Di Redazione Witaly

La Rosa a Sant’Agostino

Arriviamo a La Rosa, aggirando il centro storico chiuso, dopo aver attraversato un altro paio di centri storici segnati da chiese diroccate e campanili dimezzati. La Rosa ha resistito , si sono rotti bicchieri e stoviglie, ma le mura hanno resistito. Così dopo oltre un secolo di vita la quinta generazione non deve affrontare una ricostruzione, ma solo un momento comunque difficile.

Arriviamo a La Rosa, aggirando il centro storico chiuso, dopo aver attraversato un altro paio di centri storici segnati da chiese diroccate e campanili dimezzati. La Rosa ha resistito , si sono rotti bicchieri e stoviglie, ma le mura hanno resistito. Così dopo oltre un secolo di vita la quinta generazione non deve affrontare una ricostruzione, ma solo un momento comunque difficile. La cucina in tanti anni si è evoluta lentamente, sempre fedele alle proprie ricette, alla grande storia che dietro le loro spalle. I piatti scivolano l’uno dopo l’altro , dolcemente, volutamente qui non si cercano contrasti e non si fanno azzardi, ma si rassicurano i fedeli habituès con la continuità dei sapori.

oltre 100 anni di La Rosa

ingresso

produzione propria

la saletta

Francesco Malaguti ci serve un Bellei metodo classico

pane grissini e crackers di casa

cantuccini alla salvia con spuma di parmigiano e olio di zucca

tortelli con zucca primaticcia e ragù di carni bianche

strichetti con finanziera di coniglio e pecorino

lingua di vitello con giardiniera di casa, polvere di piselli e di patata viola

dettaglio

fior di latte al caramello, torta di tagliatelle

il fior di latte

torta di tagliatelle

i fratelli Francesco e Alfredo, in sala, Adriana moglie di Francesco con il figlio Alessio in cucina

da vicino

 

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