Merita il paese, il posto e la cucina. Come dire che non rimpiangerete le curve e la deviazione che comunque farete per arrivare fino a qui; mancano ahimè le camere, ma Vi consiglieranno ottime alternative. E’ l’ideale per una fuga romantica in un borgo che è sospeso tra le Marche e la Romagna e passerete una bella serata affidati a questa coppia elegante e schiva: in sala Claudia, sempre attenta e sorridente, in cucina Riccardo per tanti anni braccio destro di Vissani. Una cucina che parla la lingua locale, ma che rimane sempre leggera e curata, e soprattutto molto attenta alla vivacità cromatica e a non annoiare. Una cucina che convince per tecnica e varietà di temi, che solo a volte si perde a inseguire qualche dettaglio tralasciando di sottolineare l’ingrediente principale. Tra i piatti migliori: il sandwich di coniglio, lo spiedino di quaglia e il plumcake finale, leggermente sottotono la zucchina al pomodoro, lo gnocco e il risotto.
Ristorazione&Ospitalità
Sempre instancabile ed estroso, negli anni Raffaele Liuzzi ha fatto di questo locale posto all’angolo di una frequentatissima piazza piena di paninerie e gelateria, un posto gourmet d’avanguardia. Qui non ci si annoia mai. L’estro viene anticipato da una serie di scelte d’arredo e di mise en place che riescono ad essere eleganti ed originali, poi la cucina si rivela interessante e appagante. Certo, lui ama il rischio, si diverte a giocare con i piatti, le ricette ed il cliente, e a volte il palato fine avverte altalenanza nei risultati, l’improvvisazione di qualche ricetta. Ma sono poche le tavole come queste dove (con un prezzo da trattoria) si può mangiare ad un ottimo livello godendosi la serata e la presenza di uno chef che è sempre aperto allo scherzo, all’autoironia, e a vivere la tavola in allegria.
Il posto è semplice ma piacevolissimo, proprio lì dove finisce il canale e siamo sulla spiaggia. Gli spazi ben disposti su due livelli permettono varie alternative coniugate in stile country più che marinaro. La carta dei vini è piccola ma non banale e denota una certa cultura che fa piacere ritrovare pure sulla spiaggia, e in cucina è Omar Casali, chef simpatico e bravo, già conosciuto a Le Giare di Montiano. Omar è di Cesenatico e quindi qui si ritrova a casa sua. La cucina più raffinata delle Giare lascia lo spazio (giustamente) ad una cucina più flessibile e adatta ad accontentare la variegata clientela del locale. Insalatone divertenti e colorate, piadina roll (squisita), primi così abbondanti che potrebbero passare da piatto unico. I sapori non vengono lesinati, anzi! In certi casi gradiremmo comunque una maggiore attenzione all’equilibrio di qualche ricetta e alla generosità dei condimenti.
L’Azzurra di Maurizio Signorini
Maurizio Signorini ha fatto la storia della ristorazione della Riviera con la sua Azzurra. Oltre venti anni di duro lavoro e di successo pressocchè continuo. Ha cavalcato e spesso anticipato le mode, i crudi, il sushi all’italiana, ha messo e tolto acquari giganti, ha importato granchi giganteschi vivi dall’Alaska e altro ancora. Qui un tempo la gente faceva la fila per avere un tavolo, e la cucina non chiudeva prima delle due di notte in stagione. Oggi quel mondo è scomparso e per rimanere in attivo occorre inventarsi sempre nuove cose. Così Maurizio ha inserito una bella ed elegante bottega di specialità e ha intesificato i contatti con la clientela che viene da lontano, anche oltreoceano. Insomma non si arrende mai, in questo coadiuvato dalla bravissima moglie Rosy, una coppia che è un esempio di professionalità. Venendo alla cucina, qui sono passati numerosi chef, ma è sempre lui che ne determina lo stile e non manca mai di lasciare il segno: la spigola al naturale in crosta di carote e polvere di agrumi è fine ed elegante, il fegato di pescatrice vale da solo il viaggio.
Bisogna riconoscere che hanno lavorato tanto e intensamente: sono circa 30 anni che Rita e Tonino hanno trasformato un pezzo di terra un pò anonimo come tanti altri sulla costa scoscesa di Nerano in un piccolo gioiello elegante e funzionale. Ci sono le camere, una bella cantina, una spettacolare sala per la cena, e ben tre cucine a due livelli. Quella di sopra serve anche per i corsi ed è veramente notevole. E la corsa verso l’alto non è ancora finita. Tonino si prepara ad aprire un nuovo ristorante in un elegante posto di Londra grazie all’amicizia degli amici russi ai quali è legato da tempo, e pensiamo che non si fermerà mai finchè le forze glielo permetteranno. Intanto i figli crescono e il più grande è ormai da parecchi mesi da Alain Ducasse (a Montecarlo) e quindi nuovi stimoli arriveranno presto dalla nuova generazione. Tutto questo non gli ha montato la testa, la cucina rimane materica, di semplice impostazione, solida nei sapori e naturalmente elegante senza la ricerca di particolari artifizi.
Ci veniamo da trentanni, ma mancavamo da qualche tempo. E’ come tornare a casa e ritrovarsi in famiglia, con qualche anno in più un pò per tutti. Una famiglia che ha sempre lavorato e ha sempre pensato di lavorare per la strada giusta e per il meglio. La perdita della seconda stella michelin è stata sicuramente un colpo, non aspettato e previsto, che ha minato le certezze di una vita. Si avverte il disagio, si comprende il velo di malinconia, ma pensiamo che la cosa migliore in questi casi è saper reagire, non perdere il passo e ritrovare le motivazioni partendo dalla clientela. Clientela che per altro non è calata, che conferma la propria fiducia e che quindi va ancora di più seguita ed onorata. Detto questo e venendo alla cucina, è un pò quella che ricordavamo: grandissima materia prima, attenzione nel rispettarla e nel proporre piatti leggeri, cura nella presentazione. Particolarmente interessanti ci sono sembrati i primi, dove la pasta trafilata a mano dà slancio e profondità alla sostanza delle ricette, una critica invece alla sovente sottolineatura sapida dei piatti e alla parte finale (i dessert) della cena.
Da 7 anni Eulalia e Paolo hanno rivoluzionato il locale di famiglia per proporre un’offerta di rango. Il locale si presenta elegante nel contesto (ahimè un pò degradato) della cittadina che, pur famosa nel mondo e con centinaia di migliaia di visitatori all’anno, rimane un esempio di come in Italia non sappiamo sfruttare quello che abbiamo. Dobbiamo quindi ringraziare chi invece ci prova e investe professionalità ed euro. L’accoglienza e il servizio sono di stampo molto classico, ma le buone maniere si apprezzano e ancora di più da queste parti. Venendo alla cucina balza subito evidente la grande passione di Paolo Gramaglia (chef e patron) per i buoni ingredienti e la sua voglia di imporsi con una cucina di qualità, Lui ha girato molto e negli anni il suo stile si è evoluto, affinato e oggi si mangia ad un buon livello e si paga il giusto tenendo presente il contesto. Può e pensiamo che farà ancora meglio con qualche riflessione e qualche attenzione in più all’equilibrio e alla presentazione delle ricette. Ci hanno colpito in positivo molte delle cose che abbiamo assaggiato, in particolare i calamaretti ripieni con zabaione di patate (non in foto) e gli spaghetti ai frutti di mare (sgusciati, evviva!). Meno le guance della pescatrice con crema di mais e il dentice in guazzetto di cozze.
Vincenzo Guarino è di Vico, patria di innumerevoli chef così bravi che in un ideale campionato nazionale sbaraglierebbe anche Roma e Milano. E lui non è da meno, ha viaggiato, si è istruito, ha frequentato tante cucine famose a cominciare da quella (straordinaria e precisa) di Girardet. Il risultato si vede in una serie di piatti che si impongono per precisione e presentazione. Ama soprattutto il pesce e tra le varie partite gli antipasti e i dessert (altro settore dove indubbiamente spicca). Ed in effetti qualche critica gliel’abbiamo fatta sui primi, un risotto (qui non in foto) troppo pesante e inconcludente e anche nel primo qui sotto riportato la pasta sembra quasi un complemento. Però è ancora giovane, e può ancora crescere, senza pensare poi che ogni chef, entro certi limiti, può legittimamente avere anche le sue preferenze.
Tallioo a San Giorgio a Cremano
Tally Ho, (qui italianizzato) è il grido che i cavalieri lanciano quando avvistano la volpe e gli hounds (i cani addestrati) scattano in avanti. Qui più di venti anni fa Raffaele Ferriere (conosciuto da tutti come Fofò) ha creato un pub che è un vero modello del genere. In ogni angolo si scoprono collezioni uniche di birre speciali, rhum, whisky e perfino acqua per whisky, oltre anche a selezioni di prodotti alimentari particolari. Una passione coltivata negli anni accanto a quella del teatro e della musica. Passioni che si sono poi fuse insieme con il sodalizio con Vincenzo Russolillo, allestitore di Salerno. Insieme realizzano e gestiscono eventi importanti in tutta Italia, curando l’aspetto gastronomico: dal David di Donatello al Festival del Cinema di Venezia, da Miss Italia al Festival di Sanremo.Ma ovviamente si mangia pure in questo caratteristico locale posto al centro di San giorgio a Cremano e poco distante dalla Pizzeria dei Fratelli Salvo, altro luogo da ricordare. La passione di Fofò per i prodotti continua sulla tavola dove arrivano specialità straordinarie e pomodori da svenire dell’adiacente orto.
Annamaria e Salvatore De Gennaro hanno costruito il loro locale (un mito da non perdere) negli anni, prodotto su prodotto, con tanta passione e tanto sudore. Hanno contribuito almeno quanto un grande chef (tra quelli, non pochi, che sono in zona) alla valorizzazione della ristorazione in costiera facendo conoscere e supportando le celebri cucine del circondario con gli straordinari prodotti della regione e non solo. Qui si è sempre mangiato un pò al volo, magari un grande panino, e non mancava mai il buon bicchiere di vino (da una collezione di riguardo). Oggi Annamaria e Salvatore si sono attrezzati in modo migliore, grazie anche al sostanziale supporto dei tre figli (il maschio alla griglia), e hanno creato un dehor sotto una vela (in inverno ci saranno alcuni tavoli in saletta). Si mangia seduti,con taglieri di grandi prodotti, e inoltre una griglia permette di assaggiare le selezioni importanti di carne che Salvatore affina nella cella frigorifera e la carta dei vini offre grandi bollicine (e non solo). Prezzi popolari per una sosta che vale.
