Con grande piacere abbiamo consegnato a Maria Rina il suo attestato di Buona Cucina. Cosa altro non è questo locale che da tanti anni con continuità rimane fedele al territorio seguendo i tempi con la sua necessaria evoluzione ma senza tradirne lo spirito? Qui si è sempre fatta buona cucina e speriamo ancora per tanti anni si farà e non è stato semplice in un posto dove per dieci mesi l’affluenza è scarsa, mentre per due è perfino eccessiva. Maria, continua così.
Barbara Guerra
Grande il successo di Birroforum con una lunga fila per entrare ad assaggiar le tante birre proposte lungo i vialetti del villaggio. Una bella serata romana al fresco della pineta e per noi doppiamente impegnativa con le due gare in parallelo della pizza e degli chef. La prima al centro della piazza con le insegne del marchio 5 stagioni, grande sostenitore della manifestazione con i forni Valoriani. E grazie anche a Barbara Guerra che ha condotto la competizione con grande energia. Di fronte era la postazione degli chef e qui abbiamo conosciuto i primi 5: tutti molto in gamba come potete vedere dalle foto riportate, preparati eleganti, hanno proposto belle ricette con il filo conduttore della leggerezza. Ha vinto meritatamente il giovane Andrea Barbera, alto ed elegante, giovanissimo, si muove già con il piglio dell’esperto. Due piatti interessanti con l’insalata dolce di pasta al vertice.
Non solochef e pizzaioli, ma anche la sala sarà coinvolta. Lunedì a mettà mattinata un incontro con senior e giovani di sala under 30 per parlare del settore, per confrontarsi e per scegliere i due finalisti che rappresenteranno il sud nella finale di Roma a fine anno. Saranno le donne a dirigere il tutto: con Lorenza Vitali ci sarà Giulia Cannada Bartoli, Barbara Guerra, e allieteranno la riunione le bollicine di Paillard.
L’evento offre varie esibizioni anche in parallelo e ci dividiamo soprattutto tra il Congresso e il palco degli Emergenti dove presentiamo Felice Sgarra e Luca Abruzzino con la partecipazione di Peppe Guida. Si chiude la giornata con una bella e seguitissima degustazione di Bellavista.
Grande folla anche ieri e purtroppo i servizi scricchiolano: possibile che non si possano avere toilettes decenti? Per il resto è un piacere incontrarsi con tanti colleghi e ristoratori, assaggiare e approfondire tanti ingredienti. Bel ricordo la degustazione degli champagnes rosè di Ruinart e un grazie ai tanti amici che mi hanno cercato e salutato.
Grande folla, gran successo e piccolo buffet. In tanti abbiamo applaudito le condivisibili scelte di Enzo Vizzari e dei suoi tanti collaboratori riuniti alla Stazione Leopolda in una magnifica giornata di ottobre. Poche le novità, pochi gli aggiustamenti e poche le polemiche a conferma di una situazione tutto sommato solida nella continuità. Nonostante la crisi è un settore che si difende e che trascina avanti un’Italia zoppicante. Brindiamo all’amico Enzo. Lunedì 28 ci sarà la guida Touring a Roma e poi ai primi di novembre si chiude con la Michelin.
Da 7 anni Eulalia e Paolo hanno rivoluzionato il locale di famiglia per proporre un’offerta di rango. Il locale si presenta elegante nel contesto (ahimè un pò degradato) della cittadina che, pur famosa nel mondo e con centinaia di migliaia di visitatori all’anno, rimane un esempio di come in Italia non sappiamo sfruttare quello che abbiamo. Dobbiamo quindi ringraziare chi invece ci prova e investe professionalità ed euro. L’accoglienza e il servizio sono di stampo molto classico, ma le buone maniere si apprezzano e ancora di più da queste parti. Venendo alla cucina balza subito evidente la grande passione di Paolo Gramaglia (chef e patron) per i buoni ingredienti e la sua voglia di imporsi con una cucina di qualità, Lui ha girato molto e negli anni il suo stile si è evoluto, affinato e oggi si mangia ad un buon livello e si paga il giusto tenendo presente il contesto. Può e pensiamo che farà ancora meglio con qualche riflessione e qualche attenzione in più all’equilibrio e alla presentazione delle ricette. Ci hanno colpito in positivo molte delle cose che abbiamo assaggiato, in particolare i calamaretti ripieni con zabaione di patate (non in foto) e gli spaghetti ai frutti di mare (sgusciati, evviva!). Meno le guance della pescatrice con crema di mais e il dentice in guazzetto di cozze.
Ormai è un appuntamento fisso, un pò come le feste comandate. Siamo sempre stati presenti fin dalla prima edizione, i motivi sono molteplici, ci piace la mozzarella di bufala, ci piace questo territorio, Paestum, che è l’immagine della nostra Italia: potenzialità incredibile e risultati appena sopra la linea di galleggiamento. Poi ci sono Barbara e Albert che si sforzano, un pò come Don Chisciotte, di cambiare lo stato delle cose, per questo gli vogliamo bene. Serata d’avvio nell’azienda San Salvatore di Peppino Pagano, un altro che crede (e investe) nei sogni, per questo stimiamo anche Lui.
I nuovi chef stellati della Campania danno prova di crederci, di essere uniti. Avevano cucinato assieme alcune settimane fa al Romeo di Napoli, fanno il bis alla Trabe di Paestum con la sola assenza, ed è un peccato, di Rosanna Marziale. Un bel messaggio che, aldilà delle problematiche che comportano cene così lunghe ed impegnative, la dice lunga sulle potenzialità di questa regione che ha trovato nella ristorazione un suo vero e ormai consolidato punto di forza.
B&B non bed and breakfast, ma birra e bufala. Si può? l’abbinamento è classico e anzi collaudatissimo, se pensiamo alla pizza margherita ad esempio, o ad altre preparazioni dove la mozzarella viene cucinata (in carrozza altro esempio). I problemi nascono a crudo, quando la bufala da (secondo noi) il massimo di sè, ma è anche un “massimo” molto delicato, elegante, che rischia di essere sopraffatto da un abbinamento invadente.
