La battaglia della pizza, a Napoli

L’ultima pizza a pranzo mangiata al volo a Napoli, da Ciro Oliva, ma il discorso varrebbe per qualsiasi altra pizzeria di successo, e sono parecchie qui in città, ci induce a qualche riflessione. La fila fuori la porta vale già il viaggio. Non è unifilare, nè bifilare, si ingrossa e si assottiglia un pò casualmente secondo la gente che arriva, non segue un rigoroso ordine temporale, ma tutto scorre liscio, tra commenti e sollazzi, tra risate e spintoni. Metà delle battute sono incomprensibili per chi non è ben dentro al dialetto, ma quanto basta per rasserenarti l’anima. La pizza è democratica, ad un tavolo è il funzionario ben vestito, a quello dopo il manovale di passaggio. La pizza è antidemocratica, tutti i tavoli vengono chiaramente invitati a fare in fretta, ma a quello dei funzionari ben vestiti si concede qualche minuto in più. La pizza è cosa da giovani, non alludiamo alla clientela che può avere qualsiasi età (purchè sappia mangiare velocemente), quanto al servizio: il ritmo è frenetico, la fila fuori incalza, ogni secondo è prezioso per far ruotare il tavolo e fare altri coperti, ci vogliono occhi svelti per controllare ogni angolo di tavolo e riflessi preziosi per bruciare anche l’attimo. Tutti (i pizzaioli con i quali ogni tanto ci confrontiamo) hanno a cuore la digeribilità della pizza e sono passati a lievitazioni più lunghe, curiosamente nessuno si preoccupa dei tempi di deglutizione. Si esce comunque soddisfatti, tra fila, volteggio dei camerieri, giro di pizze e saluti, l’esperienza è stata intensa, economica, istruttiva. Però ci faremo una rilassante pausa prima di riaffrontare la prossima pizzeria.

Potrebbe interessarti

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Accept Read More

Privacy & Cookies Policy
Sito in wordpress con hosting! Corsi di formazione haccp Brindisi,corsi di formazione sab brindisi, corsi rls brindisi Livenet News Network