Enoteca al Parlamento a Roma

L’enoteca è un contenitore di una quantità di vini e liquori (normali, rare e introvabili) che sembra senza fine. Si è sempre anche mangiato e bene, ma più a livello di stuzzichini, tartine, taglieri di culatello o altri ottimi prodotti, in modo informale. Quest’offertta continua al banco o nel piccolo dehor, mentre nelle due salette sul retro è arrivata la cucina di Massimo Viglietti, chef stellato di Alassio che prova a mettersi in gioco in una grande città. Massimo ha sempre dimostrato un grande coraggio, cercando prima di cambiare le regole nel ristorante dei suoi genitori, poi proponendo una linea di cucina nuova e audace, ed ora cambiando addirittura locale e ambiente di lavoro a 600 km da quello originale. Per Roma è un acquisto formidabile, perchè forse non c’è nessuno che faccia una cucina così personale e trasgressiva che viene ad ampliare il panorama dell’offerta gourmet della Capitale. In una saletta che è una vera bomboniera piena di coccole, con un servizio curato, viene proposto il menù dello chef (wish you were here, il nome, dal titolo di una celebre canzone dei Pink Floyd che è anche una delle nostre preferite in assoluto) a 100 euro (che non sono pochissimi per la città) dove Massimo dà sfogo alla sua creatività. Il risultato è notevole, non tutti i piatti ci sono piaciuti (“il Caos”, così si chiama, della triglia fritta è un vero caos, come anche quello delle acciughe fritte), ma il baccalà e foie gras, come le seppie con carciofi, le ottime polpettine e la carbonara rivisitata sono tutti piatti che meritano, e come!

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