tantino rinnovate) e un ristorantino ricavato in un ambiente suggestivo e curato. La cucina da tanti anni è affidata a Daniele Zanzucchi, un lombardo serio e preparato, ormai naturalizzato in Maremma. La cucina è giudiziosa, poche ricette, molta sostanza, pochi svolazzi e prezzi in linea con l’ambiente. Manca forse il colpo d’ala, ma si apprezza la continuità e solidità dell’insieme. Locanda del Glicine a Campagnatico.
Una giovane coppia che più bravi non si può. Ce la mettono tutta, hanno trovato un posticino semplice , che è una delizia, in mezzo a vigne famose, ma certo è che senza un’insegna sulla strada sono un pò nascosti. Poi portano avanti una cucina di belle maniere, non priva di qualche finezza, senza millantare ambizioni, ma sfoggiando con modestia sorrisi e qualità. Aiutiamoli! e andate a trovarli: Asinello a Villa a Sesta, Castelnuovo Berardenga.
Susan intorno alla bella cucina de Manincor raccoglie periodicamente numerosi allievi per corsi in inglese di cucina italiana. Inoltre alla sera funziona un ristorante romantico e piacevolissimo. La Petraia a Radda in Chianti.
La camera con cantina non ci era mai capitata! Ma non è la sola virtù de La Petraia ben nascosta nei boschi sopra Radda. E’ un mondo a sè, una bellissima azienda che grazie all’amore, alla passione e, non dimentichiamoci, ai soldi (speriamo che sempre più stranieri investano nella nostra Italia!), ha messo in atto un sogno. Quello di vivere in un mondo quasi autonomo e perfetto. Siamo oltre al vecchio borgo di Albola, verso l’interno di Badia a Castelnuovo, dove i boschi si succedono ai boschi, ma dove in epoche remote sia gli etruschi che i romani erano arrivati. Colline che si elevano ai 700 metri, un ambiente che è naturalmente biologico da secoli e che continua ad essere tale grazie alle decisioni della nuova proprietà.
Entriamo sempre con molte aspettative in questo locale. Perchè Cristina Bowerman, la formidabile chef, ama il proprio lavoro, ama rischiare e nel rischio profonde la sua cultura gastronomica che non è piccola. Siamo i primi a difendere l’Italia del food & wine, ma pensiamo anche che in una città comeRoma ci deve essere lo spazio alla circolazione delle idee e dei prodotti, purchè sostenuta da adeguata preparazione.
