700 coperti di media al giorno e che coperti! Qui si consuma un chilo di tartufo bianco, sempre al giorno, e tante altre primizie italiane. Siamo di fornte ad uno dei ristoranti che riesce a coniugare quantità e qualità grazie alle indubbie capacità di Andrea Mugavero eAlessandro Miceli, i due responsabili delle cucine. Ci torniamo dopo un anno per avere la conferma, ed è sempre un piacere vedere taanta belle gente apprezzare i nostri prodotti.
Ristorazione&Ospitalità
Andiamo la prima sera ad Abu Dabhi per conoscere uno dei migliori ristoranti italiani della zona: Amalfi. Molto curato ed elegante l’ambiente che offre differenti soluzioni, elegante anche la clientela (nel privè accanto c’è un parente dello Sceicco), buona la cucina che punta all’eccellenza dei prodotti proposti con semplicità ma tanta sostanza. L’executive chef è persona umile e simpatica, lo chef italiano ha notevole esperienza e molta umanità. Un bel team davvero per una serata che ci ricorderemo.
Molto gradevole è questo nuovo locale di Torino, con un bar accogliente, un tavolo alto in comune e due ambienti per la cena. I propositi sono ambiziosi: si vuole fare una cucina leggera moderna con le materie prime migliori del mondo, e le prime recensioni e il passaparola fanno accrescere le aspettative. Forse troppo per non restare un pò delusi da quanto arriva poi al tavolo dove, con tempi peraltro un pò lunghi, assaggiamo piatti abbastanza normali, alcuni un pò frettolosi, e dove solo la “legine australe” ci è parsa all’altezza del contesto.
Non è una sorpresa perchè conosciamo bene e da anni Andrea Ribaldone, chef ancora abbastanza giovane, ma con lunga e composita esperienza alle spalle e ce lo dimostra ancora una volta con queso nuovo ristorante che l’Antico Albergo Alli Due Buoi Rossi di Alessandria apre al pubblico completamente rinnovato in attesa di rinnovare anche le camere. L’ ambiente è fresco giovanile e gradevole, un pò come la cucina dove, (anche in assenza di Ribaldone) tutto sembra girare in modo puntuale ed efficiente, con una sala affidata a Matteo Bertolino e Davide Canina, mentre in cucina troviamo Salvatore Iandolino con Jumpei Kuroda e la pasticciera Pamela Russo. Stile moderno ma con giudizio, un occhio alla presentazione, ma senza pretese, per una serie di assaggi dove forse manca il grande acuto, ma la media si mantiene notevole (sugli scudi il pesce e i dessert, non particolarmente belli ma buoni) senza visibili passi falsi.
Ci siamo capitati per caso, ma è comunque interessante provare un ristorante di quartiere che ha buona fama. Eravamo un pò prevenuti, ma alla fine la cucina supera la sufficienza. Non è di certo quella che piace a noi, ma la sostanza c’è, le porzioni abbondanti, le ricette sono quelle classiche ma fatte con dignità senza nemmeno abboandare come spesso avviene con olio e condimenti insulsi. Man mano i tavoli si sono riempiti di habituèes a testimoniare che il quartiere risponde.
Il DOM è un piccolo albergo bomboniera elegante e curatissimo, ovattato ed esclusivo. Ha anche un ristorante che da oggi ha cambiato formula mantenedo la stessa brigata guidata dall’esperto Max Mariola (per anni chef al Gambero Rosso Channel). Ieri sera il brindisi inaugurale, ma torneremo più avanti per capire come funziona, l’idea ci sembra buona, lo spazio molto attraente.
E’ forse il locale più in voga al momento grazie all’ambiente accogliente ed elegante, alla terrazza piacevole con i tendaggi che fanno da separè ai vari tavoli, al servizio che si prende cura fin dall’entrata (e questo non sempre ci capita), alla signora Luciana (titolare) che segue continuamente i vari tavoli. La cucina è buona ma più normale, con piatti di buona materia prima e stile leggermente datato.
Montecatini è una bella e piacevole cittadina dominata dalle Terme. Terme che negli ultimi anni hanno avuto non pochi problemi che si sono riflessi sull’andamento turistico e sulle presenze alberghiere in modo a volte traumatico. Fa piacere quindi vedere che c’è chi investe e addirittura apre un nuovo 5 stelle, una categoria top con soluzioni moderne, un centro benessere, un ristorante con uno chef esperto (non abbiamo avuto opportunità di rimanere a cena, ma solo un buon aperitivo). Insomma si vuole puntare sulla qualità, speriamo bene e tanti auguri al Montecatini Palace.
Enoteca Giovanni a Montecatini
Un locale storico al quale va dato il merito di essere da mezzo secolo coerente con una scelta di qualità, con una grande attenzione posta nel vino. Un percorso quello di Giovanni e Lidio Rotti (due fratelli) quasi parallelo a quello più famoso di Pinchiorri, e dopo tanti anni anche a noi ha fatto piacere incontrarli nuovamente, in compagnia di Carlo Ottaviano, un pensionato che lavora il doppio di prima, uno che non se la tira, e che ha capito che questo sporco lavoro di stare a tavola e bere vino non è poi così malvagio e quindi prende il mondo con allegria, come dire un buon compagno di tavola.
Storica pasticceria di città (con Giovannini), non abbandona il genere, ma si evolve. Così i Pellegrini , grazie alla lunga struttura che glielo consente, ridisegnano il locale e ne dedicano metà alla ristorazione. Ne è uscita una trattoria linda e pulita, accogliente e con un prezzo interessante, che propone il repertorio tradizionale in modo corretto.
