Villa Laetitia a Roma

La Villa fa indubbiamente colpo, tra spazi, sale, arredi, oggetti e opere d’arte è un continuo susseguirsi di sorprese in positivo, anche perchè ad ogni sala cambia lo stile e l’arredo. La parte che più ci interessa, il ristorante, è anch’esso suggestivo, affidato alla luce delle candele (e anche dal soffitto, un pò ridondanti), con tavoli eleganti e assai distanziati. Una grande vetrata allunga la prospettiva sul giardino retrostante e lascia prevedere un forte utilizzo nella stagione estiva del dehor. Insomma il salto qualitativo dalla Torre di Viterbo a questa struttura di Anna Fendi è notevole, ma Luigi Picca titolare con Danilo Ciavattini ai fornelli, sembra ormai muoversi con agio tra clienti famosi e i tanti stranieri di turno ai quali offre una cucina romana che ha l’ambizione di dialogare con il mondo. Danilo è ancora molto giovane ma sicuramente bravo ed esperto e si predne anche qualche rischio, ma alla fine il cliente può sentirsi soddisfatto. Lo siamo anche noi, ma in questa bella sede le aspettative devono essere superiori e vorremmo da Danilo un ulteriore salto di qualità. Alcuni piatti, pensiamo al risotto, ci sono parsi frettolosi nella presentazione, altri, pensiamo alla pur famosa patata interrata, non finiti nel senso che manca l’ingrediente di contrasto. In alto poniamo un coraggioso coregone e un filetto di manzo con l’originale quadro di verdure.

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