Witaly

La finale di Emergente Chef per un giorno

Un’idea originale: far giudicare una volta tanto i clienti dallo chef invertendo così le parti. Un gruppo di sponsor di altissima qualità che hanno con entusiasmo sposato l’idea: in primis il Pastificio dei Campi e Tartuflanghe e man mano si sono uniti la Smeg, il Caffè Moak, i vini della Tenuta Setteponti, e per la Finale il Consorzio del Parmigiano Reggiano con il caseificio Montecoppe, Olitalia, Sommet Education, Villa Franciacorta. Un successo dovuto agli chef protagonisti dei sei incontri: Daniele Lippi de L’Acquolina, Francesco Franzese del RO World, Nikita Sergeev de L’Arcade, Pasquale Palamaro dell’Indaco, Daniel Canzian dell’omonimo ristorante a Milano, Matteo Metullio del Piccolo di Trieste. Tutti chef che in passato sono passati per Emergente Chef quando non erano ancora così noti. Ad ogni incontro lo chef protagonista ha scelto 5 suoi clienti premium che si sono messi in gara realizzando un piatto di pasta con gli ingredienti da noi mandati (ed altri di libera scelta). Abbiamo avuto così 6 vincitori e nel frattempo in questi mesi per fortuna la pandemia ha avuto un decorso favorevole.Così abbiamo pensato di fare la Finale in presenza e ci siamo ritrovati ieri al St Regis di Roma con 5 finalisti: Elena Joan, Filippo Passariello, Andrea Pedeferri, Lucia Barletta, Roberta Canfora e una sola defezione, il cliente abbinato a Canzian di Milano. Ci siamo divertiti, in un pranzo di assaggi che è stato festoso ed interessante con i finalisti che hanno presentato ricette sensate ed alcune anche ben presentate. La giuria composta da Daniela Amadei, Andrea Pascalucci, Riccardo Squillace ha premiato Andrea Pedeferri da Trieste (selezionato da Matteo Metullio) con una premiazione che si è svolta nella bellissima Show Room romana della Smeg. Si chiude così un piccolo ciclo che ci ha accompagnato in questi tristi mesi, con un forte segnale di ripartenza e fiducia. Grazie ancora a tutti, chef, sponsor, clienti che l’hanno sostenuto per arrivare al brindisi finale. Visto il successo, di sicuro ci riproveremo!

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Emergente Pastry (delivery): i dessert che hanno vinto

Le Grand Jury: Emanuel Mugnier dell’Ecole Ducasse a Parigi per il dolce moderno al cioccolato e Rossano Boscolo per il dolce con cottura al forno sono stati i due importanti giudici della gara che, ricordiamo, non doveva premiare il dessert migliore (perchè non era possibile organizzare l’assaggio in modo corretto per tutti) ma quello che meglio si prestava al delivery.

Ecco le due ricette vincenti, rispettivamente di Maicol Vitellozzi pasticciere al Del Cambio di Torino e Tommaso Foglia pasticciere al Don Alfonso 1890 a San Barbato. Ancora complimenti a loro, ma anche agli altri 6 pasticceri che hanno partecipato mostrando indubbie doti professionali e notevole creatività e originalità per gli elaborati presentati.

CHRISTMAS TREE – DESSERT MODERNO AL CIOCCOLATO
– Cremino alla mandorla
– Mousse al cioccolato al latte
– Inserto ai marroni
– Cremoso al cioccolato fondente e marroni
– Croccantino pralin delicrisp caramel
– Burro di cacao verde
– Glassa pinguino fondente

Cremino alla mandorla
150 gr cioccolato bianco
100 gr purea di mandorla

Mousse al cioccolato Minuetto Santo Domingo 38%
125 gr latte fresco
2.5 gr gelatina
12 gr acqua
170 gr cioccolato al latte 38% Santo Domingo Irca
250 gr panna montata

Portare il latte ad ebollizione, scioglierci la gelatina, versare 1/3 di latte sul cioccolato ed emulsionare con la frusta, aggiungere il restante in due volte ed emulsionare.
Quando la base sarà a 38/40°c, incorporare la panna semi montata.

Inserto ai marroni
50 gr latte fresco
1.5 gr gelatina
8 gr acqua
225 gr pasta di marroni
175 gr panna fredda

Scaldare il latte e scioglierci la gelatina, aggiungere la pasta di marroni e mixare. Versare la panna continuando a mixare.
Versare nello stampo ed abbattere.

Cremoso al cioccolato fondente Minuetto Madagascar 72% e castagne
100 gr panna
100 gr latte
40 gr tuorli
20 gr zucchero
100 gr cioccolato fondente 72% Madagascar Irca
40 gr pasta di marroni

Realizzare una crema inglese con panna, latte, tuorli e zucchero. Versare la crema sul cioccolato e la crema di marroni e mixare. Colare nello stampo desiderato ed abbattere.

Croccantino al caramello salato
100 gr pralin delicrisp caramel fleur de sel Irca

Glassa pinguino fondente
100 gr burro di cacao
100 gr cioccolato fondente 72% Madagascar Irca

XMAS PRESENT – DESSERT CON COTTURA DA FORNO
– Torta di nocciole con gianduia
– Inserto morbido al mango
– Glassa tenera rossa allo yuzu
– Cioccolato plastico

 

il piccolo panettone di Foglia

Categoria: Dolce da forno

Panettoncino alle albicocche del Vesuvio
glassa al Caramel Fleur de sel e fava Tonka

53g lievito madre
100g farina
70g acqua
30g zucchero
100g burro
60g tuorli

60g farina
40g tuorli
60g burro
10g miele
1g sale
1g vaniglia
115g albicocche
100g delicrisp fleur de sel
1g fava tonka

Formare il primo impasto con lievito madre maturo, farina e acqua, aggiungere poi lo zucchero, il burro ed in fine i tuorli.
Lasciar maturare a 26°c per 12 ore circa.

Procedere con il secondo impasto aggiungendo farina, zucchero, tuorli , miele ed aromi, il burro con il sale. In fine aggiungere le albicocche candite.

Formare dei pezzi da 100gr e dare una prima pirlatura. Dopo 20 minuti dare una seconda pirlatura e adagiare nel pirottino.

Far lievitare fino al raggiungimento dell’orlo, incidere la superficie e porre una noce di burro.

Infornare a 140°c per 13/15 minuti

Quando saranno freddi fare la glassata con il delicrisp caramel fleur de del Irca e grattugiare la fava tonka prima che si rapprenda il cioccolato.

Servire a temperatura ambiente.

Si consiglia di degustare il panettoncino tiepido.

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Emergente Pastry: la sfida dei dessert via delivery

Dovendo dare un tema per il nostro webinar dedicato alla pasticceria di ristorazione, abbiamo pensato che per il pranzo delle Feste molti, non potendo andar al ristorante, sceglieranno l’alternativa di ordinare il menù, o almeno il dolce, che quel giorno non potrà mancare sulla tavola delle feste. Il tema quindi che diamo ai nostri giovani pasticceri è questo:
Pensate ad un dolce dedicato alle feste, che sia buono, che sia originale ma che sia anche funzionale ai fini del “delivery”….
Daremo un premio alla ricetta migliore (di fatto saranno due le tipologie richieste ad ognuno dei partecipanti, un dolce moderno al cioccolato e un dolce da forno). Senza l’assaggio è difficile poter giudicare un dessert e ancor di più le ricette peculiari della ristorazione che sono spesso tra le più complesse da valutare in quanto sovente legate ad alta tecnica ed assemblaggi particolari per ottenere una grafica d’effetto che spesso li caratterizza. Senza aver la pretesa di giudicare il dolce in assoluto migliore, l’idea è di premiare quello più aderente al tema e allo stesso tempo stimolare i giovani pasticceri a confrontarsi con un mondo che sta velocemente cambiando.
I pasticceri che hanno prontamente aderito sono: Andrea De Benedetto del Ristorante Adelaide presso Hotel Vilòn***** a Roma, Tommaso Foglia, pastrychef della nuova stella Michelin 2021, Don Alfonso 1890* presso San Barbato Resort Spa & Golf a Lavello PZ, Ilaria Caneva del Ristorante Cracco** a Milano, Beatrice Bello del ristorante MadeITerraneo nella capitale, Maicol Vitellozzi del ristorante Del Cambio* a Torino, Michele Fanucchi del ristorante Arnolfo** a Colle di Val d’Elsa SI, Maria Novella Salani di Peter Brunel Ristorante Gourmet* ad Arco TN ed infine Debora Vella di Dolce Locanda di Perbellini a Verona.

Ognuno dei concorrenti è stato abbinato ad un noto Esperto del settore (pasticcere, chef, giornalista, etc.) individuato da noi oltre che per la competenza, perché residente nelle immediate vicinanze al luogo dove il concorrente opera: a lui/lei sono stati consegnati i due dolci, come se fosse un normale servizio di delivery in modo che possa giudicarli anche al gusto. Questi gli Esperti che abbiamo selezionato: Livia Chiriotti direttrice editoriale Pasticceria Internazionale e Co Owner Chiriotti Editori, Carlo Passera giornalista di Identità Golose, Francesca Negri giornalista del Corriere del Trentino e dell’Alto Adige, blogger geishagourmet.com, Lido Vannucchi Fotografo wine food, consulente di cibo, vino e territorio, Sabrina Fattorini imprenditrice e food blogger di architettandoincucina.it, Annalisa Zordan Food writer presso Gambero Rosso, Giulia Mancini giornalista di Le Guide di Repubblica, Bernardo Pasquali giornalista per le testate The Italian Wine Journal, Foodyes, L’ Adige di Verona e Daniele Bracuto Social media chef, designer, food blogger di inthefoodforlove.it.
Anche la location scelta è particolare: il Garum, museo gastronomico e biblioteca al Circo Massimo di Roma. La Grand Jury dell’evento è d’eccezione: Emanuel Mugnier, in collegamento straordinario dalla nuovissima Ecole Ducasse, Accademia di Cucina da poco inaugurata a Parigi e Rossano Boscolo, ideatore e titolare del Museo di Cucina e Pasticceria Garum a Roma.
Importante, crediamo, sia il messaggio che vogliamo dare con questa iniziativa: anche le prossime feste potranno essere liete e più sicure se rimaniamo a casa, sapendo approfittare delle opportunità che esistono, rendendole più dolci con una coccola a domicilio in più, in piena serenità.
Hanno vinto Tommaso Foglia per il dolce tradizionale al forno e Maicol Vitellozzi per il dessert al cioccolato
Altri particolari a seguire

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Emergente Sala Centrosud, un bel finale

Emergente Sala Centrosud, un bel finale

Di Luigi Cremona

Un bel finale quello di ieri sera, grazie alla location speciale (l’Hotel Eden), grazie ai ns sponsor, grazie ai giurati e soprattutto grazie ai concorrenti molto preparati che hanno subito e ben risposto alle moltissime domande che ci hanno fatto sforare i tempi, ma che hanno anche dimostrato la validità del format. Ricordiamo i giurati: Vincenzo Donatiello direttore di sala di Piazza Duomo tre stelle michelin che ha nell’occasione presentato anche il suo nuovo e godibilissimo libro (Io Servo) dedicato al mestiere più bello del mondo: il cameriere. E poi il padrone di casa Daniele Colombo F&B dell’Eden, il grande sommelier Gennaro Buono, la bravissima ed esperta collega Eleonora Cozzella, ed infine Helmuth Koecher patron del Wine Festival di Merano, l’evento forse più prestigioso d’Italia che tante volte ha fisicamente ospitato i nostri eventi. Una giuria estremamente qualificata che ha tartassato i 4 concorrenti: Carla Scarsella del nuovo ristorante Sintesi, una vera chicca di cucina contemporanea ad Ariccia; Manuel D’Ercoli l’esperto professionista della sala dell’Acquolina, ristorante stellato di Roma come il Convivio presente con il sommelier Giacomo Scatolini ed infine la giovanissima ma tenace Ilaria Schiavi di Materiaprima, osteria contemporanea di Pontinia. Una bella e appassionante sfida che si è conclusa con la vittoria di Giacomo Scatolini, ma onor del merito agli altri. Andranno quindi in finale in 4: Giacomo Scatoli vincitore della terza batteria con Francesca Sileoni e Andrea Diolaiuti exaequo della seconda, ed Emanuele Ritocco vincitore della prima batteria. A tutti i nostri ringraziamenti. Bel brindisi finale con lo champagne Extrè e le tartine al parmigiano reggiano di Fabio Cervio. Grazie ancora a tutti i nostri sponsor che hanno puntualmente seguito l’evento e posto anche loro tante domande interessanti.

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Emergente Sala, selezione Centrosud, la seconda batteria

Abbiamo avuto anche un’inaspettata visita di un Hacker, che ovviamente considerava la “sala” come una sua sala divertimenti. Superata l’intrusione la selezione è ripartita con un ulteriore, ma questa volta tutto sommato gradito, imprevisto finale: i sei giurati si sono equamente divisi tra Francesca Sileoni di Uliassi e Andrea Diolaiuti del Borgo San Felice. Ambedue infatti hanno dimostrato tanta qualità, ma ricordiamo anche gli altri due concorrenti: Alin Florin Bontas del Pellicano ed Elena Petronela del Mater (Hotel Tre Baroni), che non hanno affatto sfigurato a testimoniare l’alto livello di questa selezione. Alla fine abbiamo deciso di lasciare l’exaequo e ammettere ambedue alla finale. Ricordiamo i giurati: Andrea Giosuè F&B del Chapter che ci ospitava, Bruno Gambacorta di Eat Parade, Aldo Fiordelli Guida Espresso, Federico Bianconi Hotel Seneca, Massimo Di Cintio collega e ideatore di Meet, Andrea Zana gm dell’Hotel San Pietro di Positano. Al solito i temi della gara sono partiti dai prodotti degli sponsor (che ringraziamo per il loro sostegno a queste competizioni) per allargarsi poi a trattare i tanti problemi che il servizio di sala deve ogni giorno affrontare. Oggi pomeriggio va in scena l’ultima batteria, quella dedicata ai concorrenti del Lazio.

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Emergente Sala selezione centrosud, la prima batteria

La prima volta (con una gara) in virtuale, e speriamo che il covid passi in fretta e che quindi sia anche l’ultima. Manca infatti un fattore imprescindibile, quello che ti dà l’emozione del contesto, la sensazione tattile della tensione quella che solo la distanza ravvicinata riesce a trasmettere. Comunque è sempre interessante e stimolante il confronto anche a distanza. Siamo quindi in pieno svolgimento con Emergente Sala selezione Centrosud. Ieri le prime due batterie.
Nella prima: Emanuele Ritacco del Borgo Rosso di Sera resort di San Lucido (CS), Giovanni Angelucci di Zunica a Civitella d’Agliano, Mariantonietta De Chiara di La Vela Blu ad Apice (BN), Antonio Manfredi calabrese ma chef de rang da George Blanc a Vonnas (Francia). A giudicarli Giovanni Pizzolante ideatore di Foodex a Lecce, Jacopo Arosio direttore Hotel Chapter sede anche dell’evento, Alberto Cauzzi presidente di Passione Gourmet, Gianni Sinesi direttore sala Reale a CastediSangro, Stefania Picchioni guida Espresso, Pino Cuttaia chef patron de La Madia a Licata. Andrà in finale Emanuele Ritacco per le sue risposte e la maturità dimostrata. Ringraziamo Olitalia, il Consorzio del Parmigiano Reggiano, Vinea Domini, la Famiglia Cotarella, il Caffè Moak, Carmasciando e L’azienda Dattilo della Famiglia Ceraudo per il loro sostegno all’evento.

Emergente Sala selezione centrosud, la prima batteriaEmergente Sala selezione centrosud, la prima batteriaEmergente Sala selezione centrosud, la prima batteriaEmergente Sala selezione centrosud, la prima batteriaEmergente Sala selezione centrosud, la prima batteriaEmergente Sala selezione centrosud, la prima batteriaEmergente Sala selezione centrosud, la prima batteriaEmergente Sala selezione centrosud, la prima batteriaEmergente Sala selezione centrosud, la prima batteriaEmergente Sala selezione centrosud, la prima batteriaEmergente Sala selezione centrosud, la prima batteriaEmergente Sala selezione centrosud, la prima batteriaEmergente Sala selezione centrosud, la prima batteria
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VINEA DOMINI,  NEL CUORE DEL VULCANO LAZIALE  L’ORIGINE AUTENTICA DEL FRASCATI SUPERIORE DOCG

Si sogna e si viaggia con Vinea Domini, progetto ideato da Gotto d’Oro, la grande e storica cantina dei Castelli Romani, per valorizzare i vini del Lazio. Ancora una volta sponsor per EmergenteSala Selezione Centro Sud, evento che si svolgerà online sulla piattaforma Zoom il 17 e 18 novembre.

Vinea Domini è il contesto ideale nel quale dar vita a un più ampio dialogo e confronto tra clienti cultori dei vini di qualità. Fra questi non poteva certo mancare la bottiglia che per i Castelli Romani rappresenta la certezza di un’identità salda e le speranze per un futuro ancora prospero: il Frascati Superiore docg.

E’ esattamente in omaggio a tanta regalità che Gotto d’Oro scende nel cuore del vulcano laziale, sul quale sorgono i Castelli Romani, per cogliere la linfa più antica e preziosa in cui il vitigno docg Frascati trae la sua genesi, lasciando in dono ai suoi ammirati degustatori i sapori più autentici e vissuti di un’uva che rappresenta la tradizione e la storia del suo territorio d’origine.

Vinea Domini

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CAFFE’ MOAK :Motyca per i greci, Motuca per i romani, Mohac per gli arabi

Witaly, come sempre ci tiene a portare a termine i suoi obbiettivi almeno alcuni, è per questo che abbiamo deciso di chiudere l’anno con le selezioni che ancora mancavano e che di solito si svolgono in primavera.

Parliamo di #emergentesala ( https://www.facebook.com/emergentesala/ ) l‘evento si svolgerà esclusivamente online sulla piattaforma ZOOM e in diretta FB e Instagram in due giornate: martedì 17 e mercoledì 18 novembre. A dare supporto ai concorrenti in gara, quest’anno sponsor al nostro fianco CaffèMoak ,  che grazie ai suoi progetti e concorsi diffonde il bagaglio intellettuale attraverso diverse forme d’arte.

Dal 1967 produciamo qualità e ricerca. Nati da un piccolo laboratorio siciliano, abbiamo messo radici in ogni continente, specializzandoci nel settore professionale del caffè. Da sempre ci teniamo a curare la selezione e la produzione di ogni monorigine. Una puntigliosità che secondo noi fa la differenza e che trasferiamo in tutte le nostre linee di prodotti: da quelle dedicate alle caffetterie alle miscele per la linea casa e ufficio. Scopri la nostra linea capsule My Music Coffee (https://store.caffemoak.com/prodotti/1/capsule)

 

Linea Capsule Moak

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CARTOLINE DAL CHAPTER…RICORDI DI VIAGGIO E DI VITA IN UN BICCHIERE

Per me, viziosamente, è l’indirizzo dietro l’angolo di casa dove mi sento coccolata e dove “fuggo” quando ho voglia di ritagliarmi un momento tutto mio, oppure quando, con la scusa di un appuntamento di lavoro, invito i miei interlocutori a prendere un drink in zona. Ma l’Hotel Chapter Roma è molto di più, è un luogo dallo spirito internazionale, dall’indole nomade, dalle atmosfere studiate dove gli oggetti di design vintage ed i colori felpati che sembrano frutto di scelte finto casuali ma tutto è studiato ad hoc, come i murales di Alice Pasquini, una percezione di “lusso accessibile” sbarcato nella capitale un annetto fa. Il suo anfitrione, giovane imprenditore romano ma globetrotter per definizione, Marco Cilia, individuò un palazzo di via de’ Calderari (Rione Regola accanto al ghetto) che affaccia sul lato di via Arenula, ad un passo dal Tevere e da campo de’ Fiori. Due domande mi viene voglia di farle a chi ha investito con una visione tanto peculiare del business dell’ospitalità contemporanea.

Marco, come imprenditore globale, qual è il tuo pensiero in questo momento rispetto alla situazione covid?

In città (in tutte le città!) il mercato dell’hospitality continuerà a vedere il costante calo del turismo, ma vedo un’evoluzione dei numeri in tempi non così lunghi come tanti pessimisti prefigurano. Abbiamo riaperto all’inizio dell’estate e ora, seppur con moltissima calma, alcuni clienti arrivano e anzi, ritornano. Siamo considerati interessanti per un targe di ospiti che amano l’arte, il design, ci scelgono non solo come letto-doccia-colazione più o meno di lusso, ma proprio come luogo d’incontro, di scambio, siamo un luogo per “stare” o come si diceva un tempo “soggiornare”.

Qual è allora il vostro punto più “caldo”, più vissuto dagli avventori?

La nostra agorà è senza dubbio il bar, lo spazio comune con i divani e il focus principale, il palcoscenico è chiaramente il bancone, oggi frequentato ma a distanza di sicurezza, punto che attira sia gli ospiti delle camere sia i romani. Cercavamo un prim’attore da posizionare dietro quel bancone e lo abbiamo recentemente individuato nella figura di Mario Farulla, giovane ma indubbiamente maturo professionista con alle spalle un background corposo di gestione di spot prestigiosi a Londra, a Dubai e in giro per il mondo.

E il food?

Finora l’offerta gastronomica era concentrata essenzialmente su dei servizi doverosi sia alla clientela di passaggio (il Salad Bar pensato sia per gli esterni sia per gli occupanti delle camere) soprattutto in pausa pranzo. Non abbiamo però mai rinunciato all’idea di progettare un ristorante dalla formula più ambiziosa. Il tutto ha preso veramente forma con l’arrivo di Davide Puleio che sta iniziando a prendere confidenza e studiare le proposte per le diverse ore della giornata, non ultimo dei bocconi golosi da abbinare ai cocktail di Mario Farulla, ma attendiamo ancora qualche tempo prima di svelare il suo pensiero completo sul tema, abbiamo in cantiere il nuovo ristorante… Sentiamo invece il “Farulla pensiero”, oggi sotto i riflettori c’è lui.

Mario, com’è nata la nuova collezione di cocktail e bere miscelato che ti vede protagonista in questo periodo alla barra del Chapter?

Sono molto eccitato all’idea di questa nuova avventura, ecco perché il “menù” d’apertura che ho ideato vuole racchiudere le emozioni e le esperienze del mio ultimo ventennio di vita e di mestiere, al di quà e al di là del bancone. Mi sento di riassumere in questi ingredienti e concetti “nel bicchiere” il sentire che scaturisce da viaggi, profumi e sapori di una generazione nomade che ha voglia di raccontarsi, esprimersi e trovare il suo posto nel mondo e nel suo tempo. E se di tempo parliamo dobbiamo andare indietro con l’orologio (o la macchina del tempo!) sino alle emozioni dell’infanzia: cosa c’era di meglio di una grattachecca nella calura estiva romana da piccoli? Ecco allora del ghiaccio finemente tritato mescolato sapientemente con spiritit e liquori- Ho assaggiato il “Frutti di Bosco” a base di liquore al pepe rosa, vodka Ketel One, sale e frutti di bosco. Il secondo capitolo (o chapter) della vita di un giovane è senza dubbio il momento della vita sociale, le discoteche nei ruggenti 80-90…la voglia di tenere in mano un bicchiere con un drink in modo easy, come scusa per “darsi un tono” in società e muovere in primi passi nel magico mondo della notte… Per questo capitolo ho assaggiato il “Vodka Redbull” che tradisce il nome che porta, infatti qui si parla di una vodka miscelata a dovere aromatizzata alla carne essiccata. Il terzo capitolo della serata era il vessillo dell’alchimista (o sedicente tale), un’idea apparentemente semplice che però stupisce ogni volta: l’”Infinity Jar”, ovvero quei bellissimi grandi contenitori di vetro con tappo e rubinetto dosatore che vengono periodicamente riempite dall’alto creando dei blend unici, ogni volta una sorpresa perché sempre differenti. Nel capitolo ulteriore della vita e della professione, nella contemporaneità dei gesti, non si poteva lasciare indietro l’etica, il riciclo, il senso del rispetto e salvaguardia delle materie prime così come il valore degli scarti. Ho pensato a questo punto a “Circle of Life” ovvero l’attenzione verso le materie prime e alla loro “second chance”: tutti gli agrumi, elementi organici, possono rinascere dopo la spremitura con la distillazione che realizziamo in proprio nel nostro laboratorio dietro le quinte del bancone per un reale “impatto zero” e concentrare, questa volta egoisticamente, i sapori e profumi con l’estrazione. Mi sono poi cimentato, in tempi più recenti, diciamo della maturità, nella ricerca dell’equilibrio, del bilanciamento, per tendere alla stabilità. Il risultato nel bicchiere? Una selezione di drink che hanno come diktat le proporzioni degli ingredienti uguali 100  a 100.

Per questo capitolo ho assaggiato il “Long Health” (nella maturità si cerca sempre di rimanere il più a lungo in salute, no?) a base di bergamotto (Liquore Italicus), gin Botanist, cicccolato verde (bianco aromatizzato, sul bordo del bicchiere), Amaretto alla zucca…

Per concludere. Un posto dove tornerò sempre, una lista a prezzi corretti, una cultura di base molto stimolante, perché il bere miscelato è anche cultura….

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Vinea Domini riparte dal territorio con i vini Friccicore e Luccicore

Il territorio riparte da Vinea Domini, progetto ideato da una grande e storica cantina dei Castelli Romani per valorizzare i vini del Lazio: la Gotto d’oro. Nascono con questi essenziali presupposti i nuovi vini “Friccicore” e “Luccicore”, entrambi del brand ideato per identificare le qualità vitivinicole della regione. “Friccicore” e “Luccicore” sono rispettivamente un bianco con sentori di mela e fiori d’arancio prodotto con la Malvasia del Lazio, noto vitigno autoctono, e un rosato inedito prodotto con uve Syrah dagli intensi profumi di rosa e melograno. Queste due etichette hanno la peculiarità di essere dei vini mossi, vivaci. Queste caratteristiche li rendono unici nel loro genere e assolutamente adatti per essere i compagni perfetti per un aperitivo e non solo. Aspetti che li rendono vini perfetti non solo d’estate ma anche nelle altre stagioni. “Friccicore” e “Luccicore” sono due nomi affatto casuali, che rispecchiano la natura del progetto Vinea Domini di rimanere radicati sul territorio del Lazio e di Roma. In entrambi è presente il richiamo alla genuina romanità con la desinenza dialettale “core”. “Luccicore” è stato scelto per esaltare la luminosità di questo prodotto. Mentre “Friccicore” è un preciso richiamo all’espressione tipicamente romanesca, che sta a significare briciolo ed è utilizzata per indicare una breve ma piacevole sensazione che pervade ed inebria l’animo nei momenti particolarmente emozionanti. Come dimenticare la canzone “Tanto pè cantà” di Ettore Petrolini e l’espressione di Alberto Simeoni “Me sento ‘n friccico ner core”….?

“Friccicore” e “Luccicore” racchiudono la volontà di declinare insieme gusto, sapore e amore per il proprio territorio. La mission di Vinea Domini, infatti, è proprio quella di dare il giusto riconoscimento ai vini che nascono nel Lazio.

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