Varie
Uno del nord e uno del sud, uno che ha studiato e conosce tutte le tecniche del mestiere, l’altro che si è invece improvvisato per ritrovarsi poi cuoco. Eppure alla fine sono simili, per il successo che hanno trovato, per le belle mogli che hanno, per la passione che li accomuna, per il culo che si fanno (sì!, perchè non sono tutte rose e fiori). Inoltre sono amici e questa secondo me è un’altra bella cosa che ci riescono a dare. Davide Oldani e Filippo La Mantia, ieri sera a Roma alla presentazione del libro “Il Giusto e il Gusto”.
Tradizionale e frequentatissima come sempre la cena delle 3 forchette del Gambero Rosso. Ormai le discussioni sui ristoranti sembrano scemare, fa più scalpore la classifica delle pizzerie che un tempo nessuno prendeva nemmeno in considerazione. L’ultimo tabù è sfatato, la pizza migliore (secondo il GR) non è più a Napoli (personalmente mi dissocio). D’altronde da quanto tempo nessuno cita più Bologna per le fettuccine? ……Roscioli e Dandini, resistete con la gricia!
La sala alla riscossa….era ora! Stufi di sentirsi quasi di serie B rispetto all’invadenza degli chef, il popolo della sala cerca di reagire. Il manipolo costituente è tutto romano (e questo secondo noi è un limite che deve essere superato), ma le ambizioni ci sono tutte, l’obiettivo altamente raccomandabile (recuperare l’immagine e la valenza del servizio di sala), gli aiuti concreti sono a portata di mano (moltissime le aziende vinicole e dell’agroalimentare pronte a sostenere l’azione).
Lei è Stefania Scarampi, lui Filippo La Mantia, insieme il matrimonio dell’anno della ristorazione romana. Come romano mi sento debitore a Filippo La Mantia, ha reso di nuovo frequentabile e frequentata via Veneto, ha ripatinato lo spolvero locale profumandolo di allegorie siciliane e ha reso perfino popolare il brunch domenicale , un rito visto finora dagli indigeni come qualcosa di alieno. Aggiungo, mi è anche simpatico, anche se poi magari a tavola qualche critica ogni tanto mi viene di fargliela. Auguri Stefania e Filippo.
Dopo oltre dieci anni Giovanni Ciresa lascia il Bauer. Ieri sera la festa d’addio, il tutto in pieno accordo con la proprietà, gestito con classe, come l’ambiente raccomanda. Dove andrà? non è sicuro nemmeno lui, forse in Italia, più probabile all’estero, non gli mancano l’esperienza e le capacità di adattamento. Venezia perde un altro bravo chef, ma al suo posto ne dovrebbe arrivare un altro comunque bravo. Per riconsolarci andiamo invece a brindare da chi è nato qui e non si muoverà mai: Mara e Maurizio Martin, sono al Fiore da oltre 25 anni, una storia di grande qualità e continuità come poche. Non a caso tra le ” Osterie ” italiane più famose nel mondo.
Viaggiatrice curiosa ed appassionata di comunicazione a tutto tondo, con un patrimonio di conoscenza e competenze sui paesaggi globali e multidisciplinari. Dopo studi linguistici in Italia, Londra e Barcellona, diventa interprete nel mondo della cosmesi e della moda in occasione di incontri internazionali dei più importanti stilisti ed acconciatori con L’Oréal, Wella, Sebastian Los Angeles, Aveda. Stylist e giornalista di moda negli anni novanta a Milano e a Miami in seguito al Master di Giornalismo di Moda presso Superstudio Group. Collabora con diverse testate a partire dalle controllate al tempo dalle sorelle Gisella e Giulia Borioli. Dopo un periodo vissuto negli Stati Uniti tra New York e la Florida come Pr del gruppo Rossano Ferretti e corrispondente dell’emittente RMC, rientra in Italia per approdare con entusiasmo al mondo dell’enogastronomia grazie all’incontro casuale con Carlo Petrini nel 1993 e con Pucci Rossi di Medelana dell’azienda vinicola Castello del Terriccio, della quale diventa Pr. Collabora con diverse realtà del settore, apre il suo studio di pubbliche relazioni a Milano, ma rapìta dalla bellezza della Toscana, vi si traferisce occupandosi di comunicare e promuovere diverse dimore storiche, castelli, tenute, a partire dalle proprietà del Conte Gaddo della Gherardesca. Fa parte dell’Associazione Donne del Vino ed é Ambassador dal 2013 du Chapitre de Rome de l’Ordre des Coteaux de Champagne. Nel 2003 incontra il giornalista Luigi Cremona e dopo un breve periodo nasce Witaly, l’attività che unisce, oltre alla vita privata, le rispettive energie e conoscenze: giornalismo ed eventi, editoria e viaggi, le passioni di entrambi chiudono il cerchio.
