Un palazzo di prestigio, un nome quasi desueto (il Borghese), e in effetti dentro si punta alle buone maniere e alla tradizione, ma con un’attenzione lodevole ai prodotti, una carta dei vini ampia, un’offerta completa che va dal menù leggero nel wine bar/bistrò, ad un menù più ampio nella sala ristorante. La cucina è un pò ingenua e ripetitiva nella presentazione, ma buona nella sostanza: un locale che si fa apprezzare e che lascia soddisfatti anche per i prezzi abbordabili (menù a 33 euro).
Un palazzo di prestigio, un nome quasi desueto (il Borghese), e in effetti dentro si punta alle buone maniere e alla tradizione, ma con un’attenzione lodevole ai prodotti, una carta dei vini ampia, un’offerta completa che va dal menù leggero nel wine bar/bistrò, ad un menù più ampio nella sala ristorante. La cucina è un pò ingenua e ripetitiva nella presentazione, ma buona nella sostanza: un locale che si fa apprezzare e che lascia soddisfatti anche per i prezzi abbordabili (menù a 33 euro).
il palazzo
Carmine Daddiego, lo chef, e Giuseppe Casarola in sala
l’area wine bar
c’è anche un dehor (chiaramente fuori uso in invenro)
un classico per iniziare, fave e cicoriella con pane di Matera tostato
un ottimo olio
flan di asparagi su crema di caprino di Gorgoglione e pistacchi
sformato di patate e peperoni cruschi
altra vista
pane e taralli
polpetta di melanzana rossa di Rotonda con mollica di pane di Matera e salsa pomodoro
capunti con purea di cicerchie. mollica fritta e pomodoro
cavatelli a tre dita di grano arso con cardoncelli e salsiccia “pezzente”
cartellate
