Sorbillo miglior pizza napoletana (doppi auguri visto che pochi giorni fa è diventato nuovamente papà!) e Sforno miglior pizza “aliena”, (così vengono denominate dai napoletani le pizze non autoctone). E siamo appunto allo Sforno per celebrare la vittoria e per l’occasione Stefano Callegari presenta il suo nuovo “rosettone” (da noi assaggiato in anteprima un mese fa). Uno sballo di pizza ripiena, una specie di trapizzone, ancora più immediato dei trapizzini, a volte un pò impegnativi. Stefano dimostra così non solo di aver vinto a pieno merito, ma con questo rosettone prende decisamente il largo. Rivedremo Stefano, con Sorbillo e tanti altri a Napoli in occasione del nostro: The Great Pizza Show, abbinato a Emergente Pizza : Vi aspettiamo al Cenacolo Belvedere di napoli dal 2 al 4 giugno!
Ristorazione&Ospitalità
Luciano e Massimo Spigaroli non solo hanno saputo realizzare una bellissima struttura, ma anche un “unicun”, un qualcosa di differente da ogni cosa vista altrove. Applauso doppio e ci godiamo questa dimora che è oggi accogliente e moderna, ma che pochi anni fa era ancora un rudere. Ci si può passare un’intera giornata, o anche di più, tanto non ci si annoia di certo. E’ puro divertimento per il goloso errante, ma anche una scuola a cielo aperto su come si possono (anzi si dovrebbero) recuperare e valorizzare le nostre radici enogastronomiche.
Una bella sorpresa scoprire ad Avezzano un locale lindo e civile, dove le buone maniere includono anche la cucina. Emiliano è un ragazzo giovane di 31 anni, con buona esperienza alle spalle (soprattutto al Mirabelle di Roma). Ed è tornato al paese natio con idee precise e la volontà di fare un locale diverso per la zona. Lo si capisce entrando e poi a tavola quando arrivano piatti pensati ed eseguiti cercando di interpretare in modo moderno e corretto le tradizioni di questo altopiano. Che poi alla fine si rivela ben ricco di prodotti, dagli ortaggi, alcuni specifici del posto, ai funghi, allo zafferano, alle tante carni e ai formaggi. Ed è un piacere vedere come tutto questo viene raccontato in un menù che pecca qua e là di tecnica, ma che compensa con spontaneità e passione genuina. Aiutiamolo in questa impresa nel modo migliore: andandolo a trovare, in fin dei conti da Roma al casello di Avezzano son 40 minuti.
Corte dei Guasconi ad Antrosano
Una frazione che porta ancora i segni di un vecchio terremoto e dell’abbandono, e che invece potrebbe diventare, se ben recuperata, un borgo delizioso. A provarci sono dei giovani, Vincenzo Mancinelli e Michele Pellegrino, che animano un ristorantino al piano terra e sopra hanno ricavato alcune camere semplici ma corrette rispetto all’anonimato di alcuni alberghi del circondario. Siamo nei pressi di Avezzano e poco distanti dal casello.
Realizzare un sogno è cosa non comune e non capita a tutti. Ci è riuscito Franco Pepe che proprio nel centro storico del paese natio ha costruito il suo Sogno, un Relais della Pizza, recuperando gli spazi di un antico palazzo. Con cura estrema, attenzione al dettaglio e in particolare al laboratorio dell’impasto che è un pò il cuore della struttura. Sono previste anche alcune camere al piano di sopra, ma ci vorrà un pò di tempo. E intanto ci godiamo queste pizze soffici interamente dedicate al territorio, dove i sapori scivolano via dolci (anche perchè la cottura è volutamente non finita per non introdurre l’amaro del bruciato) e quasi tenuti a bada per lasciare all’impasto di base di esprimersi compiutamente. L’unica eccezione è il calzone di scarola, sapido ed aggressivo, che infatti non è suo, ma una ricetta del padre anche lui pizzaiolo.
13 di Raffaele Vitale a Salerno
Conoscevamo Raffaele Vitale per la sua competenza sui grandi prodotti dle territorio e la capacità di riproporli in modo più attuale e intelligente nel rispetto delle tradizioni. Non sapevamo però che aveva tanto buon gusto: questa sua nuova bottega è veramente piacevole e si fa apprezzare in ogni dettaglio, a maggior ragione pensando che ha usato principalmente materiali poveri e di recupero. Il risultato si vede, in un sabato a pranzo abbiamo visto andar via delusi perchè non c’era posto altrettanti coperti di quelli che c’erano in sala. Complimneti a Raffaele di aver creato un locale moderno e attraente come questo.
Conosciamo da oltre venti anni Corrado Fasolato e l’abbiamo seguito nel suo percorso di crescita, da Borgo San Felice alla Siriola, e poi al Met, per ritrovarci ora in questo Spinachile Resort. Per ora di resort c’è poco, pensiamo arrampicandoci sotto la pioggia lungo una stradina un pò impervia, arrivando poi in mezzo al fango e finalmente alla struttura che intravediamo appena nella nebbia. Ma appena entrati ecco il calore di questa famiglia, che bello rivedere Veronica, che abbiamo visto praticamente nascere, ora affiancare la mamma, e poi Corrado sempre uguale, sembra che gli anni non siano mai passati. E anche in cucina è sempre un piacere assaggiare i suoi piatti, brillanti ed estrosi, pieni di gusto e di vitalità. L’unico appunto è che sono ancora legati molto alla precedente esperienza lagunare e devono ora essere maggiormente inseriti nel contesto. E di questo parliamo con Corrado che ci racconta appunto quello che ha in mente di fare. C’è la nebbia, ma ci immaginiamo la splendida posizione, il panorama che arriva fino alla laguna, il verde dei boschi, i 5 ettari di respiro che la struttura ha intorno e dove Corrado ha cominciato a costruire la sua azienda: oliveti e frutteti, orto ed erbe aromatiche, capre ed animali da cortile. Ecco tutto questo richiede tempo e sforzo, ma Corrado è sereno e determinato e sicuramente riuscirà nel suo intento, il Resort diventerà tale e noi torneremo volentieri a brindare con questo valente chef.
“El bel del bever: che no serve mastegar. Anca perchè se ‘l vin avesse le spine, in pansa avriè un rosè (roseto). (detto di nonna Maria Lorenzon)”. Insomma il DNA non mente e Mauro Lorenzon è cresciuto bene. Lui il vino lo produce, lo vende, ma soprattutto lo beve. L’avevamo conosciuto tantissimi anni fa a Jesolo, ma è in questa Mascareta che ha trovato la sua giusta dimensione. Vi farà assaggiare , oltre ai suoi vini, etichette poco conosciute prese da una cantina fornitissima, abbinerà cose semplici, ma corrette, per chiudere poi, se gli siete simpatici, nel Sancta Santorum, il piccolo tinello sul retro, dove il bere scorre a fiumi e le ore si fanno piccole.
Luna sentada (seduta) …mariner in piè (marinai in piedi, perchè in genere con la luna calante il mare è calmo e i marinai possono rimanere in piedi sulla tolda). Un vecchio proverbio veneziano dà lo spunto al giovane Ermanno Sguoto, titolare, di riproporre un ipotetico viaggio in Asia attraverso spezie, sapori e gusti anche lontani. Il locale è piccolissimo ed accativante, il viaggio nei sapori (completo di vassoio con 6 assaggi, piatto di mezzo e dessert a 35 euro) è abbordabile, anzi conveniente visto i prezzi di Venezia, e infatti è difficile trovar posto. Un locale dove non ci si annoia e che rappresenta una delle poche novità in città.
Con il cambio degli chef al Metropole e al Bauer la ristorazione veneziana ha sicuramente perso di immagine, rimane per fortuna il Quadri, e intorno tanti locali dove comunque si fa un’ottima cucina tradizionale. Pensiamo a Fiore, al Covo, alle Testiere e altri ancora. Rara è invece una proposta più contemporanea e dobbiamo lodare l’impegno di Gianni Bonaccorsi al riguardo, in questo piccolissimo Ridotto, che grazie ad un intelligente e bellissimo arredo sembra anche più grande, dove si propongono ricette a volte anche rischiose e innovative. Gianni è anche titolare dell’adiacente e famosa enoteca Aciugheta, frequentatissima e si avvale della grande cantina per proporci abbinamenti altrettanto intriganti. A complemento al tavolo troviamo Andrea Lorenzon, figlio del celebre Mauro, una promessa della sala.
