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  • 09 Jun 2026
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    Luigi Cremona

    Luigi Cremona

    Oleificio Valparadiso a Favara
    Prodotti&Vini

    Oleificio Valparadiso a Favara

    Di Luigi Cremona 11 Marzo 2021
    scritto da Luigi Cremona

    Da 40 anni esiste ed ormai rappresenta l’eccellenza nella produzione oleica della Sicilia. Tenuta Valparadiso prende il nome dalla contrada, un territorio indubbiamente bello, integro come il nome suggerisce. E in 40 anni la tenuta si è allargata, la produzione si è affinata cercando di migliorare ogni dettaglio. Il risultato è eccellente, biologico in larga parte con una punta d’eccellenza: il Diodoros, da olive raccolte solamente nel Parco della Valle dei Templi. La qualità emerge anche da altri particolari: la pulizia della produzione, la bellezza dell’Accademia adiacente dotata di piccola sala riunione e cucina. Tutto fatto con arredi moderni, funzionali ed eleganti che non ti aspetteresti in un angolo così remoto. Infine l’ospitalità: non una semplice degustazione di oli, ma un vero piccolo banchetto di ingredienti e sapori della valle.

    Oleificio Valparadiso a FavaraOleificio Valparadiso a FavaraOleificio Valparadiso a FavaraOleificio Valparadiso a FavaraOleificio Valparadiso a FavaraOleificio Valparadiso a FavaraOleificio Valparadiso a FavaraOleificio Valparadiso a FavaraOleificio Valparadiso a FavaraOleificio Valparadiso a FavaraOleificio Valparadiso a FavaraOleificio Valparadiso a FavaraOleificio Valparadiso a FavaraOleificio Valparadiso a FavaraOleificio Valparadiso a FavaraOleificio Valparadiso a FavaraOleificio Valparadiso a FavaraOleificio Valparadiso a Favara
    11 Marzo 2021 0 commento
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    Le Boccerie ad Agrigento
    Ristorazione&Ospitalità

    Le Boccerie ad Agrigento

    Di Luigi Cremona 8 Marzo 2021
    scritto da Luigi Cremona

    Alessandro e Alessandra sono giovani, simpatici e volenterosi. Hanno messo su un bel localino in pieno centro storico dove propongono una ampia e caria selezione di prodotti, e la loro cucina. Cucina semplice regionale con una forte connotazione e passione per il pane e la pizza. Quest’ultima non passa inosservata: panetto sopra i 300gr, largo cornicione, finitura generosa di ingredienti per altro buona. La lievitazione è lunga, ma forse non sufficiente, visto anche la dose. Ma la sosta sia per loro che per il locale è gradevole e i prezzi contenuti.

    Le Boccerie ad AgrigentoLe Boccerie ad AgrigentoLe Boccerie ad AgrigentoLe Boccerie ad AgrigentoLe Boccerie ad AgrigentoLe Boccerie ad AgrigentoLe Boccerie ad AgrigentoLe Boccerie ad AgrigentoLe Boccerie ad AgrigentoLe Boccerie ad AgrigentoLe Boccerie ad AgrigentoLe Boccerie ad AgrigentoLe Boccerie ad AgrigentoLe Boccerie ad AgrigentoLe Boccerie ad AgrigentoLe Boccerie ad AgrigentoLe Boccerie ad AgrigentoLe Boccerie ad AgrigentoLe Boccerie ad AgrigentoLe Boccerie ad AgrigentoLe Boccerie ad AgrigentoLe Boccerie ad AgrigentoLe Boccerie ad AgrigentoLe Boccerie ad Agrigento
    8 Marzo 2021 0 commento
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    Prodotti&Vini

    Baglio Bonsignore a Naro

    Di Luigi Cremona 5 Marzo 2021
    scritto da Luigi Cremona

    Sta nascendo nella piana sotto Naro una bella azienda a tutto tondo. Un antico baglio che la famiglia Bonsignore sta completando di ristrutturare con fedeltà del disegno originario, e che sarà presto aperto all’accoglienza. Intorno le vigne (alcune di recupero, altre appena piantate) daranno vita ad un’azienda vinicola non priva di ambizione. Sono già tre le etichette presenti, un nero d’avola in purezza, un grillo e un blend di nero d’avola e syrah dedicato al Cubburo, l’antica struttura di vedetta posta in alto a dominare la valle. Un’azienda biologica che cura l’impatto ambientale con grande attenzione al recupero dell’acqua. I vini sono alle prime battute ma già convincenti, in particolare il blend Cubburo fruttato e speziato si apprezza per equilibrio e piacevole bevibilità.

    Baglio Bonsignore a NaroBaglio Bonsignore a NaroBaglio Bonsignore a NaroBaglio Bonsignore a NaroBaglio Bonsignore a NaroBaglio Bonsignore a NaroBaglio Bonsignore a NaroBaglio Bonsignore a NaroBaglio Bonsignore a NaroBaglio Bonsignore a NaroBaglio Bonsignore a NaroBaglio Bonsignore a NaroBaglio Bonsignore a NaroBaglio Bonsignore a NaroBaglio Bonsignore a Naro
    5 Marzo 2021 0 commento
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    CVA a Canicattì
    Prodotti&Vini

    CVA a Canicattì

    Di Luigi Cremona 1 Marzo 2021
    scritto da Luigi Cremona

    Avevamo conosciuto questa azienda vinicola cooperativa a Wine Net, la rete appunto di cooperative del vino messa a punto da Lavinia e Fabio Piccoli. Erano venuti ai nostri eventi e ci aveva colpito la qualità dei vini. In viaggio ad Agrigento eccoci a visitare questa bella cantina, accolti da Salvatore Messina, il bravo direttore commerciale. CVA è innanzi tutto una bella storia, nasce da un antico latifondo ed ora si appoggia su circa 300 conferitori per quasi 900 ettari di vigne. In pochi anni si è fatta notare, grazie alla lungimiranza del Presidente Giovanni Greco che ha saputo coinvolgere nel progetto uno dei migliori conoscitori del nero d’avola, Tonino Guzzo, lunghi anni da Tasca d’Almerita. Il risultato è convincente, i vini destinati perlopiù all’horeca hanno un rapporto prezzo qualità davvero notevole. Il covid e l’inevitabile calo della ristorazione, ha spinto a realizzare una linea di etichette anche per la GDO.

    CVA a CanicattìCVA a CanicattìCVA a CanicattìCVA a CanicattìCVA a CanicattìCVA a CanicattìCVA a Canicattì
    1 Marzo 2021 0 commento
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    Una vera chicca, JK Place a Roma
    Ristorazione&Ospitalità

    Una vera chicca, JK Place a Roma

    Di Luigi Cremona 27 Febbraio 202127 Febbraio 2021
    scritto da Luigi Cremona

    Per rimettersi sù in tempi di covid ci siamo concessi il JK Place a Roma. Un piccolo albergo a cinque stelle che non ti fa sentire uno qualsiasi dall’alto di centinaia di camere e non ti accoglie con una hall sterminata. Sembra di entrare in una casa privata, certamente di pregio, dove quello che colpisce sono i dettagli. Come ad esempio la toilette: è vero che è scomoda (al piano superiore) ma il viaggio vale la pena, compreso l’ascensore. Venendo alla parte gastronomica la sala del ristorante è suddivisa in piccole salette che aumentano fascino e riservatezza, l’accoglienza è professionale, la cucina affidata a Michele Ferrara, ancora giovane e di buone esperienze all’estero. Una cucina che non vuole ricercare mode o effetti speciali, ma che cerca forse di rimanere in un percorso quasi casalingo con porzioni abbondanti e piatti senza troppi svolazzi, anzi a volta perfino un pò troppo poco rifiniti. Il piatto migliore ci è sembrato l’agnello, il meno convincente il dessert.

    Una vera chicca, JK Place a RomaUna vera chicca, JK Place a RomaUna vera chicca, JK Place a RomaUna vera chicca, JK Place a RomaUna vera chicca, JK Place a RomaUna vera chicca, JK Place a RomaUna vera chicca, JK Place a RomaUna vera chicca, JK Place a RomaUna vera chicca, JK Place a RomaUna vera chicca, JK Place a RomaUna vera chicca, JK Place a RomaUna vera chicca, JK Place a RomaUna vera chicca, JK Place a RomaUna vera chicca, JK Place a RomaUna vera chicca, JK Place a RomaUna vera chicca, JK Place a RomaUna vera chicca, JK Place a RomaUna vera chicca, JK Place a RomaUna vera chicca, JK Place a RomaUna vera chicca, JK Place a Roma
    27 Febbraio 202127 Febbraio 2021 0 commento
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    Franco con la figlia Nicoletta
    Ristorazione&Ospitalità

    Anche Franco Solari ci ha lasciati

    Di Luigi Cremona 25 Febbraio 2021
    scritto da Luigi Cremona

    Purtroppo è un nome per larga parte sconosciuto ai più. Eppure negli anni ottanta e novanta del secolo scorso era una delle soste che non si potevano mancare. La Liguria gourmet, per me che venivo dalla Versilia, iniziava praticamente qui e finiva a Ventimiglia (Baia Beniamin e Balzi Rossi). In mezzo non c’era molto salvo il Palma ad Alassio. Franco aveva la mia età, però ormai malandato, erano anni che il ristorante era ormai chiuso. Ca’Peo a Leivi, una modesta casa, quella di famiglia, in una piccola frazione dell’entroterra che per arrivarci si faticava soprattutto nelle ultime curve. Aveva aperto negli anni settanta, insegnato alla moglie Melly (trevigiana) le ricette liguri. La svolta ai primi anni ottanta, l’incontro con Veronelli, la passione travolgente per il vino, che lo portò a creare una cantina monstre (visto la discosta collocazione). Non era scontroso ma sicuramente burbero, all’impatto sembrava poco socievole, e poi invece alla lunga si è poi consolidata una forte stima e simpatia reciproca. Come tanti liguri dell’entroterra, tendenzialmente chiuso, ma con un grande cuore che non si apre per tutti. Qui ho assaggiato il primo cappon magro, le lattughe ripiene e scoperto i grandi sapori di questa regione grazie alle mani leggere di Melly che, proprio per l’origine forse diversa, riusciva ad alleggerire e dare eleganza senza tecniche elaborate ma istintiva spontaneità alle indicazioni di Franco. Aveva due splendide figlie ed ho visto Nicoletta crescere. Lei in sala fino alla fine ha aiutato il padre, poi alla sua malattia con la madre hanno cercato ancora per qualche tempo di portare avanti il ristorante, poi anche la salute di Melly ne ha consigliato la chiusura. Si chiude per la ristorazione ligure una pagina storica importante. Ma il ricordo rimane. Franco è salito nelle vigne del Cielo per brindare da lassù.

    Franco SolariFranco con la figlia Nicoletta
    25 Febbraio 2021 0 commento
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    Il Circolo dell’olio a Roma
    Ristorazione&Ospitalità

    Il Circolo dell’olio a Roma

    Di Luigi Cremona 8 Febbraio 2021
    scritto da Luigi Cremona

    Vengono dal mondo dello spettacolo ed hanno portato in questo piccolo nuovo locale di Monteverde Vecchio tanta cultura e tanto buon gusto. Il risultato è coinvolgente: è uno dei locali più affascinanti della Capitale per la cornice che hanno saputo creare e l’informale e calda accoglienza. E’ dedicato all’olio d’oliva ed infatti un’ampia selezione di oli regionali riempie gli scaffali di una bella libreria. Ed anche il dehor esterno risulta accogliente e tranquillo, il quartiere è quieto e la strada particolarmente tranquilla. Si mangia pure e qui iniziano i problemi, perchè la cucina è ancora un pò da costruire sia in senso concreto che di personale. Staremo a vedere, certo è che basterebbe alla fine poco, qualche prodotto giusto, una conoscenza di vini che almeno sia sufficiente e questo posto diventerebbe una vera chicca. Ma se chiudete un occhio sulla tavola, per il resto è già un approdo sicuro da non perdere.

    Il Circolo dell’olio a RomaIl Circolo dell’olio a RomaIl Circolo dell’olio a RomaIl Circolo dell’olio a RomaIl Circolo dell’olio a RomaIl Circolo dell’olio a RomaIl Circolo dell’olio a RomaIl Circolo dell’olio a RomaIl Circolo dell’olio a RomaIl Circolo dell’olio a RomaIl Circolo dell’olio a RomaIl Circolo dell’olio a RomaIl Circolo dell’olio a RomaIl Circolo dell’olio a Roma
    8 Febbraio 2021 0 commento
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    Evviva! Ciccio Sultano a Roma
    Ristorazione&Ospitalità

    Evviva! Ciccio Sultano a Roma

    Di Luigi Cremona 28 Gennaio 2021
    scritto da Luigi Cremona

    Due belle notizie per Roma, e di questi tempi è un piacere averle. Aprirà il primo W Hotel brand di Marriott International a Roma, vicino via Veneto in via Liguria e la ristorazione sarà affidata all’iconico chef siciliano, Ciccio Sultano, probabilmente con più format, si prevede operativa per fine anno. Nonostante la pandemia il 2021 e 2022 dovrebbero vedere molte aperture di qualità dal Rosewood a via Veneto al Marriott brand Edition in via S. Basilio ed altre ancora.

    Ciccio Sultano

    28 Gennaio 2021 0 commento
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    Cucinanuova, largo ai giovani
    Ristorazione&Ospitalità

    Cucinanuova, largo ai giovani

    Di Luigi Cremona 13 Gennaio 2021
    scritto da Luigi Cremona

    Largo ai giovani, lo diciamo da sempre. L’occasione di ripeterlo ci viene dall’annuncio di questa nuova iniziativa: nasce “Cucinanuova” grazie ad un nutrito numero di giovani chef che vogliono unirsi, almeno con alcune iniziative ed azioni, per contare di più. Ci sembra sacrosanto, troppo si parla in genere dei soliti noti, meno delle giovani leve alle quali spetta il compito di rinnovare ed aggiornare il settore. Sono molte le cose che ci sembrano positive di questa iniziativa: l’alto numero delle prime adesioni (alle quali se ne aggiungeranno di certo altre), la dispersione sul territorio che garantisce una rappresentatività nazionale (anche se forse il Sud, in genere negletto, è già più che presente), il voler guardare oltre i confini e non solo dentro casa (la cucina italiana è un player mondiale e questo non si deve dimenticare), il voler presto dare un messaggio di rinnovamento partendo dalla qualità del proprio territorio e dalla filiera dei prodotti. I buoni propositi insomma sono tanti. Colpisce piuttosto la mancanza di un qualsiasi accenno alla situazione epidemica e al conseguente ed attuale disagio sociale, però crediamo che tanta carne al fuoco non si possa poi mettere. Ben venga quindi questo nuovo tentativo di dare una positiva scossa al settore, noi, personalmente saremo sempre dalla loro parte.

    MANIFESTO DI CUCINANUOVA 
    Cucinanuova si propone come movimento culturale formato da chef che, come noi, hanno avuto la possibilità di fare esperienze oltreconfine o studiare comunque tecniche e culture al di fuori degli schemi legati alla nostra cucina tradizionale. Così, facendo tesoro di tutto il bagaglio culturale accumulato, riescono a identificarsi in una cucina italiana nelle radici, ma non convenzionale.

    Siamo stati testimoni di grandi rivoluzioni che hanno interessato il mondo, anche se in spazi temporali diversi, dove l’innovazione ha preso il sopravvento sapendo elevare la cucina tradizionale con l’utilizzo di tecniche moderne; vedi per esempio la crociata spagnola di Ferran Adrià negli anni ’90 o la rivoluzione della Cucina Nordica che, facendosi portavoce di tecniche ancestrali applicate a un concetto di food moderno, ha creato completamente da zero un nuovo filone ammirato da tutto il mondo. Per non dimenticare poi l’avvento negli ultimi anni della Modern British Cuisine che ha spostato il fulcro della “tradizionale” cucina inglese, super influenzata da Francia e vecchie colonie, sui concetti di “prodotti locali” e “biologico” iniziando finalmente a promuovere prodotti appartenenti alla cucina “comune” e sapendoli portare a livelli estremi.
    Abbiamo notato una uguale sorte anche negli Stati Uniti dove solo dal 2005, grazie a nomi come Grant Achatz, Sean Brock, Joshua Skenes che sono riusciti a dar corpo a una New American Cuisine, ci si è distaccati da un’egemonia francese che risulta avere tuttora un’importante influenza attraverso grandi maestri come Thomas Keller o Daniel Boulud. Vale poi la pena citare il senso di collettività che ha sempre legato la realtà della Francia, capace per decenni di primeggiare a livello di influenza internazionale.

    Come denominatore comune di questi successi a nostro avviso c’è stata la voglia di fare gruppo, di creare un legame tra chef proiettati verso uno stesso obiettivo e alfieri delle stesse idee e concetti. Anche se l’Italia può vantare maestri di altissimo livello che si son fatti ambasciatori di un concetto importante di cucina italiana, pensiamo che la frammentazione della nostra categoria sia sempre stata un nostro limite. Forse è questo il vero motivo della mancanza di una rivoluzione gastronomica in Italia? O forse l’importanza della nostra cucina regionale, che ci distingue da tutti e che è stata e sarà sempre motivo di vanto, risulta essere allo stesso tempo un freno al cambiamento?

    Troppe volte la nostra cucina viene additata con stereotipi che denigrano  sia la nostra cultura che la nostra voglia di fare; ed è per questo motivo che Cucinanuova si propone di unire chef, produttori agricoli, allevatori di eccellenza ma anche artigiani ed esperti in comunicazione che avvertano la necessità di farsi sentire, di uscire dagli schemi. Persone che fanno della ricerca di prodotti unici, dell’utilizzo di tecnologie all’avanguardia e dell’approfondimento di tecniche sia nuove che ancestrali il loro modo di concepire la nuova ristorazione italiana.

    Il fine quindi che ci poniamo è quello di creare un food-network capace di stimolare lo spirito di solidarietà dell’intera comunità e che riesca a far percepire al consumatore il concetto di Cucinanuova. Vogliamo avvalerci perciò di professionisti che, attraverso le loro esperienze, riescano a rappresentare tutta la filiera di organizzazione del nuovo modo di fare cucina.

    Già… il consumatore. A nostro avviso la figura più importante della filiera stessa. Sarebbe completamente errato, a nostro avviso, non prendere in considerazione quello che risulta essere il vero giudice del nostro operato. Proprio per questo motivo Cucinanuova si impegna a favorirne l’informazione e considera come punto di partenza le necessità del cliente stesso. Il consumatore ha il diritto e il dovere di essere reso partecipe di quelli che sono gli studi, le ricerche, l’impegno, il rispetto e la sostenibilità (anche sotto il profilo umano) che rendono diverso il nostro lavoro. Vogliamo che il cliente sia messo in condizione di capire il vero valore di un ristorante di cucina gastronomica.

    Nessuna realtà che consideriamo appartiene alla grande distribuzione, dall’allevatore, all’agricoltore, al responsabile della trasformazione, all’artigiano che produce pezzi unici.

    Inizialmente ci proporremo di intervenire sulla nostra comunità in dirette live per dare voce a ogni singolo membro di Cucinanuova, così che ognuno possa raccontare la propria storia, il ruolo che ricopre, ma soprattutto la filosofia che lo contraddistingue. Una sorta di presentazione dove si potrà discutere anche di temi che più toccano gli interlocutori e i punti sui quali vogliono soffermarsi maggiormente per stimolare un approccio originale a quella che è la nostra visione di alta ristorazione.

    Cucinanuova si propone inoltre di organizzare un evento gastronomico dove, avvalendosi della presenza di tutti i soggetti coinvolti, cercheremo di proiettare in forma tangibile la nostra filosofia. I rappresentanti dell’intera filiera saranno chiamati a intervenire per formare e sensibilizzare i consumatori a esperienze gastronomiche di avanguardia.

    Per anni le voci italiane sono sempre state frammentate e separate…. Un senso di collettività risulta fondamentale per creare un movimento che abbia impatto concreto sulla società. Ecco perché il fulcro del nostro progetto resta la creazione di una comunità solida che, partendo dagli chef, sappia coinvolgere a cascata tutti i responsabili della filiera; tanti cardini che decretano la riuscita di un concetto di ristorazione moderna.

    Siamo fermamente convinti che i capisaldi della nostra comunità dovranno essere la condivisione e l’informazione.

    Vogliamo infine focalizzarci soprattutto sui giovani e cercheremo quindi il coinvolgimento delle strutture scolastiche pubbliche; attraverso i nostri canali vogliamo condividere idee, concetti e la stessa filosofia dei singoli avendo come fine ultimo l’informazione. Per alzare il livello di percezione della cucina contemporanea

    Il team Cucinanuova

    Prime adesioni: Andrea Antonini, Antonio Biafora, Antonio Lebano, Antonio Romano, Ciro Scamardella, Daniele Lippi, Domenico Candela, Domenico Stile, Donato Ascani, Eugenio Boer, Fabrizio Fiorani, Francesco Di Marzio, Gianluca Renzi, Giovanni Solofra, Giuseppe Molaro, Luca Gulino, Marco Ambrosino, Matteo Metullio, Mattia Trabetti, Nello Iervolino, Riccardo D’Agostino, Roberta Merolli, Tommaso Foglia, Davide Guidara, Luca Abbruzzino, Davide Caranchini, Antonio Zaccardi..

    Movimento Cucinanuova e i cuochi giovani

    13 Gennaio 2021 0 commento
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    Ci facciamo partecipi
    Ristorazione&Ospitalità

    Ci facciamo partecipi

    Di Luigi Cremona 12 Gennaio 2021
    scritto da Luigi Cremona

    In un momento che vede il paese in emergenza, gli italiani colpiti dalla pandemia e le Istituzioni in crisi si fa forte il grido di dolore che arriva dal settore degli Alberghi e dei Ristoranti. Riceviamo quanto segue e siamo partecipi

    I Ristoranti del Buon Gusto e Alberghi La Milano che conviene

    Gentili colleghi,
    ci presentiamo, siamo Poli Marco e Simona Ronca, Presidenti delle reti d’impresa Ristoranti del Buon Gusto e Alberghi la Milano che Conviene con sede a Legnano (MI).

    In collaborazione con altre reti Nazionali, abbiamo creato questo canale per riunire tutti coloro che vogliono far sentire le proprie idee e collaborare per un’azione comune su possibili miglioramenti nel nostro settore Ho.Re.Ca.

    Se conosci amici, colleghi che potrebbero avere interesse in questa iniziativa ti chiedo di condividere il link del canale Telegram :
    https://t.me/horecaUnitinoicisiamo

    La situazione sta peggiorando vi chiediamo disponibilità e collaborazione nel far girare questa comunicazione.

    Grazie
    Marco e Simona

    I Ristoranti del Buon Ricordo

    NON C’E’ PIU’ TEMPO
    “Il primo grido d’allarme l’abbiamo lanciato lo scorso 30 marzo 2020. Il secondo è
    datato 22 aprile 2020. Il terzo, che speravamo fosse l’ultimo, il 16 maggio 2020. Ormai
    non c’è più tempo.” L’Unione Ristoranti del Buon Ricordo – la prima associazione fra ristoratori
    nata in Italia, nel 1964, di cui fanno parte un centinaio di locali – torna ad evidenziare con forza
    l’assoluta criticità del settore e la mancanza di chiari e concreti interventi e linee guida che
    possano scongiurare il tracollo dell’intero comparto. E lancia questo appello all’intero mondo della
    ristorazione e della somministrazione.
    Il nostro Mondo, il Mondo della ristorazione italiana di qualità oramai è esausto.
    11 mesi sono trascorsi dall’inizio della pandemia, 11 mesi durante i quali la nostra categoria
    ha accettato di chiudere a ripetizione le proprie attività in nome della salute.
    Noi ristoratori abbiamo un cuore e lo abbiamo dimostrato.
    Le briciole dei ristori, quando sono arrivate, sono state proprio tali.
    Abbiamo accettato anche il gioco dei colori, delle aperture e chiusure per salvare il Natale,
    poi per salvare gennaio, poi…?
    Purtroppo la realtà dei fatti ha dimostrato che non erano i locali pubblici i portatori di contagi.
    Tutti sappiamo che pranzare in un ristorante è più sicuro che farlo in una mensa aziendale.
    Allo stesso modo le resse nei supermercati e l’affollamento dei posti di lavoro
    non possiamo credere che siano meno pericolose.
    Ci è voluto del tempo ma tutti ora, noi e i nostri clienti, abbiamo capito
    che la scelta di chiudere determinati settori è stata una scelta di comodo.
    Guarda caso sono i settori nei quali è unanimamente riconosciuta la professionalità e la passione
    per il proprio lavoro. Settori abituati ad abbassare la testa e lavorare.
    In nome di questo il governo ha pensato che avremmo digerito ogni cosa, lamentandoci,
    scrollando la testa ma poi rifugiandoci, per la sopravvivenza,
    in forme inutili economicamente come asporto e delivery.
    Tutto giusto. Tutto vero.
    La passione va oltre ogni ragionamento logico.
    Così è stato.
    Con il risultato che tanti di noi sono alla canna del gas!
    ORA BASTA.
    Il vaso è colmo. Ci mancava solo l’invito ad aprire le nostre attività per 2 giorni
    per poi chiuderle nel week end, per poi colorare di nuovo l’Italia di giallo e arancione limitando
    o vietando il nostro lavoro in modo quasi sadico, per completare la presa in giro.
    Il 16 maggio dicemmo:
    I TEMPI SONO SCADUTI.
    Tutti ora abbiamo capito che, causa la pandemia, dobbiamo aspettare tempi migliori,
    ma dobbiamo arrivarci.
    Noi del Buon Ricordo siamo una piccola realtà ma pensiamo di rappresentare il mondo intero
    della somministrazione (Horeca) che troppo spesso non si è dimostrato compatto.
    CHIEDIAMO al GOVERNO:
    FATECI LAVORARE IN SICUREZZA, MA CON LA POSSIBILITA’ DI FARE IMPRESA
    oppure
    PERMETTETTECI DI ARRIVARE ANCORA VIVI AL MOMENTO DELLA RIPARTENZA
    CON GIUSTI RISTORI, NON BRICIOLE.
    Noi imprenditori della ristorazione crediamo di avere tante proposte da portare sul tavolo
    anche per il futuro, ma dobbiamo essere ascoltati non portati alla chiusura.
    Asporto e delivery non fanno parte del DNA della grande ristorazione e della somministrazione
    in genere e chi lo ha fatto o lo sta facendo sa bene che non possono tenere in piedi un’azienda.
    In una situazione come quella che ci aspetta nelle prossime settimane la soluzione unica
    e più economica e che rispetterebbe la nostra dignità sarebbe una sola
    CHIUDERE TUTTO.
    Se davvero siamo contagiosi dovremmo essere noi i primi a tirarci fuori dalla mischia.
    Ma non possiamo farlo da soli.
    Chi si alza ogni mattina all’alba e per 16 ore non esce dal proprio locale ha una dignità.
    Ora questa dignità è stata troppe volte calpestata.
    Asporto e delivery per le regioni arancioni
    e aperture solo a pranzo infrasettimanalmente per le regioni gialle
    sono delle prese in giro senza senso.
    Questo è il nostro pensiero.
    IL MONDO DELLA SOMMINISTRAZIONE COSA NE PENSA?
    NOI CI SIAMO.
    E’ tempo di essere UNITI e far sentire la nostra voce.
    Unione Ristoranti del Buon Ricordo
    tel. 0521.706514
    www.buonricordo.com
    info@buonricordo.com
    57 anni d’età, un centinaio di insegne, di cui una decina all’estero: dal 1964 l’Unione Ristoranti del Buon
    Ricordo salvaguarda e valorizza le tante tradizioni e culture gastronomiche del nostro Paese, accomunando sotto
    l’egida della cucina del territorio (a quei tempi scarsamente considerata) ristoranti e trattorie di campagna e di
    città, dal Nord al Sud. L’URBR è stata la prima associazione fra ristoratori nata in Italia ed è ancora oggi la più
    diffusa e conosciuta. A caratterizzare ciascun ristorante, e a creare fra loro un trait d’union, è oggi come un
    tempo il piatto-simbolo dipinto a mano dagli artigiani della Ceramica Artistica Solimene di Vietri sul Mare su
    cui è effigiata la specialità del locale, che viene donato agli ospiti in memoria di una piacevole esperienza
    gastronomica da ricordare. Nel loro insieme, ristoranti e trattorie associati rappresentano, con la varietà
    straordinaria delle loro cucine, il ricchissimo mosaico della gastronomia italiana

    12 Gennaio 2021 0 commento
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